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Pinamonti SassuoloGetty

Lo specchio delle difficoltà azzurre in Serie A: nessun italiano è in doppia cifra

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La mancata partecipazione al Mondiale 2026, la terza consecutiva, rappresenta solamente il punto più basso dell'ultimo ventennio azzurro, lontano da standard di eccellenza anche nei tornei 2010 e 2014. Escludendo la finale dell'Europeo vinta nel 2021 e quella persa con la Spagna nove anni prima, anche in campo continentale la discesa è evidente da tempo. Il movimento fatica a creare nuovi fuoriclasse, o almeno campioni, in maniera sempre maggiore.

Sembra assurdo ricordarlo, ma per vincere una partita occorre segnare più dell'avversario, e in un calcio sempre più votato all'attacco, una Nazionale storicamente in grado di segnare poche reti difficilmente può sopravvivere. Ancor più considerando come l'Italia manchi di attaccanti in grado di segnare, tanto che nel 2025/2026, con il 34esimo turno in corso e una manciata di giornate rimanenti, nessun giocatore azzurro di Serie A ha ancora raggiunto la doppia cifra.

Un dato considerevole, impensabile negli altri campionati europei in cui i diversi esponenti locali riescono a brillare con reti su reti, anche se in misura ridotta rispetto al passato. La riduzione in Bundesliga, Premier League, Liga, Ligue 1, ma anche in Eredivisie, Portuguese Liga e via dicendo, non è minimamente paragonabile a un Serie A in cui gli attaccanti italiani praticamente non esistono, in un torneo che vede in generale pochissimi stranieri in doppia cifra. Tanto che per la prima volta nella storia dei campionati a venti squadre il capocannoniere potrebbe vincere la classifica marcatori con meno di venti reti.

  • ARRIVARE AL MINIMO

    Quattro partite al termine della Serie A. O cinque, visto un 34esimo turno attualmente in corso. A meno di exploit notevoli tra fine aprile e maggio, solamente alcuni giocatori che fanno attualmente parte della Nazionale azzurra o che vi hanno fatto parte in passato, possono raggiungere e/o superare le dieci reti complessive.

    A otto reti si trovano Pinamonti, Scamacca, Kean e Orsolini, in grado di giocare gran parte del campionato come titolari, escludendo ovviamente alcuni periodi passati ai box per infortunio.

    Un goal in meno per Berardi, Bonazzoli e Colombo, mentre hanno fin qui registrato sei marcature Moreo, Mandragora, Dimarco e i fratelli Esposito, Sebastiano e Francesco Pio.

    Una top ten italiana in cui sono presenti non solo centravanti, ma anche centrocampisti ed esterni.

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  • GLI ULTIMI ANNI

    Il 2025/2026 è una stagione assolutamente preoccupante riguardo la mancanza di giocatori italiani in grado di segnare dieci o più reti. Ma gli ultimi anni, eccezion fatta per la scorsa annata, sono stati quasi sempre simili all'attuale.

    Basti pensare che nel 24/25 Retegui e Kean conclusero al primo e al secondo posto nella classifica marcatori, con Orsolini e Lucca presenti in top ten.

    Nella stagione precedente, invece, furono appena tre i giocatori italiani in doppia cifra, ovvero Pinamonti, Orsolini e Scamacca: sempre loro.

    Zaccagni, Orsolini, Berardi e Immobile segnarono 10 o più reti nel 22/23, la prima vera annata in cui la mancanza di marcatori locali si è fatta realmente sentire.

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