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Ibrahimovic addio Milan 2023 GFXGOAL

Ibrahimovic-Milan story: dallo Scudetto 2011 al finale con infortuni

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Fra i campioni stranieri dell'epoca più recente della storia del Milan, Zlatan Ibrahimovic ha rivestito senza dubbio un ruolo di primo piano.

Con i suoi goal e la sua personalità, in due periodi diversi, il primo dal 2010 al 2012, il secondo dal 2020 al 2023, il fuoriclasse svedese ha portato i rossoneri a conquistare trofei: 2 Scudetti e una Supercoppa Italiana, oltre a livello personale il titolo di capocannoniere della Serie A, prima che i tanti infortuni lo abbiano costretto nel suo ultimo anno ad un ruolo marginale in squadra e ad un addio amaro al club senza poter salutare i tifosi dal campo.

  • L'APPRODO AL MILAN E IL PRIMO SCUDETTO NEL 2011

    L'avventura di Zlatan Ibrahimovic con il Milan inizia nell'estate 2010, dopo una sola stagione al Barcellona, squadra con cui ha vinto e segnato tanto ma in cui non si sente a suo agio con il tecnico Pep Guardiola e alcuni suoi compagni di squadra.

    Verso fine agosto per il campione svedese si materializza la possibilità concreta di lasciare la prigione dorata del club catalano per un rientro nel capoluogo lombardo dopo appena un anno, ma sull'altra sponda dei Navigli grazie all'ottimo rapporto fra la società rossonera e il suo agente Mino Raiola.

    La sera del 28 agosto il vicepresidente vicario con funzioni esecutive, Adriano Galliani, annuncia la fumata bianca nella trattativa.

    "Zlatan arriva al Milan in prestito gratuito, poi eserciteremo l'opzione e alBarça andranno 24 milioni in tre anni. Al giocatore andrà unquadriennale da 8 milioni a stagione".

    Il campione svedese il giorno seguente, alle 15.37 del pomeriggio, atterra all'aeroporto di Linate, scatenando l'entusiasmo dei tifosi rossoneri.

    "Quando ho sentito che il Milan era interessato a me, mi sono emozionato - rivela l'attaccante -. Sono venuto per vincere e non lascerò questa squadra prima di aver vinto tutto. A mio avviso siamo la squadra più forte in Italia".

    Le sue parole da un lato caricano l'ambiente rossonero e dall'altro fanno infuriare i tifosi di Juventus e Inter, le precedenti due squadre italiane con cui Zlatan aveva giocato.

    "Sono sicuro che i nostri tifosi si divertiranno", aggiunge lo svedese, che non risparmia una frecciata a Guardiola: "Mister filosofo, mi ha portato via la gioia".

    Proprio il 29 agosto 2010 il Milan, affidato al tecnico emergente Massimiliano Allegri, reduce dalla brillante esperienza alla guida del Cagliari, fa il suo esordio stagionale in Serie A con il Lecce, travolto a San Siro per 4-0 (doppietta di Pato e goal di Thiago Silva e Pippo Inzaghi).

    Durante l'intervallo della partita con i salentini, Ibrahimovic, che sceglie la maglia numero 11, viene presentato al Meazza e pronuncia parole che si riveleranno profetiche:

    "Ciao a tutti, sono venuto qui per vincere. Quest’anno vinciamo tutto".
    E aggiunge: "Io, Pato e Ronaldinho formeremo un attacco fantastico".

    Ai due partner offensivi citati dallo svedese si aggiungeranno anche Kevin-Prince Boateng e Robinho, per un reparto d'attacco rossonero di primo piano, in cui Ibrahimovic è naturalmente la punta di diamante.

    L'attesa per vedere in campo il grande acquisto dell'estate è tanta, e i tifosi, di fronte alle sue parole, sperano davvero di spezzare l'egemonia dell'Inter, reduce dallo storico triplete e orfana di José Mourinho.

    Ma l'esordio con il Milan di Ibrahimovic non sarà memorabile: la prima presenza ufficiale arriva sabato 11 settembre 2010 al Manuzzi contro il neopromosso Cesena. I rossoneri, che secondo Zlatan avrebbero dovuto dominare la Serie A, escono clamorosamente sconfitti per 2-0 dai romagnoli, vittoriosi grazie alle reti di Bogdani e Giaccherini. Come se non bastasse proprio l'attesissimo Ibra fallisce il rigore che nella ripresa avrebbe potuto riaprire i giochi.

    Sicuramente non l'esordio che il campione e tutti i tifosi immaginavano. Ma la delusione dello sfortunato debutto sarà placata appena qualche giorno più tardi. In occasione del debutto in Champions League con i francesi dell'Auxerre, infatti, gara che si gioca mercoledì 15 settembre, Zlatan è il protagonista assoluto della vittoria dei suoi per 2-0. Lo svedese realizza la doppietta che consente alla squadra di Allegri di iniziare al meglio il suo percorso nel Gruppo G e domina in lungo e in largo sul terreno di gioco.

