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ct italiani MaltaGOAL

Malta e i c.t. italiani: da Polverini a Marcolini, una storia di quasi mezzo secolo

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L’Italia e Malta, un binomio che affonda le proprie radici nella storia e nei rapporti, sempre molto stretti, tra queste due nazioni: non a caso, l’italiano ha fatto parte del novero delle lingue ufficiali parlate nella piccola isola del Mar Mediterraneo fino al 1934, tanto che gran parte della popolazione conosce ancora oggi, quantomeno in maniera basica, l’idioma nostrano.

Anche dal punto di vista calcistico ci sono molti punti di contatto, che tutt’ora continuano a susseguirsi con costanza: il movimento maltese ha spesso fatto affidamento a esponenti italiani per tirarsi fuori dalle sabbie mobili degli ultimi posti del ranking FIFA, a volte riuscendoci bene e altre meno.

Attualmente è italiano il commissario tecnico della nazionale maggiore maschile, Michele Marcolini, avversario della Nazionale azzurra nel girone di qualificazione ad Euro 2024: la presenza sulla panchina dei ‘Cavalieri di San Giovanni’ dell’ex centrocampista non è però l’unica ‘contaminazione’, ma soltanto una delle ultime che storicamente hanno avuto luogo nel tentativo di dare una sterzata positiva allo sviluppo del calcio in quel di Malta.

  • POLVERINI L'APRIPISTA

    Assieme al baseball, il calcio ha sempre rappresentato uno degli sport più praticati a Malta, unitamente a quelli acquatici che ovviamente si ricollegano con forza alla fisionomia da arcipelago del territorio: a fare da catalizzatori per gli appassionati maltesi sono sempre stati la Premier League e la Serie A, i campionati di calcio più seguiti per questioni di vicinanza geografica e idiomatiche.

    Sebbene la Federcalcio locale sia stata fondata già nel lontano 1900, per l’affiliazione a FIFA e UEFA sono dovuti passare rispettivamente altri 59 e 60 anni, poco prima dell’indipendenza dal Regno Unito: ciò la dice lunga sul ritardo accumulato in termini di tradizione calcistica, tutt’altro che variegata a causa della prolungata impossibilità di confronto con nazionali più blasonate.

    È più o meno in questo contesto che Terenzio Polverini accetta di guidare la nazionale maggiore maschile di Malta nel 1974: ex attaccante di livello discreto (scomparso nel 2015), con un passato nell’ultimo Bologna scudettato, è il secondo commissario tecnico straniero dopo l’ungherese Janos Bedl.

    Per Polverini si tratta quasi di un salto nel vuoto, poiché ad attenderlo c’è una nazionale ancora a caccia della prima vittoria in match ufficiali, arrivata finalmente nel febbraio 1975: un 2-0 inferto alla Grecia all’Empire Stadium di Gzira, valido per le qualificazioni agli Europei dell’anno successivo.

    Questa rimarrà l’unico successo all’interno di un rapporto conclusosi nel 1976, anche se la prima esperienza di Polverini in terra maltese risale al 1973, quando assume la guida dello Sliema Wanderers, ovvero la squadra più titolata a livello locale. Ci saranno altre parentesi, sempre con i club, tra gli anni ‘80 e ‘90 del secolo scorso, a riprova di un feeling mai sopito nel corso del tempo.

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  • Pietro Ghedin MaltaGetty

    IL DOPPIO REGNO TARGATO GHEDIN

    Il binomio Italia-Malta torna a rafforzarsi nel 1992, con la nomina di Pietro Ghedin a commissario tecnico dell’Under 21: una scelta un po’ a sorpresa, dopo un biennio trascorso ad allenare l’Under 18 azzurra e lo storico accostamento al nome di Luciano Re Cecconi, ex compagno di squadra ai tempi della Lazio, visto morire in seguito ad uno scherzo finito male all’interno di una gioielleria.

    A Ghedin basta poco per scalare le gerarchie all’interno del movimento di Malta: nel 1993 è il c.t. della nazionale maggiore, guidata verso il miglior piazzamento di sempre nel ranking FIFA (un 66° posto raggiunto due volte, a settembre 1994 e un anno più tardi).

