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Gabriel Omar BatistutaGetty Images

Nessuna chiamata da parte della Fiorentina negli ultimi anni, Batistuta: “Una cosa che fa male”

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Gabriel Omar Batistuta si è guadagnato, senza ombra di dubbio, un posto tra le leggende della Fiorentina.

Attaccante tra i più forti della sua generazione e non solo, ha vestito la maglia gigliata tra il 1991 ed il 2000, segnando qualcosa come 207 goal in 332 partite e vincendo una Coppa Italia ed una Supercoppa Italiana.

Nonostante il legame con Firenze sia sempre rimasto fortissimo anche dopo il suo addio, non è mai stato preso in considerazione per un ruolo dirigenziale.

Una cosa, questa, che all’ex bomber argentino ha fatto male, così come da lui stesso ammesso in un’intervista rilasciata a ‘Cronache di Spogliatoio’.

  • “NON MI SENTIREI DIMENTICATO”

    “Quale sensazione sentirei se chiamasse la Fiorentina? La prima è quella di non essere dimenticato, mi sentirei riconosciuto o ricordato, preso in considerazione, ed è un qualcosa che ti dà vita. Tutto quello che hai dato, tutto il sacrificio, non è stato fatto per niente. Se potessi entrerei in campo adesso per calciare e per aiutare la Fiorentina”.

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  • “NON È BELLO NON ESSERE CONSIDERATI”

    “Io a Firenze so di essere amato e quello che sentono per me è quello che io sento per la città: era così prima quando giocavo e sarà così fino alla morte. Una cosa sono però i tifosi e un’altra sono i dirigenti che prendono le decisioni e, quando non si viene presi in considerazione dalla squadra per la quale hai dato molto, non è una bella cosa”.

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  • “PENSAVO DI POTER DARE QUALCOSA”

    “È una cosa che dispiace, certo che dispiace. Pensavo di poter dare qualcosa anche al di fuori del calcio, la mia conoscenza dell’ambiente. Se voglio andare a vedere una partita non so nemmeno a chi chiedere il biglietto. Sono cose che non dovrebbero capitare non solo a me, ma a tanti calciatori che hanno dato tanto ad una squadra”.

  • “UNA COSA CHE MI HA FATTO MALE”

    “Mi aspettavo una chiamata quando ho smesso, ma la riceverei volentieri anche adesso; non sono però uno che chiede. Quello che sto raccontando è la realtà: non dico se è un bene o un male, dico ciò che sta capitando. Dopo Cecchi Gori sono passate due società e nessuno mi ha chiamato, e mi ha fatto male. Non dipende da me o dai tifosi, ma da gente che ha altri interessi. Non mi hanno chiamato e mi è dispiaciuto, ma li ho capiti. Batistuta è stato un bel calciatore, un bel ragazzo, una bella persona, ma che ne facciamo? Li capisco, ma non vuol dire che non mi abbia fatto male non essere preso in considerazione”.

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