    Da lì in avanti Ibra si dimostra estremamente puntuale all'appuntamento con il goal: segna anche ad Amsterdam contro l'Ajax nella 2ª giornata di Champions e in campionato trova il suo primo sigillo alla 4ª giornata all'Olimpico contro la Lazio (1-1) e si ripete con Genoa (vittoria per 1-0 a San Siro), Napoli (1-2 al San Paolo) e Juventus (sconfitta per 1-2 al Meazza). Quando non segna lo svedese sforna assist, come in occasione dei due passaggi vincenti nel 3-1 sul Chievo.

    Dopo un altro goal e un assist al Palermo (3-1 a San Siro), il primo derby contro l'Inter, sua ex squadra, Ibra lo gioca il 14 novembre: finisce 0-1 per i rossoneri con un rigore che lui stesso trasforma, dimostrando la sua proverbiale personalità. Ma quella partita è ricordata anche per una sorta di regolamento di conti con il difensore dell'Inter Marco Materazzi.

    "Quando ero alla Juve e giocavo contro l’Inter, Materazzi mi fece un’entrata assassina e mi fece male - ricorderà lo svedese -. Come calciatore era cattivo. In quel derby sono tutti contro di me, nel secondo tempo Matrix mi carica e gli faccio una mossa di Taekwondo. L'ho mandato in ospedale. 'Perché l’hai fatto, Ibra?', mi chiede Stankovic. 'Ho aspettato questo momento per quattro anni. Ecco perché', gli rispondo".

    Dopo una vittoria sofferta per 2-3 sul Bari, il 4-3-3 viene messo in soffitta e il modulo ideato da Allegri per esaltare i campioni a sua disposizione, il 4-3-1-2, con Boateng o Seedorf alle spalle di Ibrahimovic e Robinho o in alternativa Pato quando sta bene, si rivela estremamente efficace e redditizio, oltre che spettacolare.

    Ibrahimovic, con il nuovo schieramento tattico, nonostante una sconfitta di misura con la Roma nell'ultima gara dell'anno solare, trascina i rossoneri in campionato al titolo di campioni d'inverno (+4 sul Napoli di Mazzarri), mentre in Champions arriva la qualificazione agli ottavi di finale nonostante due k.o. nel girone con Real Madrid e Ajax, entrambi in trasferta.

    Fra i goal siglati dallo svedese spicca la rovesciata volante con cui castiga la Fiorentina nell'1-0 di San Siro il 20 novembre a Milano. Fuori dal campo, invece, a far discutere è la furiosa rissa in allenamento con un altro gigante, il difensore statunitense Onyewu.

    Nella finestra invernale di calciomercato parte Ronaldinho, ma i rossoneri si rinforzano con gli innesti di Van Bommel a centrocampo, Emanuelson e Antonio Cassano in attacco. Ibrahimovic intanto non si ferma e fra la fine del girone di andata e l'avvio del girone di ritorno segna consecutivamente contro Udinese, Lecce, Cesena e Catania con la squadra di Allegri che ottiene 2 pareggi e 2 vittorie.

    In Serie A il Milan dimostra di avere un passo più veloce di tutte le rivali, e i 12 risultati utili consecutividal 6 gennaio al 13 marzo ne sono la riprova. Poi però l'eliminazione in Champions ad opera del Tottenham (0-1 a San Siro e 0-0 a Londra) genera grande nervosismo in Ibrahimovic e le sue prestazioni ne risentono.

    Lo svedese proprio il 13 marzo, nell'1-1 interno con il Bari, rifila un colpo a Marco Rossi e viene espulso e squalificato 2 giornate. Salta per squalifica la sfida col Palermo e il derby di ritorno (vinto comunque 3-0 dai compagni) e al suo rientro il 10 aprile con la Fiorentina rimedia altri 3 turni di stop per gli insulti al guardalinee in Fiorentina-Milan 1-2.

    In Coppa Italia, nonostante 2 goal realizzati dallo svedese fra andata e ritorno, i rossoneri escono in semifinale con il Palermo. Il traguardo Scudetto è però dietro l'angolo. In campionato Ibra rientra in campo il 7 maggio 2011 contro la Roma: la sfida dell'Olimpico si conclude 0-0 e consegna aritmeticamente il titolo ai rossoneri.

    Ibrahimovic ha mantenuto la sua parola: il Milan si laurea campione d'Italia per la 18ª volta precedendo di 6 lunghezze i rivali dell'Inter, dei quali spezza il predominio. I punti complessivi dei rossoneri sono 82, Ibra salta anche le ultime due giornate ma dà un contributo fondamentale con 14 reti in 29 presenze, che diventano 21 in 41 gare considerando tutte le competizioni.