    Curiosamente, è sempre con Ghedin in panchina che Malta conosce il punto più basso finora mai esplorato nel suddetto ranking, ovvero il 191° posto fatto registrare a luglio 2017, a pochi mesi dalla fine della seconda avventura.

    Sì, perché dopo la prima separazione, Ghedin è tornato ad allenare i ‘Cavalieri di San Giovanni’ nel 2012, a 17 anni di distanza dall’ultima volta: un bilancio complessivo piuttosto magro, con qualche risultato degno di nota come il 5-0 rifilato all’Azerbaigian in un’amichevole del 19 aprile 1994, per anni la vittoria più larga di sempre nella storia di Malta (prima di un 7-1 al Liechtenstein nel 2008).

    Alla fine saranno undici le affermazioni totali in settantadue uscite, tra cui spiccano pure gli 1-0 al Belgio di Preud’homme e ‘Lulù’ Oliveira e all’Ucraina di Malinovskyi.

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  • DA MANGIA A MARCOLINI

    Il filo diretto tra Malta e i c.t. italiani viene riannodato il 30 dicembre 2019, quando è Devis Mangia a raccogliere l’eredità di Ray Farrugia: dopo l’esordio negativo col k.o. contro le Isole Fær Øer, la squadra guidata dall’ex tecnico del Palermo mette in fila ben sette risultati utili (quattro vittorie e tre pareggi) consecutivi, ad oggi la migliore striscia positiva di sempre.

    Un filotto reso possibile dagli incroci ravvicinati nel Gruppo 1 della Lega D di Nations League contro nazionali di ugual livello, chiuso comunque al secondo posto alle spalle delle Fær Øer, avvantaggiate proprio da quel 3-2 che aveva sancito la prima uscita di Mangia sulla panchina maltese.

    L’andazzo torna ad essere quello ‘classico’ col ritorno delle qualificazioni mondiali e degli appuntamenti con squadre tecnicamente più forti: appena cinque i punti conquistati nel percorso verso Qatar 2022, frutto di due pari e di un largo 3-0 inflitto a Cipro.

    Su Mangia si scatena uno scandalo di grosse proporzioni a settembre 2022, quando viene sospeso dalla Federcalcio maltese in seguito a delle accuse di molestie sessuali nei confronti di due calciatori: il rapporto tra le parti si interrompe definitivamente a novembre quando Mangia si dimette, pur continuando a dichiararsi estraneo alle accuse.

    A sostituirlo è il quarto c.t. italiano di sempre nella storia di Malta, ovvero Michele Marcolini, sempre battuto (tra questi passi falsi figura anche quello interno contro l’Italia) nelle prime cinque uscite valide per le qualificazioni agli Europei del 2024. Ad edulcorare il rendimento complessivo sono però le due vittorie raccolte in amichevole ai danni di Lussemburgo e Gibilterra, avversarie decisamente più alla portata.

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  • Manuela TesseGetty

    ANCHE LA NAZIONALE FEMMINILE E IL CAMPIONATO PARLANO ITALIANO

    Oltre a quella della maschile, anche la panchina della nazionale maltese femminile presenta un’esponente nostrana: due settimane dopo l’ingaggio di Marcolini, la Federcalcio ha avviato il rapporto contrattuale con Manuela Tesse.

    Ex calciatrice con ben 87 gettoni in Nazionale, la Tesse è stata scelta per dare continuità allo sviluppo dell’intero movimento, di pari passo con quello che sta interessando i colleghi uomini, da più anni sulla cresta dell’onda in virtù di un’esperienza pregressa di certo maggiore.

    Se poi ci spostiamo nel contesto del massimo campionato locale, la situazione non cambia di molto: tra le quattordici società partecipanti, sono cinque quelle che in panchina presentano un tecnico italiano (Giovanni Tedesco al Birkirkara, Mauro German Camoranesi al Floriana, Luciano Zauri all’Hamrun Spartans, Alessandro Zinnari al St. Lucia ed Enzo Potenza al Valletta).

    Una presenza più che massiccia che, dal punto di vista di Malta, ha come fine il miglioramento del livello globale di un calcio che in estate ha preso parte alla fase finale di una competizione per nazionali, ma soltanto grazie all’espediente dell’organizzazione assegnatagli dall’UEFA: gli Europei Under 19 vinti, neanche a farlo apposta, dall’Italia di Bollini. E da chi, sennò?

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