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Mourinho UlivieriGetty/GOAL

Ulivieri risponde a Mourinho: "Siamo fatti di pasta diversa. Non ho chiesto la grazia per dignità"

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Nuovo mese, nuova polemica in Serie A. A distanza, José Mourinho e Renzo Ulivieri. Prima e dopo la sfida tra Roma e Inter, vinta dai nerazzurri di Simone Inzaghi, è andato in scena un botta e risposta tra il presidente dell'Associazione Italiana Allenatori Calcio e l'allenatore della formazione capitolina.

Le dichiarazioni di Ulivieri precedenti al big match Roma-Inter hanno visto Mourinho rispondere al termine della sconfitta, con risposta da parte dell'ex mister di Napoli e Cagliari, rappresentante degli allenatori italiani, nella giornata di domenica 7 maggio.

"Non posso rispondere direttamente a José Mourinho, non perché lui non mi ha nominato espressamente ma perché non è entrato nel merito di quanto da me affermato nel comunicato di tre giorni fa" ha evidenziato Ulivieri nel post pubblicato sulla sua pagina Facebook. "Queste che seguono, piuttosto, sono considerazioni che mi preme rendere pubbliche per chiarire di nuovo alcune vicende personali":.

  • LA RISPOSTA DI ULIVIERI

    "Primo: in Italia è ancora rimasta democrazia, infatti per l’incarico di presidente Aiac, ruolo per altro non retribuito, si viene eletti dagli stessi allenatori, e non nominati dall’alto.

    Secondo: per quanto riguarda la squalifica di tre anni, per illecito sportivo, da me subita nel 1986, alla quale si è alluso, riprendo quello che ho ripetuto decine di volte in passato, documentando quanto segue. A due anni dall’inizio della squalifica, che trascorsi alla ricerca di prove a discarico, la Caf, in una sentenza del giugno 1988, riconosceva, riferendosi a me: “l’illecito consumato in sua assenza e a sua insaputa…”; e ancora “l’Ulivieri passa dalla posizione di protagonista assoluto, callido e pervicace, a quella di malaccorto generico”.

    Questa sentenza presupponeva l’accoglimento di una eventuale richiesta di grazia. Che io però non chiesi, a salvaguardia della mia dignità, perché questo avrebbe significato ammissione di colpa, scegliendo di scontare la squalifica per intero, ripartendo poi dalla serie C.

    Terzo: in questi giorni tanti amici mi hanno apostrofato: “proprio te che litigavi di continuo con gli arbitri…”, facendo riferimento alle mie passate e numerose espulsioni quando ero in panchina. Ripeto qui quello che ho detto a loro: finché si è in campo, siamo alla pari (io mi comporto male, tu mi espelli); quando finisce la partita non siamo più alla pari, perché l’allenatore può parlare e l’arbitro no. Questo non mi pareva giusto allora e non mi pare giusto oggi.

    Tornando a Mourinho, concordo pienamente con le sue conclusioni: siamo fatti di pasta diversa. Però io non me ne rallegro".

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  • ULIVIERI SU MOURINHO

    Come era iniziato il tutto? Ulivieri, sentito dall'ANSA, aveva criticato Mourinho riguardo il suo atteggiamento e i suoi metodi:

    "Gli allenatori italiani sono dalla parte degli arbitri, senza se e senza ma, anzi, senza Mou.., mi verrebbe da chiosare. Ma non c'è molto da scherzare. Le dichiarazioni di José Mourinho sono gravi e inaccettabili. In particolare ammettere di essere andato in panchina con un microfono per registrare i colloqui tra lui e il gruppo arbitrale, giustificando una scelta da lui definita difensiva"

    "Prefigura, anche come sola ipotesi, un'azione che mina alle fondamenta l'intero sistema, in una sorta di tutti contro tutti. Onorabilità e garanzie per ogni tesserato debbono essere assicurati dagli organismi preposti. Non si tratta di alimentare alcuna contrapposizione personale".

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  • MOURINHO SU ULIVIERI

    Dopo la sconfitta della Roma contro l'Inter, Mourinho haparlato di Ulivieri senza mai nominarlo:

    "La critica più forte che ho ricevuto è stata la mia gioia più grande, perché è stata fatta da una persona con tre anni di squalifica per scommesse. Solo in Italia una persona così può avere una posizione istituzionale importante, essere criticato da uno così mi dà gioia, perché mi dà la certezza che sono di un pianeta diverso".

  • DI COSA PARLAVA MOURINHO?

    Il tecnico della Roma si riferiva allo Scandalo italiano del calcioscommesse del 1986. Definito anche Totonero-bis, fu un'inchiesta relativa ad un giro di scommesse illegali relative ad alcune partite di calcio nei campionati professionistici.

    Tra le squadre coinvolte ci furono Udinese, Lazio, Bari e Cagliari, quest'ultima allenata proprio da Renzo Ulivieri. Condannato a 3 anni in primo grado e in sentenza d'appello, il mister passò due anni da squalificato.

    Poi, nel 1988, evidenzia Ulivieri nel post di risposta a Mourinho

    "la CAF riconosceva, riferendosi a me: “l’illecito consumato in sua assenza e a sua insaputa…”; e ancora “l’Ulivieri passa dalla posizione di protagonista assoluto, callido e pervicace, a quella di malaccorto generico”. Questa sentenza presupponeva l’accoglimento di una eventuale richiesta di grazia. Che io però non chiesi, a salvaguardia della mia dignità, perché questo avrebbe significato ammissione di colpa, scegliendo di scontare la squalifica per intero, ripartendo poi dalla serie C".

    Ulivieri tornerà in panchina nel 1989 allenando il Modena, guidando poi anche tra le altre Bologna, Napoli e nel 1999/2000 nuovamente il Cagliari.

    L'ultimo incarico di Ulivieri è datato 2000, quando ha allenato il Pontedera femminile.

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