L’Italia e Malta, un binomio che affonda le proprie radici nella storia e nei rapporti, sempre molto stretti, tra queste due nazioni: non a caso, l’italiano ha fatto parte del novero delle lingue ufficiali parlate nella piccola isola del Mar Mediterraneo fino al 1934, tanto che gran parte della popolazione conosce ancora oggi, quantomeno in maniera basica, l’idioma nostrano.
Anche dal punto di vista calcistico ci sono molti punti di contatto, che tutt’ora continuano a susseguirsi con costanza: il movimento maltese ha spesso fatto affidamento a esponenti italiani per tirarsi fuori dalle sabbie mobili degli ultimi posti del ranking FIFA, a volte riuscendoci bene e altre meno.
Attualmente è italiano il commissario tecnico della nazionale maggiore maschile, Michele Marcolini, avversario della Nazionale azzurra nel girone di qualificazione ad Euro 2024: la presenza sulla panchina dei ‘Cavalieri di San Giovanni’ dell’ex centrocampista non è però l’unica ‘contaminazione’, ma soltanto una delle ultime che storicamente hanno avuto luogo nel tentativo di dare una sterzata positiva allo sviluppo del calcio in quel di Malta.


