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Parma v FC Internazionale - Serie AGetty Images Sport

Un nuovo San Siro per Inter e Milan, Marotta: “Sarà una nuova era, vogliamo aprirlo nel 2030”

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E’ senza ombra di dubbio uno dei dirigenti più esperti e vincenti del calcio italiano, una figura che nel corso della sua lunghissima carriera ha ricoperto diversi ruoli e contribuito a dar vita a cicli estremamente importanti.

Beppe Marotta, dal 2018 lavora all’Inter, club del quale è stato prima amministratore delegato e poi, dal 2024, presidente del consiglio di amministrazione, conservando al contempo il precedente incarico.

Marotta, in una lunga intervista rilasciata a ‘DAZN’ nell’ambito del vodcast ‘Valori in Campo’, ha parlato della sua carriera e del momento che stanno vivendo il club meneghino e il calcio italiano.

  • “POTEVO FARE IL GIORNALISTA O IL DIRIGENTE”

    “All’inizio della mia vita professionale avevo due possibili strade da intraprendere: quella del giornalista o quella del dirigente. Entrambe rappresentavano una mia passione, poi ho deciso di seguire la seconda. Già da ragazzino mi ero appassionato alle dinamiche del campo e dello spogliatoio e mi sembrava quella più consona alle mie attitudini”.

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  • “IL NUOVO SAN SIRO CI PORTERA’ LONTANO”

    “Se immagino il nuovo San Siro? Sì, siamo finalmente riusciti ad aprire una strada che ci porterà lontano. Una strada tortuosa perché in Italia c’è una burocrazia molto ostruzionistica, ma avremo un nuova casa ed abbiamo intrapreso questa nuova era con entusiasmo. Acquistare San Siro è stato molto difficile, ma siamo arrivati al rogito grazie alla tenacia di Ralph e Scaroni. Sarà uno stadio molto moderno, che risponderà alle esigenze di sicurezza, comodità, accoglienza, ospitalità e tutta una serie di valori. Non mi voglio addentrare dal punto di vista progettuale, siamo ancora in una fase nella quale si sta ragionando. Il progetto è stato affidato a Foster e Manica, due icone dell’architettura sportiva. Posso dire che il manto erboso non sarà retrattile come quello del Bernabeu, ma che grazie alla tecnologia moderna si potrà cambiare in un giorno”.

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  • “UNA NUOVA ERA PER INTER E MILAN”

    “Sicuramente il nuovo San Siro rappresenterà una nuova era per Inter e Milan. In Italia abbiamo vissuto un momento di stallo che ci ha portato ad essere fanalino di coda in Europa in termini di strutture. In Europa, negli ultimi venti anni, sono stati creati o ristrutturati 250 stadi, di questi solo 6 in Italia. Lo stadio deve essere la casa dei tifosi, delle società e dei giocatori, ma anche un asset patrimoniale di grande rilevanza che porta ad aumentare i ricavi. Noi e il Milan ricaviamo 80 milioni di euro, il Real Madrid e il Barcellona tra i 250 e i 300, con il Real che punta a superare i 500 milioni. Noi possiamo più che raddoppiare le entrate derivanti non solo dal matchday, ma anche dalle attività che vengono svolte in settimana”.

  • “IN ITALIA SIAMO IN FASE DI INVOLUZIONE”

    “In Italia siamo in una fase di grande involuzione. Oggi le plusvalenze sono diventate voci rilevanti nei bilanci, non si può che portare avanti operazioni che conducono al pareggio di bilancio. Tranne Como e Fiorentina, le altre si sono abbastanza contenute nelle spese. Bisognerà essere lungimiranti e dare spazio più alla fantasia e alla competenza, che ai finanziamenti dei soci”.

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  • “NON AVREI IMMAGINATO DI VINCERE COSI’ PRESTO ALL’INTER”

    “Un cimelio di San Siro da portare a casa? Non sono un grande conservatore di queste cose. Ho preso una zolla del campo dopo Inter-Udinese, partita che ha suggellato la vittoria del mio primo Scudetto all’Inter. Non avrei immaginato di vincere così facilmente e velocemente un titolo qui, vincendone poi altri e facendo delle finali di Champions League”.

  • “OAKTREE MOLTO LUNGIMIRANTE”

    “Lavorare con proprietà straniere? E’ una realtà e dico menomate. Milano ha dovuto ricorrere a questo per portare avanti la storia di due club gloriosi come Inter e Milan. Non dobbiamo più pensare ai mecenati, ma immaginare fondi che non sono solo appassionati dal punto di vista sportivo, ma portano criteri di modernità e sostenibilità. Oaktree è molto lungimirante e sta facendo investimenti importanti che vanno a beneficio del calcio milanese e nazionale”.

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  • “MI RITENGO FORTUNATO”

    “La fortuna non è tutto nella vita, ma ho fatto della mia passione il mio lavoro e mi ritengo fortunato. Mi sento più che realizzato. Presidente dell’Inter? Oaktree mi ha dimostrato fiducia e la cosa mi ha reso orgoglioso. Ho intrapreso questo cammino con stimoli, umiltà, passione e cultura del lavoro. La mia vita non è cambiata, ma fa effetto. Sono contento di aver conservato quei valori che mi hanno portato ad essere un dirigente”.

  • “IL COLPO POGBA IRRIPETIBILE”

    “Il colpo che mi ha soddisfatto di più è quello che porta il nome di Pogba. Lo abbiamo preso, grazie allo staff che avevo alla Juventus, preso a zero dal Manchester United e poi pochi anni dopo glielo abbiamo casualmente rivenduto a 115 milioni. Per me è una cosa unica e non ripetibile. Lo abbiamo preso grazie alla furbizia e alla diplomazia di Mino Raiola che era uno degli agenti più bravi. Ci ha facilitati”.

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  • “VOGLIAMO APRIRE LO STADIO NEL 2030”

    “Lo stadio aperto prima degli Europei del 2032? Vogliamo aprirlo per il 2030. Spero che ci si possa arrivare, anche se il percorso burocratico è tortuoso. L’Italia calcistica non può fare a meno di essere rappresentata da Milano. Bisogna che la politica nazionale faccia tutti gli sforzi possibili perché si giochino non dico la finale, ma le partite più importanti nel nuovo stadio”.

  • “DOBBIAMO ANDARE AI MONDIALI”

    “Da italiano e da appassionato ho la speranza che l’Italia si qualifichi, ci sono ragazzini che non hanno mai visto la Nazionale ai Mondiali. Per un Paese come il nostro è una cosa negativa, che deve far riflettere”. 

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