Doveva essere una serata di riscatto, di risposte nette, decise, convincenti. E invece il Milan esce dal confronto con il Newcastle di Tonali con la consapevolezza di aver sprecato una grande occasione.
In quello che è stato definito “l’ultimo girone della morte” della Champions League prima della grande rivoluzione, ogni punto, ogni dettaglio può fare la differenza. E in casa Milan è forte il rammarico per aver lasciato per strada due punti nella gara, sulla carta, più abbordabile. Perché a San Siro non c’è stata traccia di quel Newcastle fisico, aggressivo, propositivo ammirato lo scorso anno in Premier League e nell’esordio stagionale contro l’Aston Villa, complice anche l’assenza di un giocatore fondamentale nelle due fasi come Joelinton.
Il Diavolo ha controllato la partita, ha creato tante palle-goal, ha costretto i Magpies a una prestazione prettamente difensiva. Ma non è riuscito a sbloccare una gara che, calendario alla mano, poteva dare tutt’altra impronta al girone.
Dalle letture di Pioli alla faccia cupa di Leao: cosa resta di questo Milan-Newcastle.



.jpg?auto=webp&format=pjpg&width=3840&quality=60)
.jpg?auto=webp&format=pjpg&width=3840&quality=60)



