Pubblicità
Pubblicità
3x3 GOALGOAL

Rodri MVP degli Europei, Lautaro da Top 5 Pallone d’Oro, Kane è sopravvalutato? Il 3x3 di GOAL

Pubblicità

Gli Europei e la Copa America 2024 si sono conclusi. La Spagna ha vinto in campo europeo, mentre l'Argentina si è confermata rappresentativa da battere in Sudamerica.

Lautaro, Rodri e Kane sono volti sorridenti e tristi delle due finali: l'attaccante inglese non è riuscito a interrompere il suo tabù di trofei, mentre l'argentino e lo spagnolo continuano a migliorare la propria bacheca.

Tre domande a tre giornalisti di GOAL sui temi post Europe e Copa America: il punto di vista sui due tornei di Simone Gambino, Leonardo Gualano e Claudio D'Amato nel nostro 3x3.

  • Rodri EURO 2024 SPAINGetty Images

    Rodri MVP degli Europei: scelta giusta?

  • Pubblicità
  • Simone Gambino: “Rodri MVP mette d’accordo chi va oltre gli highlights”

    Un’orchestra armoniosa, senza un vero primo violino: non era così semplice individuare un solo protagonista della straordinaria cavalcata della Spagna, ma il nome di Rodri è quello che mette d’accordo chi riesce ad andare oltre gli highlights, a leggere le partite, a pesare anche quelle che nel gergo NBA vengono definite “intangibles”, giocate che non rientrano in un dato statistico preciso ma che hanno un valore che va ben oltre i numeri.

    Rodri è il bodyguard che permette ai vari Yamal, Nico Williams e Dani Olmo di salire sul palco e prendersi la scena, è l’ago della bilancia di una squadra costruita in maniera spiccatamente offensiva proprio grazie al suo equilibratore.

    Tanto lavoro oscuro ma anche qualche giocata evidentemente impattante, come la chiusura provvidenziale su Kane allo scadere del primo tempo, un intervento per il quale si è di fatto immolato per la causa, tanto da dover lasciare il posto a Zubimendi nell’intervallo. Una giocata da MVP.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Claudio D’Amato: ”Rodri enorme, ma l’MVP è Yamal“

    Rodri è l'equilibratore della Spagna, l'uomo in più dal lavoro scuro, colui che con meno lustrini sa brillare al pari di chi dispensa lampi.

    Le prestazioni super a tenere in piedi il centrocampo monstre della Roja - completato dal talento dei vari Pedri (poi andato ko), Fabian Ruiz e Dani Olmo - gli sono valse un riconoscimento che ne certifica sì spessore e importanza nell'economia della squadra, ma che non rende abbastanza merito a Lamine Yamal.

    Il crack del Barça - eletto miglior giovane della competizione - con l'assist fornito a Berlino ha coronato un torneo che, a 17 anni compiuti a ridosso della finale, non può che portare a considerare lui l'MVP di questi Europei.

    Senza nulla togliere, sia chiaro, alla classe meno appariscente (ma pur sempre classe) di Rodri, autentica colonna della mediana che col trionfo tedesco ha esaltato una volta di più la capacità di Guardiola nel saper trasformare profili sulla carta 'normali' in grandi calciatori.

  • Leonardo Gualano: “Anche da Pallone d’Oro”

    Rodri è considerato da anni non solo uno dei migliori giocatori della sua generazione, ma il più forte in assoluto nel suo ruolo. Mediano davanti alla difesa, ha costituito con Fabian Ruiz una coppia di mediana che ha garantito alla Spagna equilibrio e geometrie.

    Non è uno di quei calciatori che rubano la scena ed infatti le prime pagine dei giornali sono state tutte per i compagni di squadra Nico Williams e Lamine Yamal, ma tra tutti i giocatori della Roja è l’unico probabilmente davvero insostituibile.

    Euro 2024, da questo punto di vista, ha rappresentato per lui, che non era tra le stelle più ‘reclamizzate’ una vetrina ancora più importante della Champions League. E’ vero che negli ultimi anni è stato abbondantemente dimostrato che c’è un Manchester City con Rodri ed un Manchester City senza Rodri (con lui in campo i Citizens non perdono praticamente mai), ma in un contesto diverso come un Campionato Europeo la sua grandezza è parsa evidente agli occhi di tutti.

