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Orsolini Jorginho Italy TurkeyGetty Images

Il borsino dell'Italia: da Chiesa a Orsolini, da Cambiaso a Retegui, chi sale e chi scende dopo l'amichevole contro la Turchia

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Noia e sbadigli. E pure un bel po' di fischi, quando l'austriaco Gishamer ha rimandato tutti a casa. Italia-Turchia si è conclusa così, con uno 0-0 che fotografa in pieno quanto si è visto in campo: poche occasioni da entrambe le parti, ritmi sonnolenti, idee col contagocce.

Solo che non si è trattato della classica amichevole piazzata in mezzo al campionato, di quelle che così tanto infastidiscono allenatori e club. Qui c'è ancora da costruire un pezzo d'Italia, quella definitiva che tra pochi giorni salperà verso la Germania per provare a mantenere nel nostro paese il trofeo conquistato nel 2021.

Tradotto: domani, giovedì 6 giugno, Luciano Spalletti avrà già deciso l'elenco dei magnifici 26 da portare agli Europei. La FIGC li comunicherà all'UEFA e indietro non si potrà più tornare.

Ecco perché qualcuno rischia di essersi giocato l'ultima carta contro la Turchia. Di essersela giocata bene oppure di non essersela giocata affatto. Indirizzando, magari, le scelte finali del commissario tecnico e il fatidico sfoltimento dei 29 preconvocati.

  • Cambiaso ItalyGetty Images

    CHI SALE: CAMBIASO

    Una delle poche note liete della notte bolognese. Lui che al Dall'Ara ci ha pure giocato, guadagnandosi l'opportunità Juventus. L'esterno bianconero è partito dalla panchina, è entrato tra primo e secondo tempo, qualcosa di buono ha combinato: niente di spettacolare, ma sufficiente per essere uno tra i migliori. Bello l'assist nel recupero per Raspadori. E apprezzabile anche la solita verve da jolly: Cambiaso ha giocato esterno alto nel 4-2-3-1 di Spalletti, ruolo abbastanza inedito per uno che in carriera ha fatto soprattutto il terzino e il quinto a tutta fascia. In Germania ci sarà.

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  • Zaccagni ItalyGetty Images

    CHI SCENDE: ORSOLINI E ZACCAGNI

    Li uniamo nello stesso giudizio, perché a quanto pare sarà uno dei due ad abbandonare la truppa e a tornare a Roma. Sarà Orsolini o sarà Zaccagni? Bologna non ha districato la matassa dei dubbi. Il mancino rossoblù è partito titolare, il giocatore della Lazio ha giocato il secondo tempo. Ad accomunarli, l'incapacità di puntare e saltare il proprio uomo. Giocate davvero di rilievo da parte di entrambi? Neppure una. Se Orsolini e Zaccagni dovevano prendere la palla al balzo per mettersi in mostra agli occhi di Spalletti, beh, non ci sono riusciti.

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  • Vicario ItalyGetty Images

    CHI SALE: VICARIO

    Intendiamoci: non è che il portiere del Tottenham abbia fatto miracoli. Anzi: escludendo un bel riflesso su Demiral nel secondo tempo, di parate da parte sua non se ne sono viste. Del resto la Turchia si è adagiata sui ritmi dell'Italia, a sua volta senza pungere troppo. Però il fatto che Spalletti abbia scelto lui per fare il titolare la dice lunga, così come sono indicativi il clean sheet e i pochissimi rischi corsi: se Donnarumma è il numero 1 azzurro, Guglielmo si piazza alle sue spalle. E ciò significa che il taglio riguardante i portieri, a meno di sorprese, riguarderà uno tra Meret e Provedel.

  • Retegui ItalyGetty Images

    CHI SCENDE: RETEGUI

    Qui l'argomento non riguarda le convocazioni: riguarda gli undici con cui scenderemo in campo tra una decina di giorni, contro l'Albania, nella gara d'esordio della fase a gironi. Come Orsolini e Zaccagni, nemmeno Mateo Retegui ha sfruttato l'occasione. Si è battuto generosamente, ma oltre a una sforbiciata alta da pochi passi non è andato. Il tutto mentre Gianluca Scamacca, il cui concorrente numero uno lasciato a riposo, osservava. La sensazione è che l'atalantino sia pronto a sfilare al collega la maglia numero 9.

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  • Bastoni ItalyGetty Images

    CHI SALE: BASTONI

    Il centrale dell'Inter dovrà cavarsela senza la fidata guida Acerbi, forse in un modulo che non conosce benissimo - se Spalletti deciderà di proseguire sulla strada della difesa a quattro - e con i gradi del leader sulle sue spalle. A Bologna, pur ribadendo come il lavoro da svolgere non sia stato dei più probanti, l'esame è stato tutto sommato superato. Al netto di qualche affanno nell'uno contro uno, s'intende. Meglio lui del collega di reparto Mancini, che qualche sbavatura in più l'ha mostrata.

  • Chiesa ItalyGetty Images

    CHI SCENDE: CHIESA E JORGINHO

    Chiusura con due che hanno poco da preoccuparsi: rimarranno certamente nella lista dei convocati e altrettanto certamente faranno parte dell'undici tipo dell'Italia agli Europei. A maggior ragione, da Jorginho e soprattutto da Federico Chiesa ci si attende di più. Uno dovrebbe essere il faro del centrocampo, l'altro proporre quel qualcosa in più in attacco. A Bologna nessuno dei due ha fatto bene, così come si spera che un Giovanni Di Lorenzo un po' troppo bloccato possa diventare un'arma come nel Napoli scudettato. Intanto, a -10 dall'Albania, le preoccupazioni sovrastano i lati positivi.

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