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Albert Gudmundsson Fiorentina TorinoGetty Images

Le scelte di Vanoli, la Conference League e la cronica fragilità: la Fiorentina si sta complicando la vita

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Due partite per ripiombare nella paura, dopo che nelle settimane precedenti, per la prima volta in stagione, si era tornata a respirare un’aria di relativa serenità.

Se la sconfitta (poi risultata indolore dal punto di vista della qualificazione) contro lo Jagiellonia aveva portato in molti a pensare a un possibile campanello d’allarme, quella contro l’Udinese lo ha fatto scattare nuovamente e in maniera preoccupante.

Alla Fiorentina è bastata una settimana per tornare a essere la squadra che per mesi ha annaspato in piena zona retrocessione e ora il calendario impone due sfide nelle quali non saranno ammessi i minimi margini di errore.

In Conference League prima e a Udine poi, sono riemerse tutte le fragilità di una squadra che proprio non riesce a cambiare il volto di un’annata da incubo.

  • ACF Fiorentina v US Cremonese - Serie AGetty Images Sport

    LE SCELTE DI VANOLI

    Come era già successo dopo il pareggio interno contro il Torino, quando si parlò molto dei suoi cambi che non aiutarono di certo la squadra a gestire un preziosissimo vantaggio, anche dopo la sconfitta contro l’Udinese a finire sul banco degli imputati è stato soprattutto Paolo Vanoli.

    Certo i giocatori non vanno sottratti alle loro responsabilità, visto che la prestazione complessiva della Fiorentina al Bluenergy Stadium è stata tra le più deludenti in assoluto del nuovo anno, ma le scelte dell’allenatore sono state per molti di difficile comprensione.

    Quando prima del calcio d’inizio è stato reso ufficiale l’undici iniziale, in tanti hanno immaginato una squadra con uomini posizionati non nei loro ruoli naturali, ma comunque schierata sulla falsariga delle partite precedenti.

    Così si è ipotizzato un Parisi terzino destro e un Ranieri dirottato a sinistra, il tutto pur di provare a prevedere una linea difensiva a quattro.

    Il motivo era semplice: la Fiorentina si è rilanciata quando è passata a un 4-3-3, o 4-1-4-1 che dir si voglia, mentre a tre ha fatto una fatica immane nella prima parte di stagione.

    Invece contro l’Udinese la Fiorentina si è schierata con un 3-5-2, nel quale tra l’altro a comandare la retroguardia doveva essere un giocatore, Rugani, alla prima in assoluto in viola e reduce da uno stop che si protraeva dal 20 dicembre (ma anche prima aveva giocato pochissimo con la Juve).

    Il risultato è stato che la compagine viola ha smarrito le poche certezze che si era faticosamente guadagnata e Rugani è stato nettamente il peggiore in campo.

    Sono bastate le assenze dello squalificato Dodò e dell’infortunato Solomon a far ridisegnare l’intera squadra a Vanoli, nonostante i sostituti a disposizione non mancassero di certo.

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  • I NUMERI IMPIETOSI CON LA DIFESA A TRE

    Spesso gli allenatori sono soliti ribadire come i moduli non facciano in realtà la differenza e che sono altre le variabili che condizionano le prestazioni di una squadra, ma a volte si presentano dei numeri con i quali è impossibile non fare i conti.

    La Fiorentina, nelle prime ventisette giornate di campionato, ha totalizzato appena 24 punti che valgono un terzultimo posto a braccetto con Cremonese e Lecce.

    Di questi sono stati appena 6 quelli raggranellati con la difesa a tre, tra l’altro senza vincere alcuna partita e subendo qualcosa come 30 reti.

    I restanti 18 punti, ovvero il triplo, sono stati quelli ottenuti giocando con una difesa a quattro, con il numero di goal incassati che è sensibilmente diminuito (12).

    La scommessa di Vanoli contro l’Udinese non ha pagato, ma è servita solo per certificare che la Fiorentina, già affetta da una cronica fragilità, non può semplicemente giocare a tre dietro. Non le è riuscito con Pioli, non le è riuscito con Vanoli e, tra l’altro, a risentirne è stato anche l’attacco e Moise Kean in particolare: il feeling con Gudmundsson non è scattato e quando i due vengono schierati insieme in attacco difficilmente riescono a creare qualcosa di buono.

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  • ORA DUE PARTITE FONDAMENTALI

    Data la situazione di classifica, per la Fiorentina ogni partita non concede ovviamente il minimo margine di errore, ma le prossime due saranno particolarmente importanti.

    Alla compagine gigliata, contro l’Udinese, sarebbe bastato anche un solo punto per dare continuità ai suoi risultati e per regalarsi un vantaggio, seppur minimo, sulle rivali; la sconfitta, e soprattutto la prestazione, sono state invece così deludenti da aprire altre crepe in un muro già fragile di suo.

    Nel ventottesimo turno di campionato, la Fiorentina accoglierà al Franchi una delle squadre più in forma del torneo: il Parma.

    I ducali, nelle ultime settimane, hanno accelerato al punto di staccare definitivamente, con tre vittorie consecutive e un pareggio, le squadre impelagate nella lotta per non retrocedere.

    Ebbene, proprio contro il Parma, la Fiorentina sarà chiamata a dare netti segnali di ripresa e questo perché, oltre ai punti, ha bisogno anche di certezze.

    Certezze che saranno poi fondamentali nel successivo scontro salvezza da giocare il prossimo 16 marzo in casa della Cremonese. Contro i grigiorossi i gigliati non potranno sbagliare, visto che poi al Franchi arriverà l’Inter e che comunque il calendario, nell’ultima parte di stagione, sarà, tra scontri diretti e big, decisamente in salita.

  • ACF Fiorentina v Jagiellonia Bialystok - UEFA Conference League 2025/26 Knockout Play-off Second LegGetty Images Sport

    L’INTRALCIO DELLA CONFERENCE LEAGUE

    A questo punto della stagione è lecito chiedersi quanto possa essere d’intralcio per una squadra in piena lotta per non retrocedere un impegno come la Conference League.

    Ai nastri di partenza dell’annata vincere in Europa era uno degli obiettivi dichiarati, poi però le cose sono cambiate decisamente in corso d’opera.

    Vanoli, nei playoff contro lo Jagiellonia, ha schierato due formazioni sperimentali, a dimostrazione del fatto che oggi le priorità sono altre, ma comunque la doppia sfida con i polacchi ha assunto un peso specifico rilevante.

    Se la vittoria per 3-0 dell’andata aveva regalato ottime indicazioni, la sfida di ritorno ha pesato tanto e sotto tutti i punti di vista. A causa di una prestazione disastrosa, la Fiorentina è stata costretta a spingersi fino ai supplementari e dunque a sprecare energie nervose in vista di Udine e, come se non bastasse, si è anche infortunato Solomon, ovvero uno degli elementi qualitativamente più validi della rosa, nonché uno dei giocatori che maggiormente avevano contribuito nelle ultime settimane alla risalita in campionato.

    La Fiorentina, prima della sfida fondamentale con la Cremonese, ospiterà il Rakow e lo stesso farà prima dell’Inter. Non resta che capire se e quanto l’Europa influirà negativamente in un percorso già di suo terribilmente in salita.

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