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Jonathan David CanadaGetty Images

Perché la doppietta di David col Canada non è sufficiente: per ridargli la Juventus servirà ben altro

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Toh, si è svegliato Jonathan David. Ed è un evento da sottolineare, il che è paradossale considerando come si sia parlando e scrivendo di un attaccante, e come il mestiere di un attaccante sia soprattutto questo: segnare.

David lo ha fatto due volte sabato sera, entrambe su calcio di rigore: è stato lui a evitare al Canada la sconfitta nell'amichevole contro l'Islanda, andata all'intervallo avanti di due reti e poi rimontata fino al 2-2 finale.

Solo che ancora non basta. Non può bastare per parlare di risveglio completo, non può bastare per far ridecollare la sua esperienza a Torino, fin qui decisamente più negativa che positiva. E non può bastare per diversi motivi.

  • I NUMERI NEGATIVI

    Prima di segnare due volte all'Islanda, David era reduce da nove partite senza andare a segno. Un'enormità per qualsiasi attaccante, figuriamoci per chi in teoria avrebbe il compito di guidare il reparto offensivo di uno dei club più importanti e gloriosi d'Italia, d'Europa e del mondo.

    Una crisi iniziata quasi a sorpresa, proprio quando l'ex Lille sembrava aver dato concretezza ai propri propositi di rinascita: tra gennaio e l'inizio di febbraio aveva messo in fila quattro goal e due assist in cinque partite, lasciandosi finalmente alle spalle mesi di ambientamento complicati e deludenti.

    Poi, ecco la ricaduta. Il digiuno realizzativo, le prestazioni negative. Fino alla panchina totale contro il Sassuolo, dal primo all'ultimo minuto, a cui Spalletti lo ha costretto prima della sosta.

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  • David JuventusGetty Images

    UNA FIDUCIA DA RITROVARE

    Il problema è che solo non è una questione di numeri. Quando un attaccante inizia a non segnare solitamente entra in un circolo vizioso, e David non ha fatto eccezione: anche e soprattutto dal punto di vista della fiducia in sé stesso.

    Quella del giocatore bianconero sta scarseggiando da tempo, e non potrebbe essere altrimenti. Lo si nota in campo, nei movimenti, nelle giocate spesso timorose, nella paura di fare quel passo in più che potrebbe portare all'errore. Anche per questo Spalletti gli ha concesso meno spazio negli ultimi tempi, mandandolo in panchina col Sassuolo. Oltre alla gestione di certe peculiarità di gioco.

    "David ha quelle caratteristiche lì, è un calciatore da non contatto - diceva ad esempio Spalletti dopo Juventus-Pisa di inizio marzo - Quando gli butti palla addosso diventa una prigione per lui, se gliela dai cattiva diventa più difficile perché non è questo. Lui è più da gioco pulito, da palla sistemata e pensata".

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  • DOPPIETTA, MA SU RIGORE

    David ha finalmente ritrovato un pezzettino di quella fiducia perduta, ma ancora non può definirsi ritrovato per un altro motivo: ha segnato due volte, sì, ma su calcio di rigore.

    Vero, per un attaccante spesso conta poco: basta buttarla dentro, non importa come. Ma il goal su azione manca ormai da Parma-Juventus 1-4 del 1° febbraio, ormai quasi due mesi fa, ed è un digiuno che inizia a diventare pesantissimo.

  • Vlahovic Getty Images

    LA NUOVA CONCORRENZA

    E ancora: la nuova concorrenza alla Juventus può essere uno stimolo, ma può anche non aiutare. David, abituato al ballottaggio settimanale con l'altra delusione Openda, si sta ritrovando stritolato tra una serie di volti nuovi con cui fino a febbraio non doveva fare i conti.

    C'è intanto Jeremie Boga, l'uomo nuovo dell'attacco di Spalletti. Il goal di Roma ha di fatto rilanciato la Juve in chiave Champions League, poi ecco i guizzi con Pisa e Udinese. Il nuovo titolare è così diventato lui, con David in panchina e un nuovo modo di interpretare le partite a livello offensivo da parte dell'ex ct della Nazionale.

    Sono tornati pure Dusan Vlahovic e Arek Milik. Entrambi non giocavano da tempo, il polacco addirittura da una vita. Eppure Spalletti ha preferito inserire loro nel finale di Juve-Sassuolo al posto di David: un chiaro segnale di come le gerarchie siano cambiate.

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  • CANADA COME TRAMPOLINO

    Che deve fare David, dunque, per riprendersi la Juventus perduta? Banale ma inevitabile: proseguire sulla strada intrapresa in Canada-Islanda, che sarà anche un'amichevole in cui ha segnato due volte su rigore, ma potrebbe anche rappresentare il primo passo di una non semplice risalita.

    David, del resto, nel Canada è un intoccabile. L'aria della propria Nazionale è diversa da quella pesante di Torino. E per capirlo basta ascoltare le parole del ct Jesse Marsch, con tanto di aneddoto sul secondo rigore calciato dal giocatore bianconero.

    "Se è soprannominato Iceman un motivo ci sarà - ha detto l'ex allenatore del Leeds - Ho guardato il mio staff in panchina, chiedendo loro: 'Abbiamo qualcun altro che batta il secondo rigore?'. E tutti mi hanno guardato come per dire: 'Ma sei matto?'".

    Nella notte italiana tra martedì e mercoledì il Canada tornerà in campo, sempre in amichevole, per affrontare la Tunisia. David ci sarà, di nuovo. E proverà a fare il secondo passo della famosa risalita, provando a rendere la montagna juventina un po' meno complicata da scalare.