Senza Vlahovic e Conceicao, Thiago Motta si affida a Nico Gonzalez falso nove, rispolverando Douglas Luiz dal primo minuto, vista la squalifica di Locatelli. Nel Toro la vera novità è il modulo:4-2-3-1 con Lazaro, Vlasic e Karamoh sulla trequarti a supporto di Adams, con Sanabria in panchina.
Alla Juve bastano nove minuti per sbloccare il derby e a farlo è ancora una volta Yildiz, con un'autentica magia, sia in fase di preparazione che in fase di conclusione. Il turco festeggia con la linguaccia proprio sotto gli occhi della curva granata, eguagliando Cristiano Ronaldo, l'ultimo giocatore capace di segnare in entrambi i derby nella stessa stagione.
Dopo il vantaggio, la squadra di Thiago Motta non fa troppa fatica a gestire la partita, trovando anche il raddoppio con Nico Gonzalez, annullato però giustamente per fuorigioco. Il Torino ha due buone occasioni con Linetty prima e Ricci poi, ma proprio quando l'intervallo è ormai alle porte, Vlasic si inventa la seconda magia della serata: controllo al limite dell'area e sinistro di controbalzo che bacia il palo ed entra in rete facendo esplodere l'Olimpico.
Il Toro parte forte nel secondo tempo e l'atmosfera da derby si incendia nuovamente - già nel primo tempo, McKennie era venuto a contatto con la panchina granata - quando Savona ferma Karamoh lanciato a rete con un intervento rischiosissimo ma regolare. Vanoli non la prende bene, Thiago Motta risponde e i due si spintonano a vicenda, venendo entrambi espulsi dall'arbitro Fabbri. Col passare dei minuti la Juve riprende campo, creando due grosse occasioni con Koopmeiners e soprattutto Nico Gonzalez, sul cui tiro sporco in area di rigore ci vuole un grande Milinkovic-Savic. Ma ancora una volta, al triplice fischio, il segno di Thiago Motta è la X. Sono dodici i pareggi stagionali della Juve e quello nel derby non può che pesare più degli altri e non positivamente, come dimostrano i tifosi bianconeri, fischiando la squadra al termine della partita, esortandola a tirare fuori gli attributi.




