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La conferma dell'Inter dopo l'eliminazione col Bodo/Glimt: il tabù delle grandi sfide non è scomparso

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Il giorno dopo fa male, naturalmente. Ma dal punto di vista dell'Inter, appena eliminata dalla Champions League per mano di un Bodo/Glimt solo in teoria inferiore ma nella pratica organizzatissimo e orgogliosissimo, è anche quello delle riflessioni.

La squadra di Cristian Chivu si è nuovamente sciolta come neve al sole di fronte a un grande appuntamento. Non è la prima volta in una stagione strana, a due facce, il tutto nonostante un +10 in campionato che dà sicurezze assolute e una corsa allo Scudetto che pare già decisa con diverse settimane d'anticipo.

Il tabù delle grandi sfide, quello che per settimane e settimane ha fatto parlare e riempito fiumi d'inchiostro nella metà nerazzurra di Milano, sembra insomma non essere scomparso del tutto. Ed è un dato di fatto che si è palesato nel momento peggiore possibile.

  • SCONTRI DIRETTI E NON SOLO

    Tra campionato e Champions League, l'Inter ha perso contro diversi avversari di livello. E se in Serie A non ne ha risentito, in Europa sì: anche e soprattutto per questo non è riuscita a piazzarsi tra le prime otto e ad andare direttamente agli ottavi, non solo "per un rigore al 90'", come raccontato da Nicolò Barella facendo riferimento al penalty di Szoboszlai a dicembre.

    I nerazzurri sono stati battuti dalla Juventus, dal Milan, dal Napoli. E poi dai Reds, appunto, ma anche da Arsenal e Atletico Madrid. Nel frattempo hanno vinto a Dortmund e a Roma contro i giallorossi, oltre al colpo in casa dell'Atalanta, avversario che in quel periodo era però ben lontano dalla forma odierna.

    Troppi passi falsi, troppe stecche nelle notti da duri. La sconfitte contro il Bodo/Glimt sono solo le ultime. I norvegesi non sono la Juve e non sono l'Arsenal, ma era una doppia sfida da dentro o fuori. E l'Inter l'ha clamorosamente fallita.

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    SE IL LIVELLO SI ALZA...

    L'Inter ha giocato 180 minuti complessivamente deludenti. I primi 90 sul sintetico di Bodo, complicatissimo per chiunque, ma gli altri 90 sul terreno amico. E questo no, non può più essere considerato un alibi.

    I due pali dell'andata e le buone occasioni create al ritorno, specialmente sullo 0-0, non possono bastare. L'Inter ha subìto la freschezza atletica e l'organizzazione di un Bodo sempre più a proprio agio in queste notti europee, e alla fine è uscita meritatamente dalla competizione.

    Se il livello si alza rispetto a un campionato ormai dominato, insomma, la sensazione è che l'Inter soffra e si perda. Come dimostrato proprio contro il Bodo, ancora una volta.

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  • "NON SIAMO STATI COMPETITIVI"

    Anche lo stesso Chivu, intervistato da Sky dopo la partita del Meazza, ha parlato di mancata competitività ai massimi livelli. Di un'Inter che, insomma, meno di un anno dopo la finale contro il PSG non è praticamente mai riuscita a fare la voce grossa in Europa nonostante le quattro vittorie nelle prime quattro giornate.

    "L'obiettivo è essere competitivi, lo abbiamo sempre dichiarato, ma purtroppo in Champions non ci siamo riusciti - ha detto il tecnico romeno - Siamo partiti bene vincendone quattro di fila, poi abbiamo perso qualche punto nonostante buone prove. In questa competizione si sa che il livello è alto, se non hai concretezza o lucidità trovi avversari che ti puniscono al primo errore".

  • L'ILLUSIONE DEL DERBY D'ITALIA

    E dire che l'Inter pareva essere uscita dal tunnel. Aveva battuto la Juventus, finalmente era riuscita a vincere una partita di grande livello. E invece molto è tornato come prima con le due sconfitte contro il Bodo/Glimt e l'eliminazione dalla Champions League.

    Certo, di quel Derby d'Italia va naturalmente analizzato non solo il risultato. La vittoria è arrivata in 11 contro 10 per un tempo e passa e contro un avversario capace di tenere la testa alta anche in inferiorità numerica. Di più: solo un guizzo finale di Zielinski ha permesso alla squadra di Chivu di portarsi a casa il bottino pieno.

    Tutto ciò non va a demerito dell'Inter, naturalmente. Squadra che sta dominando il campionato e che a meno di sorprese tornerà presto sul tetto d'Italia. Ma il 100% di vittorie contro le medio-piccole ottenuto da settembre a oggi stona parecchio anche con quel che si è visto tra Bodo e San Siro.

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  • ORA COMO E MILAN

    Alle porte ci sono altre due sfide decisamente delicate per l'Inter, peraltro fissate in sequenza dal calendario: la prima è la semifinale d'andata di Coppa Italia contro il Como, la seconda è il derby di ritorno contro il Milan in programma qualche giorno più tardi.

    L'Inter il Como lo ha già battuto, e anche nettamente: 4-0 con una delle migliori prestazioni stagionali contro un avversario, sì, di livello. Ma era "solo" la quattordicesima giornata di campionato. Mentre nel derby d'andata era arrivato l'ennesimo passo falso contro un'altra grande, con quel guizzo di Pulisic nel secondo tempo e il rigore respinto da Maignan all'ex Calhanoglu.

    Como e Milan rappresenteranno altri due banchi di prova. Gli ultimi due, l'Inter li ha miseramente falliti. In gioco ora ci sono l'orgoglio cittadino, la possibilità di chiudere ulteriormente il discorso Scudetto e una finale di Coppa Italia. Ma anche un pezzettino di orgoglio e rivincita dopo quel che è successo nell'ultima settimana.

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