Preso atto della situazione, Lionel Messi, con ampi gesti, ha indicato ai compagni che non si sarebbe dovuto giocare in quelle condizioni ed ha portato via la squadra dal campo.
In quel momento la tensione era ai suoi massimi con persone insanguinate che cercavano riparo, altre che ricevevano i primi soccorsi e giocatori che a loro volta provavano ad intervenire.
La squadra Argentina si è dunque diretta verso gli spogliatoi per poi far ritorno sul terreno di gioco circa dieci minuti più tardi.
A prendere in mano la situazione è stato Messi che rivolgendosi all’arbitro Piero Maza, ha detto “Noi ce ne andiamo”.
La partita è poi iniziata con 27 minuti di ritardo solo che la situazione è tornata ad una parvenza di normalità.
Alla sfida non hanno assistito molti spettatori che hanno deciso, per motivi di sicurezza, di lasciare lo stadio.
Lo stesso Messi, a fine gara, ha spiegato perché l’Argentina ha deciso di scendere in campo.
“Abbiamo visto la polizia picchiare la nostra gente, è successo anche nella finale di Libertadores. Qui sono concentrati più su quello che sul calcio.
C’erano giocatori che avevano la famiglia lì e pensi a cosa possa accadere. Eravamo preoccupati. Poteva finire in una strage.
Siamo una famiglia e abbiamo deciso di giocare solo per rendere la situazione più tranquilla”.