Come era già successo dopo il pareggio interno contro il Torino, quando si parlò molto dei suoi cambi che non aiutarono di certo la squadra a gestire un preziosissimo vantaggio, anche dopo la sconfitta contro l’Udinese a finire sul banco degli imputati è stato soprattutto Paolo Vanoli.
Certo i giocatori non vanno sottratti alle loro responsabilità, visto che la prestazione complessiva della Fiorentina al Bluenergy Stadium è stata tra le più deludenti in assoluto del nuovo anno, ma le scelte dell’allenatore sono state per molti di difficile comprensione.
Quando prima del calcio d’inizio è stato reso ufficiale l’undici iniziale, in tanti hanno immaginato una squadra con uomini posizionati non nei loro ruoli naturali, ma comunque schierata sulla falsariga delle partite precedenti.
Così si è ipotizzato un Parisi terzino destro e un Ranieri dirottato a sinistra, il tutto pur di provare a prevedere una linea difensiva a quattro.
Il motivo era semplice: la Fiorentina si è rilanciata quando è passata a un 4-3-3, o 4-1-4-1 che dir si voglia, mentre a tre ha fatto una fatica immane nella prima parte di stagione.
Invece contro l’Udinese la Fiorentina si è schierata con un 3-5-2, nel quale tra l’altro a comandare la retroguardia doveva essere un giocatore, Rugani, alla prima in assoluto in viola e reduce da uno stop che si protraeva dal 20 dicembre (ma anche prima aveva giocato pochissimo con la Juve).
Il risultato è stato che la compagine viola ha smarrito le poche certezze che si era faticosamente guadagnata e Rugani è stato nettamente il peggiore in campo.
Sono bastate le assenze dello squalificato Dodò e dell’infortunato Solomon a far ridisegnare l’intera squadra a Vanoli, nonostante i sostituti a disposizione non mancassero di certo.