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Okafor 2-1Getty Images

Okafor lascia il Milan: aspettative e un posto mai conquistato, com'è andata l'avventura dell'attaccante in rossonero

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Noah Okafor saluta il Milan e lo fa a metà stagione, senza che ci siano particolari dubbi da parte del club rossonero di cederlo. Dietro questo clima di generale "indifferenza", c'è il riassunto della sua esperienza a Milano.

L'attaccante svizzero era arrivato nell'estate 2023 dal Salisburgo, dove aveva brillato, soprattutto in Champions League e adesso è pronto ad una nuova esperienza, al Lipsia. Non a caso due club che hanno la stessa proprietà (Red Bull).

Né con Stefano Pioli né con Paulo Fonseca, Okafor è riuscito a conquistarsi un posto "fisso", complice ovviamente la grande concorrenza nel suo ruolo e uno schieramento tattico del Milan che probabilmente non lo ha aiutato.

Ecco com'è andato il suo anno e mezzo a Milano, i numeri e perché non ha funzionato come le parti immaginavano.


  • I NUMERI DI OKAFOR CON IL MILAN

    Partiamo dalle statistiche, che già testimoniano le difficoltà che ha avuto Okafor nell'essere protagonista e decisivo con la maglia rossonera.

    In totale lo svizzero è sceso in campo 52 volte con il Milan, anche se spesso da subentrante. Solo 7 goal e 5 assist per l'attaccante in 1555 minuti complessivi. Di fatto una rete ogni 222 minuti.

    Sei di questi goal sono arrivati nella prima stagione mentre solo uno quest'anno, nei primi sei mesi.

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  • IL "PROBLEMA" LEAO

    A rendere l'esperienza di Okafor complicata a Milano c'è stata la concorrenza non di un giocatore qualunque ma di Rafael Leao.

    L'ex Salisburgo infatti spesso è stato utilizzato da attaccante sinistro, lì dove gioca il portoghese. Per questo non è mai riuscito ad avere continuità di minutaggio, ricoprendo il ruolo di "alternativa" a Leao.

    La situazione era un po' cambiata con Fonseca viste le esclusioni di Leao e le chance dal primo minuto che ha avuto Okafor, senza però sfruttarle a dovere.

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  • LE DIFFICOLTÁ TATTICHE

    Il 4-2-3-1 ( o 4-3-3) con cui il Milan gioca da ormai tanto tempo, non ha probabilmente aiutato Okafor, un po' per la concorrenza, oltre che di Leao a sinistra anche di Giroud (l'anno scorso) e Morata (Abraham), quest'anno ma anche per le caratteristiche del giocatore.

    Con un attacco diverso, magari a due, lo svizzero sarebbe potuto essere utilizzato da seconda punta con un rendimento anche migliore di quello avuto in quest'anno e mezzo.

  • I GOAL DECIDIVI DI OKAFOR AL MILAN

    Tra le difficoltà vissute, anche momenti positivi e goal decisivi, come quelli contro la Lazio e l'Udinese che hanno regalato vittorie nel finale o le reti con Sassuolo e Torino, che hanno permesso al Milan di non perdere.

    Tutti goal nei minuti finali, da una parte a dimostrare come comunque sia riuscito in alcune circostanze ad essere decisivo anche subentrando, ma dall'altra evidenziano il ruolo che ha avuto in generale, ovvero quello di riserva.

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  • L'INVESTIMENTO E LE ASPETTATIVE

    Okafor era arrivato con aspettative importanti da parte dell'ambiente considerando la crescita che aveva avuto al Salisburgo e l'età (23 anni quando è stato acquistato).

    Il Milan lo aveva acqquistato per 14 milioni di euro più bonus: ora potrebbe incassare anche di più dal Lipsia se il club tedesco deciderà di riscattarlo a fine stagione. L'accordo prevede infatti un diritto di riscatto fissato a 25 milioni.