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Mkhitaryan InterGetty Images

I segreti di Mkhitaryan: "Gli scacchi mi aiutano tanto in campo, ho due lauree e parlo cinque lingue"

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Henrikh Mkhitaryan senza dubbio si distingue da quasi tutti gli altri giocatori di calcio per come vive il suo mestiere e l'attitudine che ha dentro e fuori dal campo.

L'armeno ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera in cui ha raccontato molto sulla sua vita calcistica e non, confermando di essere sotto molti aspetti un'eccezione.

Il giocatore dell'Inter è tornato sulla finale di Champions persa contro il Manchester City svelando che uno degli obiettivi dei nerazzurri è riprovarci in Europa. Sulla sua stagione invece è stato molto critico: "Sono partito malissimo".

Di seguito le dichiarazioni dell'ex Roma e Manchester United.

  • OBIETTIVO CHAMPIONS

    "Tutti pensavano che il City ci facesse quattro gol invece abbiamo giocato benissimo e meritavamo di pareggiare e poi anche vincere", ha dichiarato l'interista sulla finale di Champions persa. L'obiettivo è riprovarci: "Tornarci sarebbe un sogno, anche se la strada è più lunga di due anni fa. Però ci crediamo: siamo fiduciosi di poterci arrivare di nuovo".

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  • "SONO PARTITO MALISSIMO"

    Mkhitaryan ha parlato anche dell'inizio di stagione più complicato del previsto: "Nonostante l’esperienza e la voglia che ho, sono partito malissimo. Non è facile e non me l’aspettavo, ma mi sto ritrovando e sto abbastanza bene. Sono molto critico con me stesso".

    Sulla squadra in generale invece: "Abbiamo perso punti che non dovevamo perdere, altrimenti saremmo già in testa. Sappiamo che è un campionato diverso e che dobbiamo fare meglio. Sono fiducioso".

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  • OLTRE IL CALCIO

    Il centrocampista ha raccontato alcuni tratti che lo caratterizzano: "Non mi interessano i tatuaggi, cantare, o farmi i capelli strani: guardi qui, ho due buchi sulla testa ma non mi interessa. È la natura".

    Mkhitaryan ha nell'intelligenza una delle sue doti migliori e a proposito di questo: "Ho due lauree: una in Sports management e l’altra in Economia. Come mi aiuta giocare a scacchi? A pensare, a leggere il gioco, la situazione, il pensiero del tuo compagno. Gli scacchi mi aiutano tanto".

    Sul numero di lingue che parla invece: "Ne parlo cinque, armeno, russo, francese, inglese, italiano. Il tedesco lo parlavo, ma l’ho dimenticato".

  • IL RAPPORTO CON INZAGHI

    "È bravo come tecnico e come persona e non lo dico perché è il mio allenatore. Con lui scherzo, ma conosco i limiti. Invece da giovane purtroppo la pensavo in modo un po’ diverso. Pensavo che un allenatore non potesse essere un amico, che ci fosse una barriera. Adesso che capisco tutto, è più facile per me".

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