Il 22 dicembre del 1999, esattamente 24 anni fa, il Manchester City stava preparando una trasferta al The Hawthorns contro il West Bromwich Albion, avversario che avrebbe affrontato il giorno di Santo Stefano. Nell'allora Second Division, però. Ovvero la terza divisione del calcio inglese.
Sempre il 22 dicembre del 1999, sempre 24 anni fa, il Fluminense si apprestava a vivere una delle pagine più surreali della propria storia. Il giorno successivo avrebbe sfidato il Nautico a Recife, per l'ultima giornata del quadrangolare finale della Serie C brasiliana di quell'anno. Vincendo quella partita, avrebbe conquistato la promozione in B.
24 anni più tardi, Manchester City e Fluminense si ritrovano una di fronte all'altra. Non in terza serie: nella finalissima del Mondiale per Club, in programma questa sera (via alle 19 italiane, le 21 locali) a Jeddah, in Arabia Saudita. Il City è naturalmente strafavorito, il Flu ci crede. Chi vince è campione del mondo.
Dall'inferno al paradiso, dal nulla al tutto. Un mondo capovolto in poco più di due decenni, una chance del destino dopo tanta sofferenza. E un cerchio che, almeno per una delle due, finalmente si chiuderà tra poche ore.
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