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Milan Newcastle gfxGOAL

L'ultimo step di Leao, le scelte di Pioli, un girone in salita: cosa ha lasciato Milan-Newcastle

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Doveva essere una serata di riscatto, di risposte nette, decise, convincenti. E invece il Milan esce dal confronto con il Newcastle di Tonali con la consapevolezza di aver sprecato una grande occasione

In quello che è stato definito “l’ultimo girone della morte” della Champions League prima della grande rivoluzione, ogni punto, ogni dettaglio può fare la differenza. E in casa Milan è forte il rammarico per aver lasciato per strada due punti nella gara, sulla carta, più abbordabile. Perché a San Siro non c’è stata traccia di quel Newcastle fisico, aggressivo, propositivo ammirato lo scorso anno in Premier League e nell’esordio stagionale contro l’Aston Villa, complice anche l’assenza di un giocatore fondamentale nelle due fasi come Joelinton. 

Il Diavolo ha controllato la partita, ha creato tante palle-goal, ha costretto i Magpies a una prestazione prettamente difensiva. Ma non è riuscito a sbloccare una gara che, calendario alla mano, poteva dare tutt’altra impronta al girone. 

Dalle letture di Pioli alla faccia cupa di Leao: cosa resta di questo Milan-Newcastle.

  • Pulisic Milan Newcastle 2023Getty

    UN BICCHIERE MEZZO PIENO (O VUOTO)

    Più importante aver ritrovato principi di gioco e solidità difensiva - merito del rientro di un eccellente Tomori e di una concentrazione che era mancata contro l’Inter - oppure più preoccupante aver smarrito la via del goal in una gara da 25 tiri complessivi, peccando al tiro con giocate superficiali, frettolose, a volte incomprensibili?

    Un quesito che trasforma questo Milan-Newcastle in un bicchiere vuoto a metà. O mezzo pieno, a seconda dei punti di vista. Pioli nel post-match ha scelto di pensare positivo e si è detto “molto soddisfatto” della prestazione, sottolineando comunque la pericolosità del suo Diavolo.

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  • Chukwueze Milan 2023Getty

    CHUKWUEZE E POBEGA: LE SCELTE DI PIOLI

    La gamba rapida di Chukwueze e i centimetri di Pobega: per la prima volta in stagione Pioli ha rimescolato le carte tra centrocampo e attacco, per cercare di dare nuova linfa all’irriconoscibile squadra asfaltata dall’Inter nel derby. E la lettura è sembrata anche corretta, almeno parzialmente: il nigeriano, elettrico ma pasticcione, dopo un inizio sonnecchiante è apparso se non altro vivace; mentre Pobega ha battagliato a centrocampo, senza risparmiarsi nei duelli fisici, aggiungendo però poco alla manovra offensiva.

    Per entrambi solo una serata da sufficienza stiracchiata. Dalla teoria alla pratica, qualcosa è mancato.

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  • Leao Milan NewcastleGetty

    L'ULTIMO STEP DI LEAO

    “Leao doveva essere più concreto? Forse sì. Lui sa bene che doveva segnare. Ma guardiamo avanti: sono sicuro che alla prossima occasione Rafa segnerà”. Poche parole ma pregne di significati quelle rilasciate da Tomori ai microfoni di Mediaset, nel commentare quell’indecifrabile colpo di tacco del portoghese a pochi passi dalla porta. 

    È da questo tipo di giocate, da queste scelte, che passa la crescita di Leao, è esattamente qui che si scala l’ultimo gradino per arrivare ad essere un top mondo, definizione tanto cara ad Adriano Galliani. Uno step non così facile, non così scontato per chi vive il calcio come gioia pura, per chi si nutre di colpi da playstation, di quelli che ti fanno sorridere al solo pensiero, che sia in un campetto per strada come a San Siro. Quello stesso step che uno come Cristiano Ronaldo ha compiuto più o meno all’età attuale di Rafa, rinunciando a qualche trick per diventare un fuoriclasse autentico.

    Ma Leao, uscito da San Siro non col solito sorriso, come ha spiegato Tomori, sa benissimo che occasioni del genere vanno concretizzate, sa benissimo dove può e deve migliorare. Le porte dell’Olimpo sono lì, a portata di mano: sta a lui aprirle…

  • KYLIAN MBAPPE PSG CHAMPIONS LEAGUE 19092023Getty Images

    UN CALENDARIO IN SALITA

    Il peso di questa mancata vittoria nella sfida casalinga contro il Newcastle è amplificato dalla struttura del calendario del Gruppo F: il Milan è atteso ora da due trasferte consecutive difficilissime, a Dortmund e a Parigi, prima di ritrovare le stesse due squadre a San Siro nel mese di novembre, per poi chiudere al St. James’ Park. 

    È presto per fare calcoli, soprattutto in un girone potenzialmente così incerto, ma il pareggio contro i Magpies obbliga di fatto i rossoneri a dover far risultato contro il Borussia per evitare che il doppio confronto contro il PSG si possa tramutare in un dentro o fuori.

    Senza dimenticare che l’agenda del Milan prevede appuntamenti contro Lazio, Juventus e Napoli a ridosso delle prossime due giornate di Champions. Un carico di pressioni per una serie di big match che probabilmente delineeranno il volto della stagione del Diavolo.

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