    Ha certamente meritato il titolo di MVP non solo in quanto uomo simbolo della squadra che ha vinto il torneo, ma anche e soprattutto per quanto proposto in termini di prestazioni. Sempre titolare, tranne in una partita (contro l’Albania a girone già vinto), ha offerto un rendimento sensazionale, non concedendosi sbavature. Peccato per l’infortunio in finale, avrebbe meritato di partecipare alla cavalcata della sua Nazionale fino all’ultimo triplice fischio.

    Chissà che questo titolo di MVP non possa essere accompagnato, tra qualche mese, anche da un meritato Pallone d’Oro.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Lautaro Martinez ArgentinaGetty

    Lautaro può entrare nella Top 5 del Pallone d’Oro?

  • Simone Gambino: “Lautaro il miglior 9 della stagione”

    Mai come quest’anno i discorsi per il Pallone d’Oro sono apertissimi e lasciano spazio anche a potenziali sorprese: se il podio potrebbe di fatto essere blindato, con l’ingresso prepotente di Rodri al fianco dei favoritissimi Bellingham e Vinicius, per completare la Top 5 ci sono ancora due slot che potrebbero essere obiettivo plausibile di diversi giocatori. E considerando che per l Pallone d’Oro, con i nuovi criteri introdotti nelle scorse edizioni, bisogna prendere in considerazione la stagione 2023/2024 a mio avviso Lautaro Martinez può avanzare la sua candidatura per la Top 5.

    Perché dell’uomo che ha trascinato l’Argentina a suon di goal e ha deciso la finale di Copa America contro la Colombia, che ha vinto il titolo di capocannoniere del torneo dopo essersi laureato miglior marcatore della Serie A, in un campionato dominato in lungo e in largo con la sua Inter, con la fascia da capitano al braccio.

    Titoli su titoli, vissuti sempre da protagonista: per questo, a mio modo di vedere, Lautaro è stato il miglior numero 9 della stagione.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Claudio D’Amato: ”Lautaro ha doti da Pallone d’Oro“

    'Scudetto + Copa America' è una combo dal valore enorme. Se poi a ciò aggiungiamo il recente pieno di leadership, allora Lautaro Martinez rientra di diritto nella sfera dei top player.

    Capitano dell'Inter, specchio di chi sa dare l'esempio senza mollare mai, fiuto per la porta e doti tecnico/caratteriali eccelse: tutti connotati da Toro che, visti i parametri utilizzati per stilare l'elenco dei potenziali vincitori del Pallone d'Oro, possono ipotizzarne una presenza nella Top 5.

    Certo, la concorrenza è di quella da far venire i brividi, ma Lautaro sta dimostrando con costanza e con la voglia di migliorarsi che nulla è impossibile (e pazienza per il rigore sbagliato a Madrid in Champions). Ne è l'emblema la Copa, dove da riserva si è laureato capocannoniere del torneo decidendo la finale. Più cartina tornasole di questa...

  • Leonardo Gualano: “E' tra i migliori al mondo”

    Nel corso di questa annata ha vinto uno Scudetto con l’Inter da capocannoniere del campionato (è stato anche nominato miglior giocatore della stagione), la Supercoppa Italiana e la sua seconda Copa America.

    E’ un giocatore ormai abituato ai trionfi che negli ultimi tre anni ha arricchito incredibilmente la sua bacheca, ma se negli ultimi dodici mesi ha fatto lo step successivo.

    Non solo è diventato il leader e uomo simbolo dell’Inter, ma si è riscoperto trascinatore anche in Nazionale, cosa che non gli era riuscita in passato.

    Quella che ha vinto la Copa America 2024 è stata più l’Argentina di Lautaro Martinez che quella di Messi e la cosa è certificata non solo dai numeri (capocannoniere del torneo con 5 reti), ma anche dalle prestazioni.

    Lautaro ha tutto oggi per meritarsi un posto al tavolo dei migliori giocatori al mondo e merita dunque anche un posto nella Top 5 del Pallone d’Oro (considerando anche che alcune tra le stelle più attese di Euro 2024 hanno deluso le aspettative), ma come è noto in quell’ambito vengono fatte valutazioni che spesso trascendono da quanto proposto dal campo. Il breve cammino dell’Inter nell’edizione 2023-2024 della Champions League potrebbe non favorirlo quest'anno, ma non ci sono dubbi sul fatto che è ormai diventato un campione di livello mondiale.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Harry Kane England 2024Getty Images

    Kane ancora senza trofei: è sopravvalutato?

