"Mi sentivo inadeguato, l’opportunità di andare in Ungheria è stata una benedizione. Oggi ho un contratto fino al 2025, e anche se ho una clausola di rescissione non ho intenzione di andar via".
Quanti signori Rossi ci sono in Italia? Tanti, più di tutti. Oltre 70.000: il cognome più diffuso del paese. Quanti signori Rossi sono stati in grado di lasciare il segno? Parecchi.
Cercando di restringere ancor di più in campo, andiamo all'estero. Trasferiamoci a Budapest, dove ha sede la federazione calcistica ungherese.
Qui non lavora un Rossi qualunque, ma bensì il signor Marco Rossi. Ok, ma quale? Quello capace di portare la rappresentativa locale ad Euro 2020, dove è stata tra le più apprezzate. Quello che sembra proprio possa ripetersi, visto il cammino di qualificazione ad Euro 2024.
Il periodo da allenatore 'inadeguato', come si descrive il commissario tecnico che ha trovato fortuna in Ungheria, è oramai il passato. Il presente è roseo, o per meglio dire rosso, bianco e verde. E non verde, bianco e rosso, come l'Italia. Orizzontale, non verticale. Come il suo mondo capovolto dopo aver accettato la proposta della federazione magiara.
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