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Frank Leboeuf, Campione del Mondo con la Francia: è diventato attore

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Circa 150.000 persone sono andate al cinema, in territorio francese, per assistere a La teoria del tutto, pellicola britannica che racconta la vita di Stephen Hawking, brillante fisico scomparso nel 2018, quattro anni dopo l'uscita del film nelle sale.

Per la casa di produzione Working Title Films un successo eclatante, con 120 milioni di dollari incassati a fronte di appena 15 investiti. Acclamato dalla critica, ha avuto un grande impatto a livello mondiale, venendo riscoperto anche sulle piattaforme di streaming negli anni successivi.

Il numero di francesi che ha avuto modo di vedere La teoria del tutto in tv e in streaming è impossibile da quantificare, ma non è stato certo limitato. Una buona parte di loro ha fermato la visione del film per andare sul web e dare una risposta alla propria curiosità. Proprio come gli spettatori che davanti al grande schermo del cinema hanno aspettato i titoli di coda per avere una risposta al proprio quesito.

L'attore che interpreta il dottore svizzero, quello che riferisce a Felicity Jones, alias Jane Hawking, moglie di Stephen, delle condizioni durissime dello scienziato, ha un volto familiare. Anche con il camice bianco. Su Google, nei titoli di coda, hanno trovato la loro risposta: quell'attore era proprio Frank Leboeuf, Campione del Mondo con la Francia nel 1998.

  • Franck Leboeuf ChelseaGetty Images

    UN DIFENSORE GOLEADOR AL MONDIALE '98

    Quando si pensa ai Campioni del Mondo del 1998, sia che si siano vissuti quei Mondiali, sia che sia arrivata alla voce dei più giovani la leggenda del primo titolo francese, Frank Leboeuf non è certo il primo giocatore che viene in mente.

    In una squadra epocale, che comprendeva Zidane, Henry, Trezeguet, Thuram e Blanc, solo per citare i più noti, Leboeuf rimane spesso ai margini del racconto. Certo, è stata una seconda linea, riuscendo comunque a giocare tre partite in quel Mondiale 1998, giocando persino semifinale e finale, dopo un primo match nella fase a gironi.

    Fu Leboeuf a sostituire Blanc nella finalissima contro il Brasile, in virtù della squalifica rimediata dal centrale titolare del commissario tecnico Aime Jacquet. Insieme a Thuram e Barthez chiuse a doppia mandata la retroguardia, permettendo alla Nazionale padrone di casa di passare alla storia.

    Ne fece parte anche Frank, convocato dopo le ottime stagioni con lo Strasburgo prima e il Chelsea poi. Era partito dal basso, dalla terza serie francese, fino ad arrivare in prima divisione nel 1992 e in Premier League nel 1996. Un centrale elegante, dal piede delicato e dalla rapidità sotto porta degna di un attaccante.

    Leboeuf non era un difensore come gli altri. Era un difensore col vizio del goal, come pochi altri della sua generazione. Talmente letale da spingersi fino alla doppia cifra, o comunque mantenendo una media realizzativa importantissima anno dopo anno, in ogni categoria o campionato.

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  • Frank LeboeufGetty Images

    ROTTA VERSO HOLLYWOOD

    Capace di chiudere la carriera da difensore con oltre cento goal segnati, Leboeuf ha giocato in Qatar tra il 2003 e il 2005 dopo aver salutato la Ligue 1 e in particolare il Marsiglia.

    Pensione d'oro per Lebouef, il modo giusto per prepararsi al sogno che cullava da bambino. Un aspirante attore con il talento per il calcio. Consapevole di essere bravo a calciare la sfera, ad inserirsi tra avversari molto più prestanti (183 cm di altezza), la sua vita sarà quella passata a rincorrere un pallone, almeno fino al 2006.

    Dopo il commento da opinionista tv per la vittoria italiana ai Mondiali tedeschi, guarda caso contro la Francia dell'amico Zidane, Leboeuf decide di stabilirsi in pianta stabile a Hollywood, dove farà parte della Hollywood United, squadra amatoriale di Los Angeles composta da attori, cantanti, ma anche da giocatori come Eric Wynalda, John Harkes, Alexi Lalas, Richard Gough e naturalmente Vinnie Jones, l'ex calciatore che ha fatto più strada nel mondo del cinema al pari di Eric Cantona.

    Dopo le due esperienze qatariote con Al-Sadd e Al-Wakra, Lebouef si reca nella mecca del cinema statunitense per i seguire i corsi del Lee Strasberg Institute di Los Angeles, avvolto dall'anonimato.