  • Simone Gambino: “Kane non sarà mai uno da Pallone d’Oro”

    Mettere in discussione un attaccante che ha segnato oltre 400 goal in carriera può sembrare surreale, eppure Harry Kane rischia di passare alla storia come uno dei più forti “perdenti di successo” dell’era moderna. Sei finali perse, zeru tituli, per dirla alla Mourinho, in bacheca, e un’altra cocente delusione da smaltire dopo la beffa di Wembley del 2021.

    Kane ha chiuso la sua prima stagione lontana dall’Inghilterra con 44 goal in 45 presenze col Bayern Monaco, vincendo, seppur in condivisione, il titolo di capocannoniere degli Europei, ma senza essere mai riuscito davvero ad essere decisivo nei momenti che contano.

    Un aspetto che suo malgrado ha caratterizzato la sua carriera: nelle sei finali disputate, Harry non è mai riuscito ad andare a segno. E se col Tottenham spesso partiva sfavorito, sia nell’Inghilterra che nel Bayern Monaco era sulla carta ampiamente nelle condizioni di poter incidere. Kane resta un attaccante formidabile ma difficilmente sarà mai un vero candidato al Pallone d’Oro.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Claudio D’Amato: ”Kane paga forma e scelte, ma altro che sopravvalutato“

    Lo score realizzativo di Harry Kane non deve far rima con sopravvalutato. Se poi ci aggiungiamo che 10 anni della carriera, i migliori, li ha trascorsi indossando la maglia del Tottenham (ottima squadra, ma di certo non un club di livello mondiale), il concetto di esaltare più del dovuto l'inglese perde ulteriore consistenza.

    Kane è un bomber e un top player del ruolo, non solo per le caterve di goal segnati (405!) ma anche per la qualità messa in campo. In Germania, inoltre, si è presentato in uno stato di forma precario e ciò lo ha condizionato.

    Se Kane con l'Inghilterra si è perso puntualmente sul più bello non è di certo per colpe esclusivamente sue, ma anche perché spesso non adeguatamente supportato da guida tecnica e resto della squadra.

    Di sicuro vedere un attaccante del genere con la bacheca vuota non può lasciar indifferenti, ma tabù Europei a parte la scelta di andare al Bayern compiuta la scorsa estate potrà consentirgli di rifarsi.

  • Leonardo Gualano: “Ha sempre segnato tanto e ovunque”

    La maledizione continua: Harry Kane a 31 anni non può ancora vantare alcun titolo in bacheca. Un qualcosa di incredibile, se si pensa che è uno degli attaccanti più prolifici della sua generazione.

    Si era presentato a Euro 2024 al termine di una stagione da 36 goal in 32 partite di Bundesliga (44 in 45 totali) ed era ovvio dunque che fosse uno degli uomini più attesi in assoluto. Nel corso del torneo ha siglato 3 reti che gli valgono comunque il titolo di capocannoniere, ma da un giocatore come lui era lecito attendersi di più. Le sue prestazioni sono andate sostanzialmente in calando e sia in semifinale che in finale l’Inghilterra è parsa quasi rinvigorita dalla sua uscita dal campo.

    Euro 2020 e Euro 2024 resteranno forse i rimpianti più grandi della sua carriera, ma è con il Bayern che è fondamentalmente riuscito nell’’impresa’ di non vincere (con il Tottenham era più difficile). Non certo per colpa sua, visto che è stato il trascinatore dei bavaresi nel corso della stagione, ma resta il fatto che aveva scelto la più importante squadra di Germania proprio per infrangere la maledizione che lo perseguita.

    Parlare di lui come di un giocatore sopravvalutato è complicato, visto che ha segnato sempre tanto ed ovunque (è stato anche capocannoniere anche dell’ultima Champions League), magari il gioco dell’Inghilterra a Euro 2024 non ha totalmente valorizzato le sue caratteristiche (e nemmeno quelle delle altre stelle della squadra).

    Avrà modo di rifarsi, anche perché merita assolutamente di mettere qualcosa in quella bacheca così desolatamente vuota.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0