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Napoli Inter gfxGOAL

Il giorno del giudizio, Napoli e Inter per lo Scudetto: le insidie e cosa rischiano contro Cagliari e Como

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Il giorno del giudizio è arrivato. A meno che non si arrivi a giocare uno spareggio lunedì sera, naturalmente. In caso contrario, tutto è già preparato per la festa Scudetto: rimane da capire se la festa in questione sarà del Napoli o dell'Inter.

La squadra di Antonio Conte è la chiara favorita di questi ultimi 90 minuti: gioca in casa e soprattutto ha il destino completamente nelle proprie mani, nel senso che battendo il Cagliari sarà certa di portare a casa il quarto Scudetto della storia del club, indipendentemente dal risultato dell'Inter.


Inter che nel frattempo scenderà in campo a Como contro la formazione di Cesc Fabregas, allo stesso modo già salva, sapendo di dover porgere un orecchio verso il Maradona: per portare lo Scudetto a Milano deve vincere e sperare che il Napoli non faccia altrettanto.

Sulla carta sono due partite abbordabili per un motivo: perché Cagliari e Como non hanno più obiettivi tangibili da ottenere. La prima è già certa di chiudere al decimo posto dopo essersi brillantemente salvata, la seconda non rischia più la retrocessione. Ma si sa: la carta, sul campo, spesso conta poco o nulla.

  • PERCHÉ IL NAPOLI RISCHIA CONTRO IL CAGLIARI

    Il Napoli rischia contro il Cagliari per diversi motivi. Il primo è legato alla classica ansia da prestazione di chi è a un passo dal raggiungere un obiettivo. Il traguardo è lì, a un centimetro: lo vedi, cerchi di tagliarlo, ma a un certo punto ti si bloccano le gambe. Un classico che la squadra di Conte vuole evitare.

    A preoccupare è anche la condizione fisica degli azzurri, che nonostante in questa stagione abbiano sempre o quasi giocato una volta alla settimana sono arrivati spremuti al rush finale. I pareggi contro Genoa e Parma ne sono stati una conseguenza logica, così come certe vittorie striminzite e sofferte come quelle di Monza o Lecce.

    "Cosa si prova? Tanta voglia di scendere in campo e di giocarla - ha riassunto il tutto Conte in conferenza stampa - veniamo da una stagione stressante, chiaramente questa potrebbe essere l'ultima che chiuderà un'annata in una nuova piazza e in un ambiente nuovo dove chiaramente sentiamo la responsabilità di regalare al tifoso napoletano qualcosa di storico".

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  • LA RIVALITÀ TRA LE DUE PIAZZE

    Come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, a Cagliari la partita che potrebbe regalare lo Scudetto al Napoli si sta vivendo con particolare trepidazione. Anche se la squadra di Nicola è già certa di rimanere in Serie A, grazie al bel 3-0 sul Venezia ottenuto poco meno di una settimana fa.

    Il motivo è legato alla rivalità che lega una buona fetta di tifosi sardi proprio al Napoli. Rivalità che ha diverse radici: dal celebre gesto dell'ombrello di un Daniel Fonseca in versione ex all'altrettanto celebre spareggio salvezza tra Piacenza e Cagliari giocato nel 1997 nell'allora San Paolo, con i tifosi partenopei che in quell'occasione si schierarono a fianco degli emiliani per sostenere il loro futuro allenatore Bortolo Mutti.

    La presenza di un figlio della Sardegna come Nicolò Barella nella rosa dell'Inter, ovvero la contendente del Napoli nella corsa allo Scudetto, fa il resto. Ed è anche per questo che tanti sostenitori, sui social, stanno chiedendo da giorni al Cagliari ogni sforzo possibile per provare a fare uno scherzetto alla squadra di Conte.

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  • Johan Vasquez Napoli Genoa 11052025Getty Images

    IL PRECEDENTE DEL GENOA

    "Per me tutte le partite sono aperte, anche quando c'è un certo di divario tra le due squadre. Altrimenti che mi preparo a fare?". Così Davide Nicola ha parlato della sfida nella conferenza della vigilia. Aggiungendo che "noi faremo il massimo, poi si vedrà".

    Il Cagliari, insomma, ha tutta l'intenzione di non fare il classico sparring partner al Maradona. Proprio come aveva fatto il Genoa un paio di settimane fa. Anche i liguri erano già salvi e non avevano più nulla da chiedere al campionato, ma alla fine è stato proprio quel 2-2, frutto peraltro di una prestazione combattiva degli uomini di Vieira, a complicare impensabilmente i piani di un Napoli già avviato verso lo Scudetto.

