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Cristiano Ronaldo Juventus Inter Serie AGetty

AIC, calciatori contro il governo: "Non ci alleniamo il 4 maggio? Discriminati"

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Sembrava cosa fatta per i calciatori il ritorno agli allenamenti individuali il 4 maggio, ma alla fine il nuovo decreto governativo ha portato alla grande delusione. Gli atleti sotto contratto per disciplina di squadra, infatti, potranno tornare in campo, in teoria, solamente il 18. L'AIC attacca.

L'associazione italiana calciatori ha infatti pubblicato un comunicato sul proprio sito ufficiale, dicendosi delusa per quanto deciso dal governo relativamente al ritorno in campo. Un fronte unito riguardo alla decisione del ministro dello sport Spadafora e la squadra ministeriale.

Le parole chiave della nota? Discriminazione e illogicità:

"L'Assocalciatori manifesta le proprie perplessità, nonché la sorpresa, in merito alla decisione del Governo sulla modalità di ripartenza dello sport italiano. Si ritiene, infatti, discriminatoria, prima ancora che illogica, l’idea di far riprendere l'attività negli impianti sportivi ai tesserati di discipline sportive individuali e non consentire ai calciatori professionisti – così come ad altri atleti tesserati per discipline di squadra – lo svolgimento di allenamenti in forma individuale nei centri sportivi, come peraltro già consentito nel mese di marzo 2020".

Secondo i calciatori, infatti, il limitare gli allenamenti individuali nei centri sportivi potrebbe peggiorare la situazione:

"La norma, inoltre, rischia di produrre un aggravamento e non il contenimento del rischio! Per il lavoratore sportivo la fase di riatletizzazione dopo questo stop obbligato è un passaggio necessario e utile anche ad evitare infortuni e per essere pronti per iniziare il 18 maggio gli allenamenti di gruppo; non v’è che non veda come sia sicuramente più pericoloso fare attività individuale nelle zone cittadine e su superficie inidonee".

I calciatori chiedono un passo indietro da parte delle istituzioni:

"Rimane l’auspicio di un pronto intervento del Governo utile ad eliminare le evidenti distorsioni che deriveranno dalla applicazione delle norme contenute nel DPCM del 26 aprile".

Da canto suo Spadafora ha evidenziato come la prudenza sia l'unica cosa che permette la possibilità di un eventuale ritorno della Serie A.

Motivo per cui potrebbe essere confermata l'intenzione di riportare i giocatori nei centri sportivi solamente tra poco più di due settimane: il ministro ha chiamato Tommasi e in lungo colloquio ha spiegato, come evidenzia 'La Gazzetta dello Sport', come "non c'era altra scelta rispetto alla differenziazione nella ripresa degli allenamenti tra sport individuali e sport di squadra".

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