C’è un tema che trascende le epoche calcistiche, proprio dei discorsi ipotetici e intrisi di fantasia, e di tutte quelle partite che finiscono, loro malgrado, in quella parte di mente condizionata dalle infinite possibilità: il “Se c’era”. La curiosità legata alle condizioni di Rafael Leao che ha caratterizzato l’intera settimana tra i due Derby di Milano di Champions League (e qualcosina in più, se si conta l’attimo in cui il portoghese ha lasciato il campo contro la Lazio) restituisce chiarissima e purissima la potenza del “Se c’era”, rapportato alla sfida d’andata tra Milan e Inter. Ma il “Se c’era” di Leao è diverso: come anche Leao, d’altronde, lo è.
E in questa piccola parte d'epoca calcistica che lo ha visto e lo vede quotidianamente protagonista possiamo dirlo che, insieme agli altri grandi protagonisti del suo tempo, qualcosa come Rafael Alexandre da Conceiçao Leao non si è mai vista. Ma come, del resto, non si è mai visto un Kylian Mbappé o un Erling Haaland: come non si è visto un Vinicius Jr, prima della sua “apparizione”.
Il dato sulla ricerca della parola “elongazione”, registrato da Google Trends poco dopo il comunicato ufficiale sull’infortunio del portoghese ci dice che siamo di fronte a un fenomeno straordinario, sia in termini calcistici che sociali. Il miglior giocatore della Serie A (anche in termini concreti, visto il premio di MVP della stagione 2021/22): uno dei migliori al mondo. Il simbolo, almeno in premessa, di un’intera generazione di tifosi, del Milan o meno, che possono ispirarsi a lui: linfa vitale dello sport in sé.
E quattordicesimo nella scorsa classifica del Pallone d’Oro, quella che ha visto trionfare Karim Benzema: il primo, in ordine, tra i giocatori della massima serie italiana. Alla prima nomination, tra l’altro: neanche un anno più tardi, Leao è il “Se c’era” della stagione del Milan, arrivato in semifinale di Champions League grazie anche alle giocate di un extraterrestre che, al netto della retorica sul suo conto e della più concreta realtà legata ai titoli stagionali del club rossonero, può rientrare nei Top 5 del prossimo Pallone d’Oro. O forse no.
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