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Khvicha Kvaratskhelia Verona Napoli 18082024Getty Images

Limiti, errori di mercato, le parole di Conte: Verona-Napoli è un film già visto

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L'arrivo di Antonio Conte sembrava rendere impossibile guardarsi indietro, invece il Napoli ha trasformato in realtà l'unica certezza maturata durante l'estate: a Verona, gli azzurri hanno dato vita al più classico dei remake.

Un tonfo in linea con quelli collezionati a più riprese nella scorsa stagione, che ha mostrato una squadra e un impianto generale tutt'altro che guariti dall'ecatombe di errori, limiti e strategie controproducenti seguite alla vittoria dello Scudetto.

Ecatombe che ad oggi nemmeno la scelta di affidare la panchina ad uno come Conte sta evitando e che, nel naufragio del 'Bentegodi', sono riaffiorate a mo' di campanelli d'allarme fragorosi.

  • RIECCO IL 'VECCHIO' NAPOLI

    Le parole pronunciate da Conte nel post-partita rimbombano all'interno di un calderone ricco di punti interrogativi e rebus da risolvere. Limiti, mercato opinabile e da definire (siamo al 18 agosto), i nei del 2023/2024 fatti riemergere da novelli della Serie A come Livramento e Mosquera: l'allenatore salentino è conscio di come il cantiere sia più aperto che mai, peccato però che sia già tempo di campionato e che il Napoli al primo colpo ha perso 3 punti sulla tabella di marcia.

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  • "PERSONALITÀ" E "MENTALITÀ" LATITANO

    "Ci siamo sciolti come neve al sole", "Prove come quelle della ripresa sono inaccettabili", "Bisogna avere un atteggiamento di maggiore personalità e voglia nella difficoltà. È grave come questi ragazzi facciano fatica e questo non lo alleni in poco tempo: devi farli crescere in termini di mentalità".

    Messaggi chiarissimi, quelli lanciati da Conte dopo Verona-Napoli. Gli stessi di chi lo ha preceduto al timone nella scorsa annata e che certificano quanto anche per uno come lui la missione sia in salita.

    Gli azzurri ci sono ricascati, hanno preso goal e hanno alzato bandiera bianca senza imbastire una reazione da big, restando in balìa di un Hellas sulle ali dell'entusiasmo e incapaci di far male con convinzione dalle parti di Montipò.

    Difesa pigra, centrocampo poco dinamico, esterni a intermittenza, attacco 'a salve': bug arcinoti e, alla luce di quanto maturato al 'Bentegodi', irrisolti.

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  • OSIMHEN E UN MERCATO PARADOSSALE

    Se dal campo ci si sposta dietro alla scrivania, le cose cambiano poco. Anzi, la sfilza di deficit progettuali con cui il popolo partenopeo sta facendo i conti da un anno e passa a questa parte aumenta.

    Il tris Buongiorno-Marin-Spinazzola, in virtù della preoccupante e perdurante stasi mostrata in seguito, col senno di poi da manovra convincente si è rivelata un 'brodino': già, perché la gestione della telenovela Osimhen non può lasciare impassibili né risultare esente da perplessità.

    "Victor non può essere utilizzato? Chiedetelo al club": così Conte dopo lo 0-3 di Verona, col bomber nigeriano in naftalina aspettando che qualche grande d'Europa assecondi le richieste a tripla cifra della clausola rescissoria pretese da De Laurentiis. Nel frattempo però si gioca e il Napoli, senza il suo cecchino principe, negli ultimi 20 metri fa una fatica enorme.

    Il colpo Neres aumenta la qualità offensiva, d'accordo, ma non risolve il problema centravanti (Simeone e Cheddira sterili, Raspadori eterno enigma tattico). Se non parte Osimhen non viene Lukaku, intanto domenica prossima al 'Maradona' arriva il Bologna e si rischia di dover convivere ancora con difetti di campo e di mercato.

  • SPRAZZI DI KVARA

    Nel tonfo in casa dell'Hellas, tra le pochissime note liete si registra lo stato di forma di Khvicha Kvaratskhelia.

    Il georgiano, infortunatosi a fine primo tempo e costretto al cambio (non dovrebbe trattarsi di nulla di serio), nei circa 45 minuti giocati ha mostrato buona gamba, vena e predisposizione verso gli schemi di Conte: libertà di azione tra fronte sinistro e centro, minori punti di riferimento per gli avversari e quella sensazione di poter far male ad ogni guizzo.

    Conte e il Napoli ripartano da Kvara, leader tecnico e potenziale amuleto per scacciare i fantasmi di una crisi 2.0.

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