    “Quando ho abbandonato la mia carriera sono andato a Los Angeles"rivelerà Leboeuf anni più tardi. "Ho lavorato quattro ore al giorno per due anni per imparare il processo. Sono tornato alla mia prima passione, ovvero i film e le commedie: quando avevo quattro anni volevo fare l'attore. Per me è solo l'inizio di un'altra carriera".

    Leboeuf ha sempre provato ad entrare nel mondo del cinema, riuscendo ad avere un piccolo ruolo anche nel film del 2002, Taking Sides, con Harvey Keitel e Stellan Skarsgard come protagonisti.

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  • LA TEORIA DEL TUTTO E L'OSCAR A REDMAYNE

    Leboeuf parte dagli USA per imparare dai migliori, ma anche per le difficoltà incontrate in patria. Sorrisini maliziosi lo portano fuori dal grande cinema francese, che non vede in Frank altro che un Campione del Mondo. Lontano dall'arte:
    "In Francia è stato difficile farmi prendere sul serio" dirà a Vice. "Pensano ancora che io sia un giocatore di calcio, come se stessi ancora giocando. Ma negli Stati Uniti e in Inghilterra mi è stata data la possibilità di mostrare cosa so fare. Il tempo sta lavorando per me e devo solo essere paziente prima che decidano di darmi una possibilità".

    Leboeuf si destreggia tra piccoli ruoli in tv e al cinema, senza mai mollare il teatro, in cui può dare libero sfogo ad improvvisazione e creatività. L'anno che sembra dare una svolta alla carriera cinematografica è il 2014, in cui viene scritturato per due prodizioni britanniche.

    Una è Allies, film indipendente sulla Seconda Guerra Mondiale:

    "Certamente essere un combattente della resistenza francese è stato molto speciale. Ad essere onesto, mi sarebbe piaciuto rimanere nel film un po' più a lungo per godermelo completamente. La cosa bella è che tutti i diversi personaggi che ho dovuto interpretare erano interessanti e mi sono piaciuti tutti".

    L'altro, ovviamente, è La teoria del tutto, in cui entra realmente nel mondo del cinema visto in ogni angolo del globo. Una grande produzione, che permetterà tra l'altro a Eddie Redmayne di vincere l'Oscar come miglior attore protagonista grazie all'interpretazione di Stephen Hawking.

    Non solo, visto che ai prestigiosi Screen Actors Guild, La teoria del tutto conquisterà anche il premio per il miglior cast, di cui fa parte anche Leboeuf.

    Un percorso nato anche grazie al calcio, agli insegnamenti oltre a tattiche e movimenti che ha appreso da giovanissimo:

    "Cosa mi ha insegnato il calcio che ho portato nella recitazione? La disciplina e la concentrazione. Ascolto sempre il regista e sono pronto a ripetere e ripetere le scene se necessario. E la concentrazione sembra essere facile da ottenere per me perché ho avuto il tempo di rilassarmi durante una partita di calcio ed essere improvvisamente concentrato".

  • FRANK CI CREDE

    Leboeuf ha girato nel 2022 Sur mon chemin del regista Thierry Obadia. Quest'ultimo ha visto in lui un attore che può farsi strada con ruoli sempre maggiori, e non solo limitati come negli ultimi anni. La pellicola, che uscirà nel 2023, è la decima in cui appare, tra documentari e ruoli non proprio memorabili o in cui interpreta se stesso.

    Un grande dimenticato, che fuori dai confini francesi e lontano da Londra non è certo ricordato come uno dei migliori centrali transalpini al pari di Blanc e Thuram, rispetto ai quali ha però segnato molto di più, riuscendo ad ottenere un buon numero di titoli.

    Il calcio, come dichiarato in ogni intervista negli ultimi anni (tra cui una a pochi giorni dall'attentato al Bataclan, in cui evidenziava il dovere di continuare ad esibirsi a teatro per allontanare i cattivi pensieri dalla mente di parigini e francesi) è stata una parte importantissima della sua vita, oramai però passata oltre. Vuole essere considerato Frank Leboeuf l'attore, che al massimo ogni tanto partecipa in tv alle partite in qualità di opinionista.

    "Giocare qualche gara? Assolutamente no. Non gioco più a calcio. C'è un tempo per ogni cosa. E il calcio fa parte del passato. Non ho rimpianti".

    La carriera da centrale è finita. Forse è meglio non ricordare a Frank come nella sua pagina IMDB - database più grande al mondo per attori, film e serie tv - la sua foto principale lo veda ai tempi del Chelsea, con la maglia dei Blues indosso. Urge cambiarla, per dare un taglio netto al passato. Glorioso, certo. Ma pur sempre passato.

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