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  • LA SUPERCOPPA ITALIANA E IL TITOLO DA CAPOCANNONIERE

    La seconda stagione in rossonero, il 2011/12 si apre per Ibrahimovic con il 2° titolo vinto nel giro di pochi mesi, ovvero la Supercoppa Italiana. A Pechino il 6 agosto i rossoneri di Allegri sconfiggono 2-1 in un'inedito derby all'estero i cugini nerazzurri. Per lo svedese, ma lui in quel momento non può saperlo, sarà anche l'ultimo della sua prima esperienza al Milan.

    Sotto il profilo personale, superato un infortunio agli adduttori a settembre che lo terrà lontano dai campi per una ventina di giorni, l'annata sarà la migliore in assoluto per Ibrahimovic con i colori rossoneri.

    Lo svedese si dimostra infatti una macchina da goal impressionante: realizza 13 goal nel solo girone di andata, con due doppiette rifilate alla Roma (vittoria per 2-3 all'Olimpico il 29 ottobre) e al Chievo (vittoria per 4-0 a San Siro il 27 novembre). Sembra il preludio di una nuova stagione esaltante, ma nonostante il Milan ottenga ancora una volta dalla 7ª alla 17ª giornata 12 risultati utili consecutivi (10 vittorie e 2 pareggi) si capisce presto che stavolta la Juventus sarà un osso duro per il titolo.

    Anche in Champions League lo svedese è scatenato: va a segno 4 volte nelle 4 partite giocate nel Girone H, fra cui anche con il Barcellona, sua ex squadra. I blaugrana però passano a San Siro 2-3 e la squadra di Allegri deve accontentarsi del 2° posto nel Gruppo H.

    Milan e Juventus chiudono appaiate l'anno solare 2011 con 37 punti. Ma sono i bianconeri di Antonio Conte a laurearsi campioni d'inverno, visto che nelle prime due gare del 2012 ottengono un pareggio col Cagliari e un successo a Bergamo sull'Atalanta, mentre i rossoneri perdono il derby di andata 0-1 e nonostante il successivo successo sul Novara chiudono il girone di andata con una lunghezza di ritardo dalla Vecchia Signora.

    Il 5 febbraio 2012, contro il Napoli, il Milan pareggia in casa con il Napoli 0-0, stesso risultato dei piemontesi in casa col Siena, ma perde il proprio centravanti: Ibra al 64' litiga con il difensore partenopeo Aronica e gli rifila un colpo proibito. Ne segue l'inevitabile espulsione e uno stop di tre turni.

    A causa della squalifica, l'attaccante svedese dopo Udinese e Cesena, gare comunque vinte dai compagni, non gioca nemmeno lo scontro diretto con la Juventus. La sfida passa alla storia come la partita del clamoroso goal non convalidato a Muntari, con la palla che aveva oltrepassato nettamente la linea di porta. Sarebbe potuto essere il 2-0 per la squadra di Allegri, e invece il big match termina sul risultato di 1-1 con una rete nel finale di Matri dopo il vantaggio di Nocerino.

    Decisamente meglio a Ibra e compagni era andata in Champions League: grazie al 4-0 di San Siro, con lo svedese autore di un goal e 2 assist, la sconfitta per 3-0 a Londra con l'Arsenal è indolore e consente ai rossoneri di accedere ai quarti di finale. Ma il rapporto fra l'attaccante e la Champions continua ad essere poco fortunato: la squadra di Allegri saluta infatti l'Europa nel turno successivo, uscendo di scena ai quarti contro il Barcellona, vittorioso 3-1 al Camp Nou dopo il pareggio per 0-0 a San Siro.

    Se in Coppa Italia stavolta è la Juventus a estromettere i rossoneri dalla finale (1-2 al Meazza e 2-2 a Torino dopo i supplementari), in campionato il braccio di ferro con i bianconeri di Conte si protrae fino alle ultime giornate, anche perché Ibra riprende a segnare a raffica, con una tripletta al Palermo e le doppiette a Roma e Siena. Alla penultima giornata si gioca però il derby. L'Inter va in vantaggio con Diego Milito, ma proprio Ibrahimovic pareggia allo scadere del primo tempo trasformando un rigore dubbio assegnato dall'arbitro ai rossoneri.

    A inizio ripresa lo svedese si ripete, portando i rossoneri sul provvisorio 1-2. Per un momento giocatori e tifosi sono convinti di potersi giocare ancora lo Scudetto. Invece l'Inter cambia marcia, vince 4-2 con altri 2 goal di Milito e la rete di Maicon e consegna di fatto il Tricolore alla Juventus di Conte, vittoriosa in contemporanea per 2-0 sul Cagliari.

