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Milan players Milan Udinese Serie AGetty

Crisi Milan: PSG e Lecce decisivi prima della sosta

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Un solo punto nelle ultime quattro partite. Con la vittoria, tra l'altro viziata dal dubbio tocco di mano di Pulisic a Marassi, che manca da un mese.

Per il Milan di Pioli c'è già chi parla di crisi. E forse non potrebbe essere altrimenti, quando dopo la vittoria di Genoa la squadra era prima in classifica e ora si ritrova terza a -6 dall'Inter capolista.

Se la classifica non è comunque un dramma, lo sono più l'umore e lo stato mentale dei rossoneri, che in questo ultimo periodo sono sembrati incapaci di reagire di fronte alle difficoltà. E se è vero che i ko sono arrivati contro grandi squadre, è anche vero che la sconfitta di San Siro contro l'Udinese sembra aver suonato i primi veri campanelli d'allarme.

  • Stefano PioliGetty Images

    PERIODO NERO

    Il Milan, da quella serata di Genova, ha perso in casa contro un'organizzata Juventus, fuori casa contro i colossi del PSG e di nuovo a San Siro contro l'Udinese. Domenica scorsa c'era stato il pareggio di Napoli, al Maradona: una partita giocata nel modo giusto, a viso aperto, ma che suona di beffa dopo la doppietta di Giroud prima dell'intervallo.

    Questo Milan, insomma, al cospetto delle squadre di pari livello - come dimostra anche il 5-1 del derby - soffre, fa fatica nel mettere la partita sui binari che vorrebbe e non riesce portare a casa il risultato. E se perdere contro il PSG non è un problema, lo è eccome perdere in casa contro l'Udinese, squadra (che era) in zona retrocessione e che non aveva mai vinto prima in stagione.

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  • PIOLI IN CONFUSIONE

    Certo, in campo ci sono anche gli avversari. E l'Udinese di Cioffi, come dimostrano le lacrime del tecnico e di Silvestri a fine gara, veniva da un periodo tutt'altro che sereno, e aveva tutta la voglia e il bisogno di fare una grandissima partita. Ciò che ha sorpreso, a San Siro, sono state le scelte di Pioli, che per risollevare il suo Milan ha cercato una soluzione alternativa, un inedito 4-4-2 che è stato più confusionario che risolutivo e che, soprattutto, non è stato modificato a gara in corso - col cambio Okafor per Jovic al 46' - per provare a dare una sterzata al match e più certezze ai ragazzi in campo.

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  • Leao PioliGetty Images

    ATTACCO INGOLFATO

    Ragazzi che, per la maggioranza, sono volti nuovi: Musah, Reijnders, Jovic, Loftus Cheek, Pulisic che ora è out. Ragazzi che non erano fenomeni a inizio campionato e che non sono bolliti ora, ma che hanno semplicemente bisogno di tempo. Il tempo, però, scarseggia già: perché se i nuovi non aiutano, succede che Giroud trovi solo 2 goal nelle ultime 10 partite e che Leao sia a digiuno da ben 8 gare. Numeri che creano malumori: durante la partita con l'Udinese, sono stati tanti i momenti nei quali Leao, Giroud (stizziti anche a Napoli) e Jovic - alla seconda da titolare, nel momento più difficile - non si sono trovati, capiti, a volte neanche cercati. Il 4-4-2 di Pioli non ha convinto nessuno e, anzi, sembra aver evidenziato qualche piccolo screzio già presente nello spogliatoio.

  • DUE PARTITE DECISIVE

    La sensazione avuta nelle ultime gare, in casa Milan, è quella che nel complesso manchino quella serenità e quell'unità d'intenti che sono state decisive nell'annata dello Scudetto. Per questo, per rialzarsi, il Milan ha bisogno innanzi tutto di una botta d'orgoglio, di una reazione sanguigna da parte di tutti. A cominciare dall'impegno casalingo contro il PSG che, per quanto difficile e decisivo in Europa, deve dare risposte almeno sotto il profilo caratteriale. Poi ci sarà il Lecce prima della sosta: partita decisiva non solo per la classifica, ma anche per il morale del gruppo e per il proseguo della stagione rossonera.

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