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Inter Triplete GFXGOAL

Inter in semifinale contro il Barcellona come nel 2010: corsi e ricorsi storici verso il sogno 'Triplete'

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Una sofferenza immane, in un finale contraddistinto dal fisiologico forcing del Bayern Monaco: l'Inter è riuscita a centrare il pass per la semifinale di Champions League, regalandosi così la doppia sfida al Barcellona.

Un incrocio che non può non riportare alla mente la leggendaria stagione 2009/10, conclusa con la conquista del primo storico 'Triplete' per una società italiana: sogno che, alla luce del rendimento di un'Inter ancora in corsa su tutti i fronti, può essere nuovamente replicato.


Inzaghi ha la possibilità di emulare Mourinho, dopo essere diventato il secondo tecnico nerazzurro a qualificarsi per una semifinale della competizione regina in due stagioni diverse dopo il 'Mago' Herrera: due giganti al cui tavolo il piacentino spera di sedersi con la vittoria finale.

  • BATTUTO IL BARCELLONA DI GUARDIOLA

    A differenza di quindici anni fa, stavolta l'andata si giocherà in Spagna e non a San Siro, dove il 20 aprile 2010 i blaugrana cedettero il passo in rimonta: 3-1 il risultato finale, con i catalani costretti a viaggiare in pullman e non in aereo a causa dell'eruzione di un vulcano islandese dal nome impronunciabile che bloccò gran parte dei voli europei.

    Eppure a sbloccare il risultato furono proprio gli uomini di Guardiola con Pedro, raggiunti alla mezz'ora del primo tempo dal piazzato di Sneijder che siglò l'1-1 con cui si chiuse la prima frazione di gioco.

    Avvio di ripresa fulminante per l'Inter che, tra il 48' e il 61', gettò le basi per la qualificazione: il 2-1 di Maicon e la testata di Milito per il definitivo 3-1 regalarono ai tifosi nerazzurri la serata europea più bella contro una squadra di marziani.

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  • LA RESISTENZA DEL 'CAMP NOU'

    Otto giorni più tardi si giocò a campi invertiti, in un 'Camp Nou' tutto esaurito e con un solo obiettivo: la celebre 'remuntada' a lungo sognata dal popolo blaugrana ma, a conti fatti, soltanto sfiorata.

    Quella fu la partita dell'iconico intervento di Julio Cesar su Messi, uno dei pochi guizzi offensivi di un Barcellona ben contenuto da un'Inter rimasta in dieci nel primo tempo a causa della discutibile espulsione di Thiago Motta: celebre la 'furbata' di Busquets, con tanto di sbirciata all'arbitro da terra per controllare se l'italo-brasiliano fosse stato effettivamente mandato anzitempo sotto la doccia.

    La rete di Piqué rese infuocati gli ultimi dieci minuti più recupero, segnati dal 2-0 di Bojan Krkic annullato per un precedente fallo: un brivido proprio sulla coda che non fece altro che rendere ancora più bella e liberatoria la reazione nerazzurra al triplice fischio, con Mourinho e i giocatori a non curarsi degli idranti appositamente fatti scattare per cercare di limitare la festa avversaria.

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  • QUINDICI ANNI DOPO SARÀ ANCORA BARCELLONA-INTER

    Appuntamento fissato per il prossimo 30 aprile, quando l'Inter sarà di scena in Spagna per il primo atto della semifinale: non al 'Camp Nou' (tutt'ora in via di ristrutturazione) ma al 'Montjuic', impianto che da ormai quasi due anni ospita i match casalinghi dei catalani.

    Sei giorni più tardi sarà tempo di ritorno con la sfida in programma a San Siro, in un leit motiv che finora ha sempre portato bene all'Inter: sia contro Feyenoord che Bayern Monaco ha infatti giocato il secondo atto tra le mura amiche, in entrambi i casi festeggiando la qualificazione al turno successivo.

    Il tutto con vista sulla finalissima di Monaco di Baviera del 31 maggio: appuntamento cerchiato in rosso sul calendario da Inzaghi, la cui 'pazza' idea di un poker di trofei (Mondiale per Club compreso) è ancora in piedi e realizzabile.

  • VIBES DA TRIPLETE

    In attesa del suggestivo incrocio europeo col Barcellona, l'Inter dovrà onorare gli impegni di campionato e Coppa Italia: a partire dalla temibile trasferta di Bologna, calendarizzata per il giorno di Pasqua.

    Tre giorni più tardi sarà tempo di derby di ritorno in semifinale di Coppa Italia, per poi concentrarsi sulla sfida casalinga contro la Roma che precederà di qualche giorno la trasferta catalana.

    L'ennesimo periodo cruciale all'interno di una stagione dalla velocità altissima e che, soprattutto ora, ammette davvero pochi errori: soprattutto in Champions, definita non a caso la "competizione dei dettagli" da un certo Mourinho. Proprio colui che Inzaghi proverà a emulare per entrare ancor di più nella storia dell'Inter.

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