    Ibrahimovic può comunque 'consolarsi', per così dire, con il titolo personale di capocannoniere della Serie A vinto con 28 reti in 32 gare (ma in tutto ne segna 35 in 44 partite), 4 in più del suo primo inseguitore, il rivale nerazzurro Diego Milito. Per lo svedese è la seconda vittoria della classifica di re dei bomber in Italia, ma anche la prima stagione della sua permanenza in Italia senza vincere lo Scudetto (sebbene quelli bianconeri gli saranno tolti per Calciopoli).

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  • IL PRIMO ADDIO NEL 2012 PER APPRODARE A PARIGI

    I tifosi rossoneri, forti del contratto quadriennale firmato al suo arrivo dallo svedese, già immaginano una stagione 2012/13 di riscatto per il Milan e Ibrahimovic. Ma, inaspettatamente per molti, il fuoriclasse svedese, dopo Euro 2012, il 18 luglio lascia la Serie A per trasferirsi al PSG all'età di 30 anni, firmando un triennale ricchissimo da 14 milioni di euro a stagione. Zlatan racconterà le dinamiche di quell'addio nell'autobiografia 'Io sono il calcio', uscita nel 2018.

    "Galliani mi disse: 'Non hai niente di cui preoccuparti Ibra, non ti cederemo'. Alcune settimane dopo mi trovavo a Vaxholm, dove avevamo una casa vacanze. Ero appena tornato da un'uscita sulla moto d’acqua e cosa vedo sul display del telefonino? Cinque chiamate senza risposta di Mino (Raiola, ndc)... Gli avevo fatto giurare di non chiamarmi durante le ferie, quindi capii che qualcosa bolliva in pentola. 'Dobbiamo parlare', mi disse. Ti chiamerà Leonardo'. 'E chi sarebbe Leonardo?', pensai. Poi collegai. Leonardo... Il direttore sportivo del Psg. 'Ascolta, non voglio parlarci. Tanto non vado da nessuna parte, me l’ha confermato Galliani, non vogliono vendermi'. Allora Mino aggiunse in tono secco: 'Già, vedi, in realtà ti hanno già venduto'...".

    La prima esperienza al Milan di Ibrahimovic si conclude dunque con un bilancio di 2 titoli di squadra e uno individuale, 85 presenze totali, 56 goal e 24 assist per i suoi compagni.

    In Francia Zlatan inaugura un ciclo di trionfi per i parigini, per poi fare ulteriori esperienze con il Manchester United in Inghilterra (con i Red Devils riporta anche un grave infortunio, rompendosi il legamento crociato del ginocchio destro, e restando 7 mesi lontano dai campi) e i Los Angeles Galaxy nell'MLS.

  • IL RITORNO IN ROSSONERO NEL DICEMBRE 2019

    Mentre Ibrahimovic, nonostante l'età che avanza, continua a segnare e vincere anche lontano da Milano, il Milan senza di lui in 7 anni riesce a conquistare soltanto una Supercoppa Italiana. Nella stagione 2019/20 i rossoneri partono con Marco Giampaolo in panchina, ma dopo i risultati deludenti ottenuti da quest'ultimo, il 9 ottobre 2019 affidano la panchina a Stefano Pioli.

    I primi mesi non sono semplici per il tecnico parmense, che nell'ultima partita prima della sosta natalizia del campionato di Serie A, crolla 5-0 in casa dell'Atalanta. La pesante debacle spinge la società ad un ritorno di fiamma con l'attaccante svedese, e la trattativa ha una decisa accelerata proprio a ridosso delle festività natalizie.

    A preannunciare il buon esito della trattativa è lo stesso campione svedese, che sul suo futuro dichiara:

    "Torno nella città e nel club che amo".

    La società, intanto, lancia il claim "IZ back". Ormai non ci sono più dubbi, e il clamoroso ritorno di Ibra al Milan diventa ufficiale il 27 dicembre 2019, 6 anni e mezzo dopo l'addio per approdare a Parigi. Stavolta l'attaccante, ormai trentottenne, prende la maglia numero 21, visto che la 11 è occupata da Fabio Borini, e firma un contratto di 6 mesi con opzione di rinnovo per un altro anno.

    Il campione svedese sbarca a Milano il 2 gennaio 2020, atterrando come la prima volta nell'aeroporto di Linate.

