PSG-Bayern Monaco, come ogni cosa soggettiva del mondo sportivo e non, ha diviso i tifosi. C'è chi ha esultato durante e dopo la sfida terminata 5-4 per i francesi e chi invece ha evidenziato come le difese abbiano fatto acqua da tutte le parti. Nel parlare dell'andata delle semifinalo, però, praticamente tutti hanno avuto modo di paragonarla allo 0-0 di Milan-Juventus, in cui oltre ai goal sono mancate anche le emozioni. In Serie A non solo si segna pochissimo, ma le difese non hanno neanche quella qualità eccessiva dal giustificare la mancanza di reti. Poche idee, poco spettacolo, poco tutto. E il campionato 2025/2026 vola verso un record negativo di marcature.
Da alcuni anni la Serie A soffre la mancanza di attaccanti italiani in grado di trascinare la Nazionale, fuori dai Mondiali per tre volte consecutive, ma in generale di bomber capaci di alzare il numero di reti. In passato il campionato della penisola ha sempre fatto parlare di sè per l'attenzione maniacale in difesa rispetto all'attacco, ma durante le stagioni di inizio anni 2000, così come nei decenni precedenti, i fuoriclasse e i campioni offensivi avevano avuto la capacità di far registrare una buona media reti totale della propria squadra e del campionato, nonostante lontana da alcuni standard europei. Ora, però, tutto è cambiato. E la situazione continua a crollare anno dopo anno.
Basti pensare, del resto, che la Serie A 25/6 rischia di passare alla storia come il campionato con meno reti realizzate sin dal ritorno delle venti squadre deciso per il 2004/2005. Con appena quattro turni ancora da disputare, la media realizzativa del campionato è di gran lunga la peggiore dell'ultimo ventennio: resta da vedere se le 39 partite finali (visto l'1-2 tra Pisa e Lecce che ha aperto il 35esimo turno portando in B i toscani) riusciranno ad evitare uno dei tanti record negativi realizzativi che potrebbero verificarsi in questo maggio 2026.




