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Vlahovic Juventus BrestGetty Images

Le estati complicate di Vlahovic: lo scambio mancato con Lukaku, gli Europei, le difficoltà con la Juventus

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Dusan Vlahovic è e sarà il centravanti titolare della Juventus. Il che, appena 12 mesi fa, era tutt'altro che scontato. Lo scambio mancato con Romelu Lukaku e tutto il resto: ricordate? Storia passata, ma ancora piuttosto vivida nella memoria.

Vlahovic è rimasto a Torino e a Torino giocherà nel prossimo campionato. Ma i patemi nell'animo e nei piedi, nonostante per una volta il suo nome non sia mai comparsi negli immensi giri del mercato, sono rimasti. Anzi, se possibile sono aumentati.

Quasi un controsenso in quella che avrebbe dovuto rappresentare un'estate tranquilla dal punto di vista personale. Con gli Europei come carburante, a fungere da incentivo della fiducia. Ma così, almeno fino a questo momento, non è stato.

  • L'ERRORE CON L'ATLETICO

    Prendiamo l'amichevole di domenica contro l'Atletico Madrid, quella che la Juventus ha perso per 2-0 a Goteborg: Vlahovic è stato uno dei peggiori in campo della squadra di Thiago Motta.

    Lo è stato per l'incapacità di costruirsi situazioni interessanti in attacco, lo è stato per l'incapacità di sfruttare quelle pochissime occasioni vere capitategli a tiro. Sul finire del primo tempo, per dire, Weah ha pescato perfettamente in area il serbo, che con un destraccio difficilmente guardabile ha mancato e di molto la porta atleticana.

    Il simbolo del pomeriggio di un Vlahovic ancora in ritardo di condizione, alla fine, è stato proprio questo. Ed è tutto dire.

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  • Vlahovic Thuram 2-1Getty Images

    UN'ESTATE COMPLICATA

    Ma se è vero che non è da un tiraccio che si giudica un giocatore, giusto per storpiare Francesco De Gregori, è palese come l'estate di Vlahovic non si sia snodata secondo i desideri. E proprio quando sembrava che l'aereo verso la continuità fosse pronto al decollo.

    A metà maggio è stato lui a regalare alla Juventus la Coppa Italia, primo trofeo nella bacheca bianconera dopo tre anni: sua la rete che all'Olimpico piegava l'Atalanta dopo pochi minuti. Benzina nelle gambe e nella mente del serbo, proiettato verso gli Europei con una Serbia che, nei pronostici, avrebbe anche potuto recitare il ruolo della sorpresa.

    Come no: la squadra di Pixie Stojkovic è stata eliminata già nel girone, non ha mai vinto, ha chiuso all'ultimo posto dietro anche alla Slovenia. E Vlahovic non ha segnato neppure una volta. Condendo la propria siccità realizzativa con prestazioni di basso livello, parallelamente comunque a quelle dei propri compagni.

    Il precampionato non è iniziato nel migliore dei modi, con il rigore calciato contro il palo - da capitano - a Norimberga, all'esordio stagionale. Sempre su rigore, stavolta contro il Brest, Vlahovic ha trovato il suo fin qui unico guizzo estivo: troppo poco.

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  • UN ANNO FA

    E dire che un anno fa le condizioni ambientali in cui Vlahovic si ritrovava costretto a sguazzare erano ancora meno vivibili. Erano i tempi delle chiacchiere tra Juventus e Chelsea per Romelu Lukaku, del sogno proibito dei bianconeri, di Dusan trattato come possibile pedina di scambio.

    Cristiano Giuntoli, appena arrivato dal Napoli, aveva un compito principale: provare a riequilibrare i conti. E lo scambio Lukaku-Vlahovic, con corposo conguaglio a favore della Juventus, veniva visto come un'opportunità. Anche se mai nessuno alla Juventus, né in quelle settimane né in seguito, ha ufficialmente confermato lo scenario di un possibile scambio.

    Intanto Vlahovic giocava, segnava al Real Madrid, mostrava ai tifosi la maglia con il numero 9 e il proprio nome. Io resto qui, urlava. E alla fine è davvero rimasto. Disputando una stagione di buon livello, pur tra alti e bassi, e mettendo a segno 16 reti in campionato, il suo miglior bottino torinese.

  • LA FIDUCIA DI THIAGO MOTTA

    Che segni o che non segni, il discorso non cambia: nell'undici titolare di Thiago Motta c'è spazio per Vlahovic. Bene ripeterlo: un anno fa si trattava di una considerazione non scontata, oggi sì.

    "Vlahovic è un grande giocatore - diceva il tecnico un mesetto fa, durante un'abbottonatissima presentazione ufficiale a stampa e tifosi - ma il talento ha bisogno della squadra, di un importante spirito di squadra. Quando la squadra funziona, anche i singoli calciatori faranno una grande stagione".

    La Juventus di Motta non sta (ancora) funzionando. E di conseguenza non funziona nemmeno Vlahovic. Qualcosina di più rispetto alle precedenti uscite a Goteborg si è visto, a dire il vero: da parte della squadra, però, non del serbo. E questo, a una settimana esatta dall'esordio in campionato contro il Como, è fonte di discreta preoccupazione.

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