    "Mi ricordo tanti anni fa, sempre lo stesso posto - sono le sue prime parole -. L'importante è essere qui, sono contento. Ho sempre detto cheMilano è casa mia, finalmente sono qui: sono stato in altre squadre, ma ora sono tornato.Aspetto tutti a San Siro, li farò saltare di nuovo".
    "Il numero lo hanno scelto i miei figli - precisa -. Gli ho fatto vedere quelli rimasti a disposizione e hanno scelto il 21. Come era il figlio Zlatan? Proprio come il papà di oggi, con tanta fame, voglia e fiducia".
    "L'obiettivo è di aiutare la squadra a migliorare la situazione e fare il meglio possibile anche dal punto di vista individuale - afferma -. Ho tanti bei ricordi del Milan, tutti positivi: grande storia, grande squadra e grande San Siro. Nelle ultime tre settimane ho parlato più con Boban e Maldini che con mia moglie. Però è andato tutto bene e adesso sono qua. Nella mia vita non ho mai avuto paura e con questo ritorno al Milan lo Zlatanometro ha segnato quota 200".

    Nella stessa giornata svolge le visite mediche e sostiene il primo allenamento con i compagni. Da subito si instaura un bel rapporto con l'allenatore e il gruppo.

    "Riporterò il Milan dove merita - promette durante la presentazione ufficiale -, e quindi a vincere il campionato".
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  • I RECORD, IL 2° SCUDETTO E L'INTERVENTO AL CROCIATO

    Il secondo debutto di Ibrahimovic con il Milan è datato 6 gennaio 2020. Come il primo esordio, però, anche il secondo non sarà memorabile: Zlatan subentra nella ripresa al posto di Piatek e la sfida interna con la Sampdoria si conclude senza goal.

    Come già nel 2010, però, anche stavolta la seconda gara lo sblocca: l'11 gennaio alla Sardegna Arena Ibra va a segno e mette la sua firma sulla vittoria per 0-2 dei suoi contro il Cagliari. Il 9 febbraio 2020, Il 9 febbraio, con il goal nella sconfitta contro l'Inter per 4-2, diventa il marcatore più vecchio di sempre nel derby di Milano all'età di 38 anni e 129 giorni battendo il primato appartenente a Nils Liedholm, che il 26 marzo 1961 segno all'Inter all'età di 38 anni e 43 giorni. Il 15 luglio, nella vittoria per 3-1 sul Parma, raggiunge quota 100 gare con il Milan in tutte le competizioni.

    Nonostante una stagione fortemente condizionata dalla pandemia da Coronavirus, Ibrahimovic dimostra di non aver perso il vizio del goal con l'età, e tra gennaio e agosto 2020 segna 11 gol in 20 presenze con il Milan, portando grande entusiasmo nello spogliatoio e fra i tifosi, e imponendosi con la sua leadership caratteriale.

    Il 7 luglio 2020 Ibra con un goal e un assist è il protagonista principale della vittoria per 4-2 sulla Juventus, tanto che a fine gara lo svedese dichiara:

    "Se arrivavo al Milan dal primo giorno, vincevamo lo Scudetto".
    "Ibra gioca sempre per vincere qualcosa o sta a casa. Se resto vinciamo lo Scudetto", ribadisce.

    Il 2019/20, pur con una notevole rimonta, si chiude con un 6° posto finale per i rossoneri che vale la qualificazione ai preliminari di Europa League dopo un anno di esclusione dalle competizioni europee per aver violato il fairplay finanziario nei trienni 2014-17 e 2015-18. In Coppa Italia invece la Juventus passa nelle semifinali con un doppio pareggio favorevole, 1-1 a San Siro e 0-0 all'Allianz Stadium.

    Nel 2020/21 il Milan esercita l'opzione del rinnovo e Ibrahimovic è confermato in rosa. Lo svedese può riabbracciare la storica maglia numero 11 e inizia l'anno a suon di reti. Nelle prime 8 giornate realizza ben 4 doppiette, fra cui pesano quelle contro l'Inter nel derby di andata (1-2 per i rossoneri il risultato), contro la Roma (3-3 a San Siro) e contro il Napoli (successo per 1-3 al San Paolo).

    Le 2 marcature nella stracittadina gli consentono di migliorare ulteriormente il primato di marcatore più anziano nella storia del derby della Madonnina (39 anni e 14 giorni), mentre i 10 goal firmati nelle prime 6 presenze di campionato gli consentono di battere un altro record detenuto da Silvio Piola, diventando il più anziano a realizzare almeno 10 reti nei primi 8 turni di Serie A.

    Anche in Europa League il cammino del Milan è esaltante: Ibra va subito a segno a settembre nel 2° Turno preliminare con lo Shamrock Rovers, poi salta per Coronavirus Bodø/Glimt e l'epica sfida con il Rio Ave, che i rossoneri si aggiudicano dopo un interminabile serie di rigori.

    Meno positive sono le prime partitete nel Girone H, poi a causa di problemi muscolari, lo svedese deve fermarsi a lungo. Salta diverse sfide in campionato e in Europa, rientrando soltanto a inizio 2021 nella gara vinta in casa col Torino in campionato (2-0), in cui disputa gli ultimi 5 minuti.

