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Barella Chivu Inter GFXGOAL

L'Inter aspetta il miglior Barella: inesauribile ma meno concreto

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Sarà che ha abituato fin troppo bene, fatto sta che il Nicolò Barella dell'ultimo periodo non ricalca colui che da anni si è laureato pilastro dell'Inter.

Lo dice la produzione offensiva del sardo, tuttofare ma meno concreto del previsto in un 2025/2026 contrastante in termini di rendimento.

Già, perché Barella si sta dimostrando il solito uomo ovunque peccando però in quanto ad apporto alla manovra avanzata.

  • DINAMICO E VERTICALE

    Se si prende in esame il moto perpetuo offerto da Barella nel centrocampo di Cristian Chivu, nulla da dire.

    Il 23 nerazzurro è il solito stantuffo che corre in lungo e in largo, leggendo a dovere occupazione degli spazi ed iniziative avversari spesso e volentieri neutralizzate piazzandosi al posto giusto nel momento giusto.

    Bene anche quando c'è da imbucar palla per i compagni, ossia quella verticalità tanto cercata dal nuovo corso utile a lanciare a rete Lautaro e Thuram oppure chi ne fa le veci: come dimostra la Gazzetta, infatti, Barella risulta primo in A per passaggi in profondità (69), secondo alla voce passaggi chiave alle spalle di Dimarco (23) e secondo per passaggi filtranti (29).

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  • PRODUZIONE OFFENSIVA (RI)CERCASI

    L'aspetto da migliorare, o meglio dire da ritrovare, perché parliamo di un calciatore che fa dell'affidabilità e della costanza uno dei suoi punti di forza, è l'incisività fornita da tempo al progetto Inter quando c'è da fungere da opzione aggiuntiva tra le linee e dentro l'area.

    Le statistiche stagionali di Barella recitano un solo goal all'attivo stagionale in 34 partite, quello segnato alla Cremonese il 4 ottobre: poco rispetto a potenziale e proiezioni avanzate a sostegno delle punte. Soprattutto se si ricordano le ben 9 reti a referto nel 2022/2023, sintomo che parliamo di un giocatore che la porta sa inquadrarla eccome.

    A favore di Nicolò, ad ogni modo, si evidenziano i 6 assist che lo confermano fulcro delle trame nerazzurre.

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  • LO STOP DI GENNAIO/FEBBRAIO

    A complicare l'iter di Barella, è bene rimarcarlo, ci si è messo il problema muscolare patito contro il Pisa a fine gennaio, che lo ha tenuto fuori per una ventina di giorni: risentimento al muscolo psoas della coscia destra con rientro a San Valentino, in tempo utile per battere la Juve.

  • REFILL PER SCUDETTO E MONDIALI

    'Ripulendosi' di qualche tocco velleitario di troppo, nonché recuperando lo smalto dei giorni migliori, Barella potrà smentire chi lo dà in calo e prendere per mano l'Inter nel rush finale utile a centrare il tricolore, reso meno nitido dalla sconfitta nel derby ma comunque - visto il +7 sul Milan - obiettivo ancora ampiamente a portata di mano.

    E poi c'è l'Italia, che tra un paio di settimane conoscerà il suo destino Mondiale: presentarsi al Playoff di Bergamo contro l'Irlanda del Nord con la versione top del nerazzurro rappresenterebbe una garanzia in più per Gennaro Gattuso, che tra lui e Tonali in mezzo al campo - al netto dei limiti oggettivi della nostra Nazionale - può dormire sonni tranquilli.

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