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Arsenal FC v Crystal Palace FC - Premier LeagueGetty Images Sport

Luis Enrique alla vigilia di PSG-Inter: "Alla mia presentazione mi hanno chiesto trofei e a Parigi cosa manca? Proprio la Champions League"

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Ci siamo, la finale di Champions League tra PSG ed Inter è ormai alle porte; domani, sabato 31 maggio, all'Allianz Arena di Monaco ci sarà l'ultimo atto della competizione. Da una parte Simone Inzaghi, dall'altra Luis Enrique.

Per il PSG si tratta di un doppio grande appuntamento con la storia: può vincere per la prima volta la Champions League e contestualmente conquistare il triplete dopo la vittoria nella Coppa Nazionale e in Ligue 1.

Così come per Inzaghi, anche il tecnico spagnolo non sarà una prima volta visto che ha già vissuto una finale di Champions. Era la stagione 2014/2015 e in quel caso, a differenza di quanto successo all'allenatore italiano, Luis Enrique trionfò. Era sulla panchina del Barcellona e sfidò sempre una squadra italiana, la Juventus.

L'ex allenatore blaugrana spera di fare 2 su 2 che significherebbe entrare nella storia del PSG e in generale lo confermerebbe come uno dei migliori tecnici in circolazione.

Le sue parole in ai microfoni di Sky prima e in conferenza stampa poi alla vigilia di PSG-Inter.

  • "SIAMO FORTUNATI A GIOCARE LA MIGLIOR PARTITA DELLA STAGIONE"

    "C’è orgoglio nel giocare questa finale? Sento che siamo molto fortunati a giocare la miglior partita che possa giocare una squadra, un giocatore e un allenatore nel corso di una stagione, ovvero la finale di Champions League, contro un’altra grande squadra. Ce la dobbiamo godere."

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  • "VOGLIAMO AVERE IL POSSESSO DEL PALLONE"

    "Come cambia lo stile difensivo tra Arsenal e Inter? È diverso affrontare l’Inter perché giocano con due punte pure come Lautaro e Thuram. Il nostro obiettivo è portarla dove siamo più forti, dunque vogliamo avere il pallone. Loro sanno pressare molto bene, ma abbiamo preparato tutte le eventualità per frenarli. Noi abbiamo le nostre chance, così come loro. Dobbiamo adattarci a quella che sarà la partita."

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  • "MI HANNO CHIESTO TROFEI E AL PSG MANCA SOLO LA CHAMPIONS"

    "Cosa rappresenta questa partita? Ricordo alla mia presentazione che l’obiettivo era vincere trofei importanti. E cosa manca al PSG? La Champions. Questo significa che c’è una pressione aggiuntiva, perché ci sono tante aspettative. Ma la vivo con tranquillità e consapevolezza e credo che l’importante è che se siamo arrivati fino a qui giocando in un certo modo dobbiamo continuare a farlo, senza snaturarci."

  • "SIAMO CONTENTI DI DONNARUMMA: NORMALE A QUESTI LIVELLI RICEVERE CRITICHE"

    "Donnarumma troppo criticato? Quando uno arriva al massimo livello deve sapere che sarà criticato molto di più, così come sarà elogiato. Gigio lo sa, è un giocatore molto esperto. Siamo molto contenti di lui, così come di tutta la rosa. Credo che quest’anno siamo riusciti a dare un’ulteriore svolta, crescendo ancora."

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  • "MI PIACE SCHIERARE I MIGLIORI SENZA PENSARE ALL'ETÀ"

    "C’è qualche giocatore che la sta sentendo maggiormente? Sono giovani ma sono anche esperti: hanno fatto tante partite ad eliminazione diretta. L’esperienza si prende giocando e più giochi, maggiore è l’esperienza che acquisti. Non ho mai avuto paura di schierare giocatori giovani, penso sia una delle mie caratteristiche come allenatore. Mi piace pensare che gioca il migliore, guardando il suo stato di forma, senza guardare all’età."

  • "SIAMO ABITUATI A GIOCARE LE FINALI"

    "Come gestire le emozioni? Siamo una squadra piuttosto abituata a disputare le finali, sono situazioni alle quali siamo abituati e che abbiamo già vissuto. Quindi motivazione è molto importante, ma ormai siamo abituati."

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  • "NON CI ADATTIAMO ALL'INTER: OGNUNO GIOCA SECONDO I PROPRI PRINCIPI"

    "Eliminato tre inglesi, dobbiamo adattare il nostro gioco ad una italiana? Non si tratta di adattarsi. La cultura calcistica è universale, ognuno gioca secondo i propri principi. Lungo il nostro percorso abbiamo superato una francese, le inglesi, ora affrontiamo l’Inter. Li conosciamo, sappiamo quanto è competitiva la Serie A. Non è facile togliergli il pallino del gioco e in più sanno anche difendere molto bene".

  • "DEMBÉLÉ È STATO UN LEADER QUEST'ANNO"

    "Dembélé è un possibile vincitore del Pallone d'Oro, è merito suo. Ho una grande squadra, credo si debba fare tutti il massimo per raggiungere l'obiettivo: a volte ci sono discussioni, a volte si sbaglia, ma durante il corso della mia carriera sono piuttosto a mio agio con le decisioni che ho preso. Ousmane è stato uno dei migliori giocatori della stagione, se non il migliore: questo è un leader, quello che trascina la squadra con il suo esempio. È molto bello poterlo schierare e potergli dare fiducia perché sfrutti la sua qualità".

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