    In Coppa Italia, eliminato il Torino agli ottavi, ai quarti c'è il Derby con l'Inter, che si impone 2-1 e accede alle semifinali. Ibrahimovic si scontra ferocemente con Lukaku, e viene espulso al 58' per doppio giallo, favorendo il compito dei nerazzurri. Lo scontro fra i due 'giganti' sarà riproposto in un murale nei pressi di San Siro.

    Nella seconda parte della stagione Zlatan segna con minore regolarità ma dà comunque il suo apporto alla squadra di Pioli: in Europa League i rossoneri si arrendono agli ottavi al Manchester United (1-1 ad OId Trafford, 0-0 a San Siro con Ibra in campo), mentre in Serie A lo svedese mette a segno comunque due doppiette con il Cagliari e Crotone, gara quest'ultima nella quale supera i 500 goal in carriera con i club, diventando il 3° a riuscirci nel nuovo millennio.

    A fine stagione il Milan chiude al 2° posto in campionato alle spalle dell'Inter campione, e fa dunque il suo ritorno in Champions League, mentre Ibrahimovic mette insieme comunque 17 goal in 25 presenze, che lo incoronano nonostante l'età avanzata miglior marcatore stagionale della squadra.

    Nonostante l'età e gli infortuni che aumentano, la società considera Ibra una pedina fondamentale della squadra e il 22 aprile 2021 lo svedese firma il rinnovo col Milan per un altro anno con opzione per un secondo anno.

    "Sono molto felice, questa è casa mia: se posso, resto per tutta la vita", dichiara lo svedese dopo la firma.

    Il 2022/23 sarà l'anno buono per Ibra e per il Milan. Lo svedese, ormai pienamente calato nel doppio ruolo di leader carismatico del gruppo e uomo decisivo sul campo, trascina la squadra ad uno storico Scudetto 11 anni dopo il primo vinto in rossonero.

    Saltate le prime due gare per problemi al ginocchio, Ibra fa l'esordio stagionale alla 3ª giornata contro la Lazio, gara in cui va subito a segno e diventa lo straniero più anziano ad aver segnato in Serie A (39 anni e 344 giorni), battendo il primato del portoghese Bruno Alves.

    Mentre il Milan vola in vetta alla classifica assieme al Napoli, il campione svedese colleziona primati in serie. Il 16 ottobre 2021, subentrando nel secondo tempo della sfida casalinga con il Verona, vinta 3-2, raggiunge le 100 presenze in Serie A con il Milan. Una settimana dopo, il 23 ottobre, con il goal siglato nel finale di Bologna-Milan 2-4 diventato il 4° giocatore a segnare in Serie A dopo aver compiuto 40 anni (40 anni e 20 giorni): prima di lui c'erano riusciti Costacurta, Piola e Vierchowod.

    Sette giorni più tardi, con il gol siglato alla Roma su punizione, raggiunge le 400 segnature nei campionati nazionali, di cui 150 nella sola Serie A. Il mese seguente, dopo la ripresa del massimo campionato, fermatosi per la pausa delle Nazionali, il 20 novembre rifila 2 reti alla Fiorentina e diventa il calciatore più anziano capace di realizzare una doppietta in Serie A, strappando il primato in questo senso a Francesco Totti.

    Tanti numeri, certo, utili a far capire il peso avuto dal campione svedese sulla stagione della squadra di Pioli. All'avvio sprint con 10 vittorie e 2 pareggi (con Juventus e Inter), risultati che costituiscono la miglior partenza di sempre della storia rossonera, seguono 2 passi falsi con la Fiorentina in trasferta (4-3) e il Sassuolo in casa (1-3) che consentono al Napoli di prendere la vetta della classifica.

    In Champions League, invece, la squadra di Pioli paga l'inesperienza e viene estromessa già dalla fase a gironi, chiudendo all'ultimo posto con 4 punti un girone di ferro con Liverpool, Porto e Atletico Madrid.

    Il Diavolo reagisce al momento critico battendo Genoa (0-3, gara in cui perde per infortunio Kjaer) e Salernitana (2-0), e portandosi per la prima volta al comando solitario. Poi tuttavia un pari sudato alla Dacia Arena con l'Udinese (1-1, rete decisiva nel finale proprio di Ibrahimovic, autore del suo 300° goal nei top 5 campionati europei) e il terzo scivolone contro il Napoli (0-1 al Meazza), seguiti dal ritorno al successo con l'Empoli (4-2) portano i rossoneri a chiudere il girone di andata al 2° posto con 42 punti, a -4 dall'Inter campione d'inverno.

