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 Christian Pulisic MilanGetty

Solo il Milan tra l’Inter e lo Scudetto: i nerazzurri chiamati a sfatare il tabù derby

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Il conto alla rovescia è di fatto partito già da settimane e, d’altronde, non potrebbe essere altrimenti: il Derby della Madonnina non è mai stato, e mai sarà, una partita come tutte le altre.

Questione di blasone certamente, ma non solo, visto che la stracittadina meneghina storicamente è spesso stata una sfida di altissima classifica, che ha messo in palio punti fondamentali per la corsa che conduce allo Scudetto.

Quello che si giocherà domenica a San Siro non farà eccezione. In palio ci sarà molto più del prestigio o del predominio calcistico in città, del quale potersi vantare per alcuni mesi: c’è la possibilità di definire uno scenario o magari di aprire uno spiraglio che ad oggi in moltissimi vedono già definitivamente chiuso.

Il Milan, che per l’occasione vestirà i panni di padrone di casa, proverà a tenere vivo il discorso Scudetto, mentre l’Inter, che si presenterà all’appuntamento potendo contare su un vantaggio di dieci punti proprio sui cugini rossoneri, scenderà in campo con il chiaro intento di sfruttare quello che ha già assunto i contorni di un vero e proprio match point.

I nerazzurri dunque proveranno a piazzare la spallata decisiva non solo al Milan, ma anche all’intero campionato, ma per farlo dovranno sfatare quello che nel corso degli ultimi anni è diventato un vero e proprio tabù.

  • LA VITTORIA NEL DERBY MANCA DAL 2024

    Il Derby della Madonnina, nel corso della sua lunga storia, ha già raccontato di lunghi periodi di dominio, alternati ad altri di digiuno.

    Chiedere per conferma proprio all’Inter, che tra il gennaio del 2023 e l’aprile del 2024 ne ha vinti sei di fila, imponendo la sua supremazia su Milano.

    Un filotto straordinario, con tanto di trionfo Scudetto e seconda stella annessa, che ha di fatto poi condizionato anche molte delle scelte del Milan, interrotto proprio in quella serata passata alla storia come una delle più belle dell’intera storia dell’Inter.

    Allora la cosa era difficile da immaginare, ma quello sarebbe rimasto per i nerazzurri l’ultimo Derby vinto per moltissimo tempo.

    Dopo quel 2-1 firmato da Acerbi e Thuram, il rapporto tra la stracittadina e l’Inter ha iniziato a farsi inaspettatamente complicato. Da allora infatti, i nerazzurri hanno affrontato il Milan in ben sei occasioni tra campionato, Supercoppa Italia e Coppa Italia e, al termine di nessuna di queste sfide, hanno esultato per una vittoria.

    Lo score parla di quattro successi rossoneri, accompagnati da due pareggi e una lunga sequenza di delusioni. Per giocarsi al meglio questa sorta di match point virtuale, l’Inter dovrà dunque sfatare il tabù Derby.

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  • Pulisic Inter Milan Serie AGetty Images

    LA VITTORIA DEL MILAN ALL’ANDATA

    Nel corso di questa stagione si è ovviamente già giocato un Derby della Madonnina: quello dello scorso 23 novembre.

    Allora si giocava una sfida valida per il dodicesimo turno di campionato ed ovviamente i tempi erano prematuri per pensare a qualcosa che potesse sembrare una sfida Scudetto.

    Ad imporsi fu il Milan per 1-0 grazie a una rete siglata da Pulisic al 54’. Una stracittadina, quella, nella quale venne fuori il cinismo di una squadra, quella guidata da Massimiliano Allegri, che sembrava aver fatto del cinismo una delle sue armi migliori.

    L’Inter infatti, in quella occasione, ha creato moltissimo, ha anche dominato a tratti, ma si è dovuta arrendere anche alle parate di uno straordinario Maignan (che neutralizzò anche un rigore calciato da Calhanoglu), oltre che a due legni.

    Fu quella la quarta sconfitta patita in campionato dai nerazzurri, mentre per il Milan si trattò di un successo che gli consentì di scavalcare proprio i cugini in classifica e di portarsi a -2 dalla Roma capolista.

    Un Derby che segnò un vero e proprio spartiacque per le due squadre, ma anche per il campionato: l’Inter, dopo essersi leccata le ferite, ha iniziato una corsa furibonda che poi l’ha portata a vestire i panni di dominatrice del torneo.

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  • Calhanoglu Inter Genoa 28022026Getty Images

    QUATTORDICI VITTORIE DOPO…

    Dopo quella sconfitta patita nel Derby contro il Milan, l’Inter ha avuto la forza non solo di rialzarsi e ricompattarsi, ma anche di cambiare il volto della sua stagione.

    Se fino a quel momento aveva alternato cose buone ad alcuni passaggi a vuoto e Chivu era ancora visto come una sorta di oggetto misterioso tutto da valutare, dopo quella delusione si è lanciata in uno scatto a una velocità tale che nessuna rivale è riuscita nemmeno lontanamente a sostenere.

    I numeri parlano chiaro e definiscono quello che è stato il cammino dell’Inter da quel 23 novembre in poi: quattordici vittorie in campionato su quindici partite giocate.

    I nerazzurri hanno lasciato per strada solo due punti contro il Napoli a metà gennaio, vincendo — e a tratti dominando — contro tutte le altre avversarie incontrate.

    Una corsa folle grazie alla quale ha spazzato via anche i dubbi dei più scettici e soprattutto si è portata a +10 sulla seconda.

  • UN TABÙ ANCHE PER I ROSSONERI

    Se gli ultimi risultati conseguiti nei Derby danno all’Inter l’occasione di prendersi quella rivincita attesa da tempo, anche il Milan, nonostante la striscia positiva, deve rompere quello che è diventato una sorta di tabù.

    Sì, perché la compagine rossonera non vince una sfida con i cugini “in casa” dal lontano 2022.

    Cose ormai di un’era geologica fa in termini calcistici. Era il 3 settembre, si giocava il quinto turno di Serie A, e sulla panchina di quel Milan sedeva Stefano Pioli.

    Alcuni dei giocatori che presero parte a quel Derby hanno lasciato da tempo sia il Milan che l’Inter, altri hanno salutato il calcio italiano, altri ancora hanno appeso gli scarpini al chiodo.

    Di quella compagine rossonera facevano però parte anche Maignan, Tomori, Gabbia (che domenica non ci sarà), Saelemaekers (che partì dalla panchina) e Rafa Leao, che siglò una doppietta decisiva per il 3-2 finale.

    Molte delle speranze del Milan, a quattro anni di distanza da quell’ultima volta, saranno legate proprio alle intuizioni del suo attaccante portoghese: anche a lui il compito di tenere aperta la corsa Scudetto.

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