Un gap ancora evidente da colmare: è questo il messaggio che Milan-Juventus lascia al campionato, con i Campioni d'Italia in carica che superano 2-0 i bianconeri grazie alle reti di Tomori e Brahim Diaz al termine di una gara dominata per larghi tratti dalla squadra di Pioli.
È una partita da non sbagliare per il Diavolo, reduce dalla pesante sconfitta contro il Chelsea e ancora segnato dal ko contro il Napoli nell'ultimo scontro diretto in Serie A, ma è un crocevia altrettanto importante per la Vecchia Signora, che cerca una vittoria prestigiosa per rilanciarsi definitivamente anche in campionato.
La partenza dei bianconeri è promettente ma il Milan prende subito le misure mettendo in difficoltà Bonucci e compagni con pressing alto e ritmi forsennati, sfiorando per un paio di volte il vantaggio. Questione di centimetri, quelli che fermano Leao nel corso del primo tempo: due i pali colpiti dal portoghese, il primo con un colpo di tacco immaginifico, il secondo con una conclusione dalla distanza. Nel recupero la supremazia dei rossoneri sfocia nel goal, realizzato in mischia da Tomori (il secondo in carriera in Serie A, entrambi segnati contro la Juve).
Ad inizio ripresa il Milan consolida il vantaggio con un assolo strepitoso di Brahim Diaz, che dopo aver saltato Bonucci si invola verso la porta di Szczesny e sigla il 2-0: un goal liberatorio per lo spagnolo, che festeggia mostrando nome e numero, con giustificato orgoglio, al pubblico di San Siro.
Risultato in ghiaccio per la squadra di Pioli, che amministra il doppio vantaggio agilmente contro una Juventus che mai ha dato l'impressione di poter rientrare in partita dopo l'uno-due dei rossoneri a cavallo dell'intervallo. Una sconfitta che spedisce i bianconeri a -7 dal Milan, che aggancia momentaneamente Napoli e Atalanta in vetta alla classifica.
Le rotazioni nel finale, con Allegri e Pioli che richiamano in panchina tra gli altri Vlahovic e Leao, aprono di fatto il countdown verso la Champions, per un turno che rischia di essere decisivo per entrambe le squadre.