    Proprio i nerazzurri di Simone Inzaghi appaiono i favoriti per bissare il tricolore vinto l'anno precedente con Antonio Conte. Ma nel girone di ritorno il Milan compie l'impresa. Se Ibra inizia ad essere tormentato dai guai fisici, in particolare dal legamento crociato del ginocchio sinistro, ridotto in pessime condizioni, e le sue presenze in campo e i goal si riducono, la squadra, forte moralmente anche del suo apporto da uomo spogliatoio, inanella risultati positivi su risultati positivi.

    Dopo due convincenti vittorie con Roma eVenezia, squadra cui Ibrahimovic segna quello che sarà il suo 8° e ultimo goal stagionale il 9 gennaio, c'è lo stop inatteso in casa con lo Spezia (1-2), propiziato anche da una direzione arbitrale molto contestata. Segue un pareggio senza goal con la Juventus, che porta la squadra di Pioli al Derby di ritorno con lo stesso distacco del girone di andata: -4 dai nerazzurri.

    Questi hanno i favori del pronostico, invece, dopo essersi portati in vantaggio con Perisic sul finire della prima frazione, vengono prima raggiunti e poi superati da una doppietta di Giroud, destinato progressivamente a prendere il posto da titolare a Ibrahimovic, sul finire di gara. La vittoria sull'Inter ha il potere di alimentare le speranze del Milan.

    Il successo, ottenuto senza lo svedese, infortunato per problemi al tendine d'Achille e ospite a Sanremo da Amadeus e Fiorello, non senza polemiche, ha il potere di lanciare i rossoneri, mentre i cugini nerazzurri incappano in una lunga serie negativa. Nelle successive tre partite, ancora senza Ibra, arrivano una vittoria targata Rafael Leão con la Sampdoria (1-0) e 2 pareggi con Salernitana (2-2) e Udinese (1-1).

    I risultati, pur non irresistibili, proiettano i rossoneri al comando, anche se il Napoli si riavvicina. Da lì in avanti però una difesa di ferro e un attacco cinico, con il campione svedese relegato a sostituto, fanno volare il Diavolo che stacca le dirette pretendenti con altre 11 gare senza sconfitte (9 vittorie e 2 pareggi) e conquista matematicamente il 19° titolo della sua storia il 22 maggio 2022, battendo 0-3 al Mapei Stadium il Sassuolo.

    Fra i risultati vanno evidenziati il colpo al Maradona contro il Napoli (0-1, ancora a segno Giroud) e la sconfitta a sorpresa dell'Inter nel recupero con il Bologna, che mantiene i nerazzurri a -2 dalla vetta fino alla fine del torneo. Ibrahimovic, certamente non al meglio delle condizioni fisiche, contribuisce con un assist pesante per Tonali il 22 aprile 2022 nella vittoria determinante per 1-2 contro la Lazio all'Olimpico.

    Oltre che naturalmente con i suoi discorsi motivazionali ai compagni, che anche grazie a lui, mantengono sempre alta la concentrazione e centrano l'obiettivo. Dopo l'aritmetica certezza del tricolore, Ibrahimovic, al suo 2° Scudetto in rossonero 11 anni dopo il primo, si lascia andare negli spogliatoi ad un significativo discorso alla squadra.

     "Voglio ringraziarvi tutti - dice Zlatan ai compagni negli spogliatoi di Reggio Emilia, parole cui segue un urlo liberatorio -. Quando abbiamo iniziato, quando sono arrivato io, non tanti credevano in noi. Quando abbiamo capito di fare sacrifici, di soffrire, di credere e lavorare insieme siamo diventati un gruppo. Così oggi siamo campioni d'Italia. Non è stato facile, ma questo campionato l'abbiamo vinto come gruppo. Sono orgoglioso di voi e ora festeggiato come campioni perché Milano non è Milan, Italia è Milan".

    Lo svedese chiude l'annata 2021/22 con 8 goal in 27 gare in tutte le competizioni, e 3 giorni dopo il trionfo si sottopone ad un intervento chirurgico al crociato anteriore del ginocchio sinistro che lo aveva tormentato per tutto il girone di ritorno. Deve restar fuori 7-8 mesi.

     "Negli ultimi sei mesi ho giocato senza il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro- rivela il campione su Instagram -. Ho il ginocchio gonfio da sei mesi. Ho potuto allenarmi con la squadra solo 10 volte negli ultimi sei mesi. Ha fatto più di 20 iniezioni in sei mesi. Ho svuotato il ginocchio una volta alla settimana per sei mesi. Ho preso antidolorifici ogni giorno per sei mesi. Ho dormito a malapena per sei mesi a causa del dolore. Non ho mai sofferto così tanto dentro e fuori dal campo".
    "Ho reso qualcosa di impossibile in qualcosa di possibile - prosegue -. Nella mia mente avevo un solo obiettivo, rendere i miei compagni di squadra e il mio allenatore campioni d'Italia perché ho fatto loro una promessa. Oggi ho un nuovo legamento crociato anteriore e un altro trofeo".
  • L'INCUBO INFORTUNI, UN ANNO AI MARGINI E GLI ULTIMI RECORD

    La riabilitazione di Ibrahimovic, che il 18 luglio 2022 rinnova per un altro anno il suo contratto con il Milan, dopo il delicato intervento si rivela tuttavia lunga e Zlatan deve rinviare più volte il suo ritorno in campo.

