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Tare KimGetty Images

Tare svela i colpi mancati alla Lazio: "Cavani, Pastore e Kim"

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Igli Tare, dirigente ed ex direttore sportivo, dal 2009 al 2023, della Lazio, è stato ospite dello studio di "Cronache di spogliatoio" durante la diretta della finale del Mondiale per Club FIFA 2023.

Sotto la sua guida, il club biancoceleste ha vinto 3 volte la Coppa Italia e la Supercoppa italiana. Lo scorso giugno, dopo tanti anni, è stata annunciata la sua separazione dalla società di Lotito.

Oggi Tare viaggia per vedere partite, si aggiorna ("Andre del Fluminense assomiglia a Rodri"), segue sempre il calcio. E si è raccontato nello studio di 'Cronache', dove ha rivelato anche curiosi retroscena di mercato.

  • "PENSAVO DI RESTARE ALLA LAZIO A VITA"

    "Ho lavorato per 15 anni con Lotito, ho avuto modo di imparare da lui, è molto intelligente e sa fare calcio. A volte anche a modo suo, ma per me è stato una grande guida. Sono stati 15 anni di amore e odio, lui sapeva dove erano i miei punti di forza e io sapevo che lui era sopra di me e andava rispettato. Da fuori può sembrare una cosa, ma da dentro un’altra. Ho pensato di rimanere alla Lazio tutta la vita, anche i miei figli sono laziali. Ma il nostro mondo è fatto di cicli".

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  • Edinson Cavani PalermoGetty Images

    "CAVANI, PASTORE E KIM SFUMATI"

    "I miei migliori acquisti sfumati? Pastore quando era ancora all’Huracan, abbiamo sbagliato intermediario, avevo informazioni sbagliate, feci anche un’offerta; Cavani dal Palermo, quando stava per lasciare Palermo, Zamparini non voleva che venisse alla Lazio, era un prestito con obbligo di riscatto; Kim è un altro rimpianto, quando era a Shanghai avevamo fatto un’offerta, prima che andasse al Fenerbahce".

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  • "IL PREZZO DI MILINKOVIC-SAVIC ERA DI 100 MILIONI"

    "Il prezzo di Milinkovic-Savic era di 100 milioni di euro. Sono arrivate offerte, ma Lotito ha voluto fare un atto d’amore verso i tifosi e ha rifiutato. Su Muriqi ero consapevole che non era un problema suo, ma di ambientamento e mentalità che gli serviva per raggiungere un livello così alto. In Spagna è uno dei centravanti più forti. Ci sono situazioni che in un posto funzionano e in altri no, lui è uno di questi casi".

  • Simone Inzaghi LazioGetty Images

    "SIMONE INZAGHI UN PREDESTINATO"

    "Simone Inzaghi è sempre stato un predestinato. Avevamo in mente un percorso per lui dai Giovanissimi, sapevamo che sarebbe diventato allenatore della Lazio. Dietro ai suoi risultati c’è tanta sofferenza, è all’ottavo anno in Serie A e ha ancora tanto da percorrere in carriera. Se mi sono sentito tradito quando è andato all'Inter? Ero felicissimo perché sarebbe stato il coronamento della sua carriera. Nella Lazio veniva da un ciclo di 5 anni e sarebbe stato difficile proseguire insieme se fosse rimasto, avremmo dovuto cambiare tanti giocatori. La sua scelta era comprensibile".

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