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leao milanGetty Images

Rafa Leao già in clima Derby: “Una questione di vita o di morte e io voglio vivere”

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Arrivato al Milan nell’estate del 2019, Rafael Leao nel corso degli anni si è consacrato come uno dei leader tecnici della compagine rossonera.

Con i meneghini ha vinto, da straordinario protagonista, uno storico Scudetto nel 2022 ed oggi è una delle punte di diamante del gruppo guidato da Massimiliano Allegri.

L’attaccante lusitano, in un’intervista rilasciata a 'CBS Sports' nel nuovo episodio di ‘Kickin' It’, ha parlato della sua esperienza al Milan, del momento che sta vivendo ed anche della rivalità con l’Inter.

  • “L’INTER SI ERA INTERESSATA A ME”

    “L’Inter chiamò il direttore sportivo del Lille, dicendo che erano interessati a me. Io non ero però convinto: in passato seguivo il Milan di Paolo Maldini e del mio idolo Ronaldinho. Così ho deciso di restare un altro anno, arrivando secondi ed avremmo giocato la Champions League la stagione successiva, ma mi dissero che mi voleva il Milan e che qualcuno mi voleva parlare: si trattava di Paolo Maldini. È stato così che ho firmato per il Milan”.

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  • “IBRAHIMOVIC MI HA AIUTATO TANTO”

    “Ibrahimovic era molto esigente da calciatore, anche troppo. Una volta giocò una partita di allenamento con alcuni Primavera e, dopo aver perso, andò dall’allenatore e gli disse che quella era l’ultima volta che i ragazzi sarebbero venuti ad allenarsi con noi. Per me è sempre stata una pressione positiva: puoi imparare tanto da persone così. Se ti parlano è perché sono interessate a te ed anche oggi ci parlo tanto, abbiamo un bel rapporto. Mi ha aiutato tanto e so che, se ho bisogno di qualcosa, lui per me c’è sempre”.

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  • “NON MI ASPETTAVO LO SCUDETTO DA MVP”

    “Dopo la partita che ci ha consegnato lo Scudetto, abbiamo sollevato il trofeo ed abbiamo festeggiato. Allora una persona è venuta a dirmi che ero stato il miglior giocatore della stagione ed era qualcosa che mai mi sarei aspettato. Dal punto di vista individuale quella è stata una delle mie annate migliori, ma è sempre grazie alla squadra che puoi fare bene”.

  • “PIÙ GOAL DA CENTRAVANTI”

    “Ero pronto al ruolo di centravanti già prima dell’inizio della stagione, quando Allegri me lo ha detto. Da centravanti puoi fare più goal perché hai più occasioni e il calcio è fatto di numeri: se vuoi essere tra i migliori devi fare numeri. È diverso rispetto a prima: se fai più goal e assist puoi essere tra i migliori”.

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  • “CONTENTO DI ESSERE AL MILAN”

    “Quello al Milan è stato un percorso. Non è stato facile per me e per la mia famiglia all’inizio. Sono contento di essere qui e di essere un punto di riferimento per la squadra e per i tifosi. Quando sei al Milan sai che c’è pressione, perché i tifosi pretendono sempre il massimo. Quando fai una brutta partita lo capisci dai tifosi”.

  • “NON POSSO CAMBIARE ME STESSO”

    “Anche da bambino sorridevo sempre: non posso cambiare me stesso. Se lo facessi non sarei più Rafa Leão, perché sono così da ventisei anni”.

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  • “IL DERBY UNA QUESTIONE DI VITA O DI MORTE”

    “Quella del derby è una settimana folle. Non esci, stai a casa, risparmi le energie, tutti vogliono i biglietti, tutti i giornali ne parlano: è la partita più bella della stagione. È una guerra, è questione di vita o di morte. Dopo quella partita tutti ne parleranno per giorni: vita o morte, e io voglio vivere. Lo guardavo in passato ed ora giocarlo è incredibile. I tifosi cantano dall’inizio alla fine: devi pensare ad ogni duello come se fosse l’ultimo”.

  • “PULISIC UN GRANDE GIOCATORE”

    “Ho un bel rapporto con Christian Pulisic: ora va molto meglio perché ci conosciamo di più in campo. In questa stagione non abbiamo avuto grandi occasioni di giocare insieme perché abbiamo avuto un po’ di infortuni. È un grande giocatore: quando è in campo pensi sempre che creerà qualcosa. È stato tra i migliori nelle ultime stagioni”.

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