    In questo senso potrebbe non aiutare, però, il caos organizzato la scorsa notte da alcune centinaia di tifosi del Napoli sotto l'hotel del Cagliari, tra clacson e petardi, fumogeni e fuochi d'artificio. Una mossa che rischia di aizzare ancor più una squadra e un ambiente che qualche motivi per provare a rovinare la festa azzurra già ce l'avrebbero.

  • PERCHÉ L'INTER RISCHIA A COMO

    L'Inter rischia a Como per un motivo diverso: perché la squadra di Fabregas è evidentemente più forte e qualitativa di quella di Nicola, perché spesso gioca in maniera brillante, perché si gioca al Sinigaglia e non a San Siro.

    Già all'andata il Como aveva complicato e non poco la vita all'Inter. Fabregas aveva schierato la squadra con un'inedita difesa a tre, imbrigliando i nerazzurri nel primo tempo e cedendo solo nella ripresa: Carlos Augusto aveva aperto il tabellino poco dopo l'intervallo, prima del sospirato e definitivo raddoppio di Thuram nel finale. Nel mezzo i lariani erano andati vicini al pareggio.

    Nico Paz giocherà, e sarà un altro pericolo da tenere d'occhio. Non solo perché si tratta del giocatore con più qualità presente nella rosa del Como, ma anche perché avrà presumibilmente il desiderio e l'intenzione di mettersi in mostra contro uno dei club a cui più con maggiore insistenza, negli ultimi mesi, è stato accostato in chiave mercato.

    Il Como fin qui ha sempre perso contro Juventus, Milan e Inter. Certe volte in maniera immeritata, come le due al Sinigaglia contro bianconeri e rossoneri. E dunque ha tutta l'intenzione di chiudere al meglio davanti al proprio pubblico.

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  • IL GRIDO DI BATTAGLIA DI FABREGAS

    Ancor più di Nicola, è stato lo stesso Fabregas a mettere la mano sul fuoco sulla serietà morale dei propri giocatori. Durante la conferenza stampa prepartita, lo spagnolo ha ribadito che il Como scenderà in campo per portarsi a casa i tre punti, come fa praticamente sempre indipendentemente dall'avversario.

    "Noi andremo in campo e faremo di tutto per vincere - le parole di Fabregas - questo non deve cambiare mai. I ragazzi hanno dimostrato che hanno voglia. Nemmeno la squadra migliore al mondo vince sempre, ma la nostra ambizione deve essere sempre quella di portare a casa i 3 punti.

    L'Inter? Tutte le squadre del mondo hanno dei difetti, ma secondo me loro sono la migliore squadra della Serie A e una delle migliori d'Europa. Noi dovremo essere bravi a giocare con tanta personalità, fare quello che vorremo fare noi e non quello che vorranno fare loro. Portare l'Inter al nostro calcio e non andare sempre noi a prendere il loro calcio".

  • Correa Inter LazioGetty Images

    LA BRILLANTEZZA SPARITA E IL TURNOVER

    Rischia, l'Inter, anche e soprattutto perché ha più volte dimostrato di essere arrivata al finale di stagione con la lingua penzoloni. Spesso parte a razzo, per poi calare in maniera vistosissima lungo la partita. L'esempio più calzante, con tanto di feroci critiche di Paolo Di Canio, riguarda proprio il 2-2 con la Lazio che rischia di essere costato lo Scudetto.

    Per questo Simone Inzaghi, che per tutto l'anno si è dovuto destreggiare una tra serie infinita di competizioni da disputare, ha scelto saggiamente di affidarsi al turnover di partita in partita. Sarà così anche questa sera, anche perché tra poco più di una settimana l'Inter sarà attesa dalla finale di Champions League contro il PSG, nella notte delle notti di Monaco di Baviera.

    E dunque spazio in attacco alla coppia Taremi-Correa, con Thuram verso la panchina e Lautaro Martinez, recuperato ma evidentemente non ancora al 100%, a mettere nelle gambe qualche minuto in vista di Monaco. Poi Carlos Augusto, Zalewski, Asllani, Darmian. A Torino contro i granata è andata bene con loro. Basterà per completare il ribaltone Scudetto?

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