Consolarsi con l'aglietto. Si prende almeno questo la Roma di Mourinho, che dopo la sconfitta amarissima ai rigori in finale di Europa League contro il Siviglia ospita lo Spezia all'Olimpico per l'ultima giornata di Serie A.
La risposta del pubblico romanista c'è e si fa sentire, ma il malumore e la delusione per com'è andata a Budapest appena quattro giorni prima è tangibile.
Uno spleen che però non fa che aumentare con il calcio d'inizio, dato che lo Spezia passa dopo appena 5 minuti grazie a un colpo di testa di Nikolaou.
La reazione si fa un po' aspettare, malgrado la squadra di Mourinho oggi squalificato prenda in mano le redini del gioco. La chance più grande di riequilibrare i conti co un un destro di El Shaarawy che si stampa sulla traversa (32esimo legno stagionale in tutte le competizioni per i giallorossi).
La spinta cresce con il passare dei minuti e trova realizzazione nella maniera più casuale possibile. Cross tagliato dalla sinistra di Zalewski, con il pallone che attraversa tutta l'area e si infila in porta.
Nella ripresa le due squadre si scambiano un paio di brividi reciproci, senza riuscire a cambiare il risultato. Si scaldano però gli animi, soprattutto dopo le proteste romaniste per un presunto rigore non assegnato su Dybala.
Alla fine proprio l'argentino realizza il rigore in extremis che permette alla Roma di blindare la qualificazione alla prossima Europa League e condannare lo Spezia a giocare lo spareggio con il Verona.
Al fischio finale il giro di campo dei calciatori in maglia giallorossa, per ringraziare il pubblico romanista che per 19 gare su 19 ha riempito gli spalti fino all'ultimo seggiolino disponibile. E non può essere una finale persa a cambiare certi sentimenti.
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