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Bodo/Glimt InterGetty Images

Il campo sintetico ma non solo: i 5 motivi per cui l'Inter ha perso col Bodo/Glimt e cosa cambierà al ritorno

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Ora servirà un'impresa. Proprio come alla Juventus e all'Atalanta. Il calcio italiano rischia di perderne tre in un colpo solo e neppure l'Inter fa eccezione: disastrosa la sconfitta rimediata dai nerazzurri nel freddo norvegese, contro un Bodo/Glimt che ora ha tutta l'intenzione di compiere l'impresa.

Pio Esposito non è bastato. Ha segnato, si è confermato una certezza, ma non è riuscito a evitare la debacle. Fet aveva già aperto il tabellino, la coppia Hauge-Hogh - per nulla comica - ha rifilato un uno-due micidiale che ora rischia di costare carissimo.

Cosa non ha funzionato nell'Inter? Cosa non è andato nella notte di Bodo? Parecchio, quasi tutto. Qualcosa cambierà certamente al ritorno, ma qualcos'altro no e qualcos'altro ancora addirittura peggiorerà. Ed è questo a tenere la squadra di Chivu pesantemente sulle spine.

  • IL CAMPO SINTETICO

    Ha influito in maniera sostanziale il campo sintetico, tema di cui si è dibattuto anche nei giorni se non nelle ore precedenti. Tanto che la gara sembrava addirittura a rischio per la situazione del terreno di gioco, impietosamente colpito dalle condizioni atmosferiche.

    "La squadra ci ha provato nonostante questo campo. Non è una scusa ma non posso rimproverare molto ai miei", ha detto Chivu a Prime Video dopo la partita, aggiungendo che "loro sono più abituati a questo campo, non è una scusa".

    Anche i giocatori del Bodo/Glimt, a dire il vero, non sono sembrati perfettamente a proprio agio su un terreno di gioco sintetico in non perfette condizioni. Di certo, quelli dell'Inter ancora meno. E questo sì, al ritorno cambierà. Come detto da Fabio Capello a Sky dopo la partita, "a San Siro, su un campo normale, sarà diverso".

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  • inter(C)Getty Images

    SOTTOVALUTATO IL BODO/GLIMT?

    Chivu ha scelto di affidarsi al turnover pochi giorni dopo la vittoria nel Derby d'Italia contro la Juventus. Ma stavolta le sue scelte, a differenza di altre occasioni, non hanno pagato. 

    Darmian ha fatto bene per un tempo alla prima stagionale, ha colpito un palo, poi si è spento assieme al resto della squadra. Carlos Augusto non ha fatto il Dimarco. Acerbi ha sofferto parecchio in difesa, subendo gli spesso incalzanti inserimenti dei norvegesi.

    Non è stato un turnover da sottovalutazione, questo no: ha contato anche il solito campo sintetico e la volontà di non rischiare le gambe dei titolari. Ma forse qualcuno pensava a un Bodo/Glimt meno arrembante, meno qualitativo, meno capace di impensierire un avversario più forte. 

    Un errore evidente, considerato come la squadra di Knutsen avesse già fatto la festa a più di un'italiana nel passato. E considerato pure il modo in cui ha ottenuto il pass per gli spareggi: battendo Manchester City e Atletico Madrid nelle ultime due giornate della Fase Campionato.

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  • SENATORI SOTTOTONO

    Non è stata la serata dei grandi vecchi. Di coloro, cioè, che da anni tirano la carretta nerazzurra. Di Acerbi si è detto, ma non hanno resistito alle ondate norvegesi neppure Bastoni, Barella e Mkhitaryan, quest'ultimo tra i peggiori in campo dopo essere rimasto 90 minuti in panchina contro la Juventus. Così così anche l'ingresso a gara in corso di Thuram.

    Lautaro Martinez alla fine è stato costretto al cambio per un infortunio che pare serio, ma fino a quando è rimasto in campo non è che abbia prodotto chissà cosa. Anzi: ha avuto due occasioni e le ha sprecate, la seconda di queste facendo rotolare malamente la palla contro il palo con la porta quasi sguarnita.

    "Loro sono entrati con grande atteggiamento e mentalità di prendersi la partita - ha detto Pio Esposito a Inter Tv dopo la gara - bisogna essere onesti e dire che loro hanno avuto qualcosa in più".

  • Lautaro Inter BodoGetty Images

    LE ASSENZE E GLI ACCIACCHI

    Poi, chiaro: quando in mezzo al campo non hai Hakan Calhanoglu tutto cambia. Non è mai esatto affermare che l'assenza di un singolo calciatore influenzi un'intera partita, ma se il calciatore in questione è il turco il discorso muta leggermente.

    Calhanoglu è rimasto a Milano a causa di un affaticamento al quadricipite, che a sua volta seguiva l'infortunio al soleo che lo aveva tenuto lontano dai campi per un mese circa. Quando sembrava recuperato, ecco un nuovo stop. Senza di lui è toccato a Barella fare il regista (non bene). Nel finale è entrato anche Zielinski, ma pure lui ha finito la partita con un acciacco da valutare.

    Da ciò che filtra, Calhanoglu non dovrebbe essere a disposizione neppure per la gara di ritorno di martedì prossimo. Così come non ci sarà Lautaro Martinez, il cui infortunio a un polpaccio è stato definito "abbastanza serio" da Chivu. Problemi su problemi a cui far fronte nell'operazione rimonta.

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  • L'ANSIA DA GRANDI NOTTI

    Last but not least, l'Inter ha perso di nuovo una partita davvero importante. Non si può definire uno scontro diretto, naturalmente: il Bodo/Glimt non è la Juventus, non è il Milan. Era però un big match della fase a eliminazione diretta di Champions League, e la squadra di Chivu lo ha steccato.

    "Spero che un successo del genere ci dia più serenità per affrontare partite come questa", diceva il tecnico sabato dopo la vittoria contro la Juventus, la seconda stagionale contro un'avversaria davvero di alto rango dopo quella contro la Roma. Ma ancora una volta, come troppo spesso è accaduto da agosto a oggi, appena il livello dell'impegno si è alzato i nerazzurri sono andati in apnea.

    L'Inter se la vedrà ora contro Lecce e Genoa prima del derby, due gare potenzialmente da sei punti. Ma nel mezzo ci sarà il ritorno col Bodo/Glimt: il primo spartiacque europeo dell'annata, ma anche una cartina di tornasole per capire la reale capacità dei nerazzurri di affrontare sfide del genere.

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