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Zaniolo FiorentinaGetty Images

Zaniolo si difende: "Sono andato nello spogliatoio della Roma per fare pipì, uno dei ragazzi mi ha provocato a voce alta"

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Nicolò Zaniolo torna a parlare. Lo fa due giorni dopo l'episodio accaduto al termine della semifinale del Campionato Primavera tra la Roma e la Fiorentina, vinta dai giovani viola che si sono assicurati l'accesso alla finale dei playoff.

Se la partita è stata favorevole alla Fiorentina, il post partita ha provocato tensioni e accuse reciproche: la Roma ha puntato il dito contro Zaniolo, questi si è difeso una prima volta sui social, quindi il club giallorosso ha emesso un nuovo comunicato dando una versione diversa dei fatti.

La seconda risposta pubblica di Zaniolo è arrivata tramite un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport, nella quale l'ex giallorosso, che sta per lasciare la Fiorentina per fare rientro al Galatasaray, si è nuovamente difeso da ogni accusa.

  • "DOVEVO FARE PIPÌ"

    "So di aver reagito male e me ne assumo la responsabilità. Voglio essere molto schietto: dovevo fare pipì e il primo bagno che ho trovato era quello dello spogliatoio della Roma, ho chiesto il permesso di entrare e me l’hanno concesso con un sorriso. “Ma che, devi anche chiederlo?”. Incrociando i ragazzi ho dato loro il cinque dicendo bravi.

    Uscito dal bagno, uno di questi ragazzi a voce alta mi ha provocato e quando gli ho chiesto se era proprio a me che si riferiva mi si è avvicinato. Ho perso la calma ma non l’ho colpito. È un errore che mi pesa, soprattutto perché so di dover essere un esempio per i più giovani. Ci tengo però a precisare che i fatti sono ben lontani da quanto ricostruito e che da parte mia, oltre ad una discussione verbale, non c’è stato alcun comportamento aggressivo". 

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  • "NON HO MAI ALZATO LE MANI"

    "Sono volate parole grosse con un ragazzo della Roma? Sì. Lui mi ha provocato? Sì. Potevo evitare di andare in bagno nel loro spogliatoio? Ho chiesto il permesso. Non ho mai alzato le mani, non ci sono stati schiaffi, né tantomeno pugni. Ripeto, quando sbaglio me ne assumo la responsabilità ma stavolta no. E visto che ho la coscienza pulita non ho problemi a parlare con la procura federale o con il ragazzo in questione a cui ho messo solo una mano sulla spalla perché i toni erano poco simpatici".

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  • "DAL PROCURATORE FEDERALE VADO DI PERSONA"

    "Quello che ho trovato totalmente fuori luogo è il comportamento di alcuni adulti che sono passati dalla richiesta dell’autografo all’offesa. Ho ricevuto anche una tacchettata nel polpaccio. Ciò che fa più male è la mancanza di rispetto nei confronti di un collega che ha più anni del ragazzo che ha dimostrato di non gradire la mia presenza nello spogliatoio, forse eleggendosi a difensore della Roma, quando non ce n’era affatto bisogno. Se mi chiamerà il procuratore federale andrò di persona. Ho quasi ventisei anni, sono cambiato, quello Zaniolo non esiste più, all’Atalanta lo sanno perfettamente. Forse anni fa la rissa ci sarebbe stata veramente, ma si cresce, grazie a Dio. Oggi sono anche capace di farmi rispettare con le parole".

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