    Per lui sarà già un successo esserci. Mentre la squadra, pur avanzando in Champions League fino ai quarti di finale, stenta in campionato e perde diverse partite, in tanti si chiedono se e quando Ibra tornerà a giocare.

    Dopo tanti mesi di tribolazione, nel febbraio 2023 Ibra rivede la luce. Pioli lo porta in panchina contro Torino e Monza, poi gli concede il ritorno in campo dopo 280 giorni di assenza il 26 negli ultimi 16 minuti della gara vinta 2-0 al Meazza con l'Atalanta.

    Zlatan diventa così il giocatore di movimento più anziano del Milan a giocare una gara nella massima serie (41 anni e 146 giorni) nell’era dei tre punti a vittoria, superando Alessandro Costacurta (41 anni e 25 giorni).

    "Questo stadio mi mancava molto- dichiara a 'Sky Sport' e 'DAZN' -, i tifosi mi danno forza e adrenalina. Senza l'aiuto dei fan sarebbe difficile, ma mi sento bene. È un anno e due mesi che non mi sentivo come mi sento oggi.Sono contento di essere tornato a fare ciò che so fare. Mi sentivo libero, oggi".
    "Ho sofferto molto, negli ultimi sei mesi - ammette -. Volevo aiutare a tutti i costi e non potevo stare in campo. Ho capito che quando non stai bene non puoi aiutare la squadra, ci ho provato in tutti i modi. Avrei potuto fare questo intervento anche prima, ma ho fatto una promessa al mister. Gli ho detto che avrei aiutato la squadra e alla fine abbiamo vinto. Non ho mai sofferto così tanto come ho sofferto per lo Scudetto del Milan. Per me è stato un anno difficile".

    Sul suo futuro professa ottimismo.

    "Ogni allenamento miglioro sempre di più - assicura -, e ne ho fatti solo tre. Immagina con una decina come posso stare. Mi manca giocare, se sto bene sono ancora il migliore. Avevo detto che avrei fatto saltare San Siro, e così è stato. Non faccio parte del passato, ma del presente. Voglio dare filo da torcere ai miei colleghi. Io penso di poter giocare tutta la partita, non gli ultimi cinque minuti. Chi la pensa così, allora va a casa".

    Il campione svedese guadagna minutaggio nelle successive partite contro Fiorentina (24 minuti) e Salernitana (28) per poi essere lanciato come titolare da Pioli il 18 marzo alla Dacia Arena contro l'Udinese.

    I rossoneri vengono sconfitti 3-1 dai friulani, ma Zlatan segnando su rigore il punto della bandiera per i suoi diventa il più vecchio realizzatore di ogni tempo del massimo campionato italiano all'età di 41 anni e 166 giorni, strappando il primato sempre a Costacurta (41 anni e 25 giorni).

    Non solo: per l'occasione il numero 11 svedese indossa per la prima volta la fascia da capitano del Milan e diventa così il più vecchio capitano della storia rossonera. Ma il momento felice dura poco: le 4 presenze consecutive fra febbraio e marzo saranno, con ogni probabilità, anche le sole della stagione.

    Tornano infatti gli infortuni: prima lo svedese salta 3 partite per un problema muscolare alla coscia, poi è convocato nuovamente per la gara del 23 aprile contro il Lecce ma a margine della sfida riporta un trauma più serio, una lesione del gemello mediale del polpaccio destro che lo costringe ad un nuovo stop.

    Il Milan ad aprile decide di non rinnovargli il contratto. Per l'ultima gara della stagione, il 4 giugno, Zlatan avrebbe voluto esserci, ma a pochi giorni dalla sfida con il Verona lo svedese lavora ancora a parte rispetto ai compagni.

    La società potrebbe riservargli uno spazio, un momento tutto suo per congedarsi dai tifosi che tanto ha amato e per i quali ha dato tempo. Tuttavia non poterlo fare dal campo, per un guerriero come lui, rappresenta comunque una grande amarezza.

    La passerella con il Verona sarà in ogni caso la sua ultima apparizione da giocatore rossonero, dopo tre trofei vinti, grandi emozioni, tanti record stabiliti e un bilancio personale di 93 goal complessivi in 163 partite disputate in tutte le competizioni. Anche per gli dei del calcio arriva un momento in cui bisogna arrendersi all'età che avanza.

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