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Tiago Pinto Jose Mourinho Roma 2022-23 Getty

Tiago Pinto e il suo imminente addio alla Roma: “Missione quasi compiuta, sono stanco”

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La notizia era nell’aria già da qualche tempo, nei giorni scorsi però è arrivata anche l’ufficialità: le strade di Tiago Pinto e della Roma presto si separeranno.

In anticipo rispetto a quanto previsto dal contratto (in scadenza a giugno) e subito dopo la conclusione dell’ultima sessione di calciomercato che gestirà da dirigente giallorosso.

Così come comunicato dalla Roma infatti, il rapporto tra le parti si interromperà il prossimo 3 febbraio e saranno dunque altri a disegnare la squadra che prenderà parte alla prossima stagione.

Tiago Pinto, in un’intervista rilasciata a ‘The Athletic’, ha spiegato cosa l’ha spinto a lasciare Roma dopo tre anni di lavoro.

  • “IL CICLO E’ VICINO ALLA FINE”

    “Non sono il tipo di persona che cerca di lavorare per quindici anni nello stesso posto per sentirsi a proprio agio. Mi piacciono i rischi. Mi piacciono le sfide. Penso che il ciclo sia vicino alla fine. Non sto parlando del ciclo della Roma o dei Friedkin, ma la mia missione era quasi compiuta. Personalmente mi sento stanco".

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  • “AVEVAMO 70 GIOCATORI SOTTO CONTRATTO”

    A Tiago Pinto è toccato il compito di gestire il post Monchi.

    “La Roma aveva più di 70 giocatori sotto contratto e la maggior parte di loro non avevano un ruolo chiave. Non voglio citarli tutti, ma tutti ricordano Pastore, N’Zonzi, Santon e altri come Bianda, Coric e Riccardi. Giocatori che erano sotto contratto, che pesavano sul monte ingaggi e non giocavano. Da direttore sportivo non posso solo incolpare il passato, devo proteggere i beni del club. Ho provato a trovare le soluzioni migliori per tutti. Abbiamo venduto giocatori per 160 milioni di euro e di questi forse solo Ibanez e Zaniolo erano elementi chiave. Tutti gli altri erano in prestito o fuori rosa”.

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  • Jose-mourinho(C)GettyImages

    “CON MOURINHO ABBIAMO SORPRESO TUTTI”

    Tra i colpi messi a segno da Tiago Pinto, anche quello di riuscire a portare a Roma un tecnico del calibro di José Mourinho. Tutto è partito da un messaggio inviato al suo agente.

    “Sono passati quattordici giorni. La notizia ha sorpreso tutti? Se penso al modo in cui abbiamo ingaggiato Mourinho è stato fatto tutto bene, velocemente, senza clamore ed è così che sorprendi tutti”.

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  • “ABRAHAM E’ PIU’ DI UN MARCATORE”

    Tra i giocatori più importanti portati a Roma non si può non citare Abraham.

    “Avevamo Dzeko che era un giocatore molto importante per la storia della Roma ed eravamo in trattative per la sua cessione. Volevamo dimostrare che il progetto si basava sui giovani, ma mantenendo sempre la stessa ambizione. Tammy nella prima stagione ha segnato quasi 30 goal, ma è più di un marcatore. E’ un ragazzo che fa anche 10 assista a stagione”.

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  • Paulo Dybala RomaGetty

    “BRAVI CON DYBALA”

    Il colpo più importante messo a segno resta quello che ha portato nella capitale Dybala.

    “Siamo stati bravi nel gestire i tempi, perché se fossimo andati a sfidare club che erano interessati non avremmo auto la capacità di farlo. Abbiamo capito quale era il momento giusto. Avevamo una settimane per fare questa cosa ed abbiamo lavorato molto bene da squadra, visto che la società e l’allenatore sono stati pienamente coinvolti”.

  • “DYBALA, ABRAHAM, LUKAKU E MOURINHO ALLA ROMA”

    L’ultimo colpo importante messo a segno resterà quello che ha fatto vestire di giallorosso Lukaku.

    “Credo che se tre ani fa avessi chiesto ad un tifoso della Roma se fosse stato possibile portare in squadra Dybala, Abraham, Lukaku e Mourinho forse avrebbe risposo ‘Sei un pazzo’. Ora sono alla Roma”.

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