Che sia Youtube, Twitter o qualsiasi blog calcistico sulla faccia dell'internet, i commenti legati a Jaap Stam, possente centrale di Lazio, Milan e Manchester United, sono un concentrato di nostalgia pura, al massimo livello. Tutti i commenti ai video delle gesta, tutte le reazioni ai racconti relativi all'ex difensore dell'Olanda - ora divenuto allenatore, con un passato recente al Cincinnati - recitano più o meno la stessa solfa. Veri uomini sul campo da calcio, non ci sono più, bla bla. E ancora bla.
Scorrere i commenti sembra catapultare la mente ad altre nostalgie. Soprattutto a quella del cinema muscolare degli anni '80, quella legata a Stallone e Schwarzenegger, a Rambo e Commando. I film con cui siamo cresciuti, così come il calcio, non sono oggettivamente belli, migliori. Crediamo lo siano, quasi sempre, perché ci ricordano momenti più spensierati, l'infanzia.
Il calcio degli Stam era migliore? Per i nati negli anni '80 e inizio '90, sì. C'erano loro, non potete capire voi giovani. Ovviamente no, non erano presenti. Per loro gli eroi sono altri, che possono vivere giorno dopo giorno. Quando cresceranno li ricorderanno con amore e nostalgia. Come gli amanti del calcio anni '80, che vedevano nel calcio anni 2000 un gioco più lento e dei giocatori meno tecnici. Una questione ciclica, umana, per cui l'era passata è sempre vista come migliore rispetto al presente.
Stam non può essere giudicato soggettivamente. È stato, oggettivamente, un centrale di tutto rispetto. Forte fisicamente, preciso, di poche parole e tanti interventi decisivi, spesso oltre la legalità. Durerebbe poco nel calcio moderno? Dipende dal campionato. In Premier League, fisica più che mai, potrebbe tranquillamente essere il punto forte di una difesa che lotta per il titolo. In altri campionati, forse no.
Internet ricorda Stam per il suo essere un vero uomo. Cosa significa? Difficile dirlo, senza la spiegazione dei commentatori in tal senso. Forse chi si fa rispettare su un campo da calcio, buttandosi nello scontro a capofitto con fare minaccioso e intenti poco simpatici? Essere pronto alla lotta pugno su pugno? Non sembrerebbe qualcosa di positivo: bisognerebbe farlo notare.
Il ricordo legato a Stam è purtroppo tutto qui. I suggerimenti su Google e Youtube portano tutti allo stesso mondo di mascolinità imbarazzante. Lo scontro con Ibrahimovic. Il sopracciglio ricucito in campo senza nessuna smorfia. Messa così sembra essere solo questa la verità annacquata su Jaap. I montaggi video raccontano una realtà diversa.
Certo, gli interventi duri non erano pochi, ma la sua fisicità non era certo sempre fallosa, nè psicopatica. Un martello, ma non un polverizzatore senza onore. Basti pensare che non ha mai ricevuto un cartellino rosso diretto in carriera. Un paio di doppie ammonizioni in 25 anni di carriera. Quelle che molti rimediano in una stagione nell'attuale calcio. Arbitri meno permissivi, certo, ma percentuale comunque a favore di Stam.
Non fa onore a Stam e alla sua carriera nemmeno l'altro episodio più cercato. Quello che appare immediatamente nelle ricerche, il più famoso. La lite con Pietro Parente.



