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Come il Giappone è diventata la squadra più in forma al mondo: una macchina inarrestabile

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Ogni volta che il Giappone si mette in mostra, soprattutto durante i Mondiali, si parla prevalentemente di due cose. Di come la Nazionale nipponica sembra essere uscita da Holly e Benji, anime con cui è conosciuto Captain Tsubasa in Italia sin dagli anni '80, e di come i tifosi puliscano lo stadio in cui hanno tifato fino a pochi minuti prima. Stop.

Come se la rappresentativa del Sol Levante fosse solo questa, ben lontana però dall'essere ancora una sorpresa, da qualsiasi punto di vista.

Il Giappone, nel 2023, è una realtà del calcio mondiale. La programmazione, i risultati e la crescita dei suoi giocatori in giro per l'Europa hanno portato la rappresentativa ad avere una crescita esponenziale, tanto da divenire la squadra più in forma del pianeta negli ultimi mesi.

Ci sono voluti tre decenni per vedere il Giappone prendersi la scena, e nonostante non sia certo riuscita a vincere un Mondiale o finire sul podio, la realtà delle cose vede i Samurai aver ormai raggiunto uno status di primo livello, in attesa di vederli realmente competere per una delle prime posizioni alla Coppa del Mondo, magari già a partire dall'edizione 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti. Per la quale non dovrebbero esserci certo problemi di qualificazione.

Certo, sarà il campo a parlare, ma la sensazione è che il pass per il prossimo Mondiale possa essere ottenuto con relativa facilità.

  • SEI VITTORIE DI FILA

    Si parla di amichevoli, considerando come le qualificazioni per i Mondiali non siano ancora iniziate e il Giappone abbia già ottenuto quella per la Coppa d'Asia di gennaio 2024, competizione inizialmente prevista nel 2023, ma la formazione nipponica ha avuto una marcia in più in ognuna di queste.

    Basti pensare come sia riuscita a rifilare quattro reti ad una squadra solida come la Germania, per nulla abituata a subire così tanti goal. Il Giappone, di fatto, ha causato l'esonero di Flick e quello di Kuntz, ex commissario tecnico della Turchia anch'esso colpito da quattro reti.

    Non sono stati gli unici, considerando come nel 2023 anche il Canada è caduto sotto i colpi del Giappone, riuscito a segnare un totale di dodici reti nelle tre sfide. Un totale di sei vittorie di fila, nelle quali ha anche surclassato El Salvador con sei centri.

    A completare il quadro, altre quattro reti al Perù e due alla Tunisia, per un totale di 24 goal in appena sei partite, subendone quattro.

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  • IL PROGETTO DNA

    Il Giappone ha sempre puntato tutto sulla velocità, meno sulle capacità fisiche dei suoi giocatori. Nel 2016 ha creato un piano denominato 'Progetto DNA', che sembra uscito da un titolo Capcom e dalla serie Resident Evil.

    Di cosa si tratta? Di un piano per sviluppare il talento naturale dei calciatori giapponesi, che nonostante abbiano sempre avuto una marcia in più in termini di velocità spesso non sono stati in grado di sostenere regolari scatti di accelerazione.

    La federazione ha così inviato i propri allenatori a studiare i metodi di allenamento delle squadre europee, così da permettere ai propri interpreti di utilizzare la velocità in maniera costante e non solamente in maniera limitata durante le partite di qualificazione o all'interno dei grandi tornei continentali ed internazionali.

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  • kamada(C)Getty Images

    GIOCARE IN EUROPA

    Il Giappone ha pochi rivali in Asia, tanto da aver ottenuto la qualificazione ai Mondiali tramite il percorso locale nel 1998, 2002, 2006, 2010, 2014, 2018 e 2022. Insomma, dagli anni '90, quando il calcio giappone ha cominciato a svilupparsi, non ha mai fallito.

    All'epoca nessun giocatore della Nazionale nipponica militava in Europa, nemmeno il precursore Hidetoshi Nakata che sbarcherà in Serie A proprio grazie alle partite di Francia '98, così come il flop Nanami. Il mondiale transalpino ha dato il via all'arrivo dei giapponesi in Europa, così da dimostrare la loro crescita.

    Da allora, sempre più giocatori della Nazionale giapponese sono stati convocati grazie alle loro prestazioni nel Vecchio continente: basti pensare che nel 2022 si è arrivati a 19 su 26.

    I giapponesi giocao in Bundesliga, Premier League, Serie A. Non sono più ai margini, ma sono una parte importante nel macro-cosmo degli stranieri in giro per l'Europa.

    Parliamo di Kubo, Kamada, Ito, Furuhaski, Morita, Tanaka, Ueda, Minamino: nomi che i tifosi di tutta Europa hanno imparato a conoscere negli ultimi anni.

  • 20231017_Yokohamafc(C)Getty images

    CRESCERE PAZIENTEMENTE

    Captain Tsubasa, o Holly e Benji che sia, sarà un luogo comune, ma di fatto è stato essenziale per la crescita del calcio in Giappone. Sempre più giovani nipponici si sono innamorati dello sport più famoso al mondo grazie alle gesta di Ozora/Holly, Hyuga/Lenders o Wakabayashi/Benji.

    All'epoca gli stadi e le infrastrutture erano in condizioni negative, ma con l'arrivo di campioni come Lineker e Zico, la federazione ha optato per un cambio di rotta, decidendo di puntare sugli investimenti e su un piano di crescita.

    Di fatto non si puntava a risultati immediati, ma ad una crescita paziente per far imparare ai giocatori come posizionarsi in campo e giocare senza la pressione della vittoria.

    Negli anni '90 è stata creata la “J. League 100-Year Vision”, con l'obiettivo di avere 100 club professionistici e vincere i Mondiali entro il 2092.

    Dopo la J League, è nata anche la seconda e la terza serie, con 60 club professionistici e un'attenzione massima sulla sua evoluzione.

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  • japan tunisia kubo highlightGetty Images

    COPPA D'ASIA E MONDIALI

    Il Giappone viene da un Mondiale a dir poco positivo. Ha battuto Spagna e Germania, due delle grandi potenze del pianeta, per poi essere eliminata solamente ai rigori dalla Crozia, alla fine terza classificata.

    Ha dimostrato di poter giocare palla a terra e con ripartenze devastanti, ha fatto capire che può giocarsela con chiunque. Non è più una sorpresa, ma una certezza del calcio mondiale.

    A questo punto il Giappone è per forza di cose la grande favorita della Coppa d'Asia del 2024, nonostante si parli di un torneo che ha sempre regalato sorprese e sovvertito i pronostici.

    La formazione nipponica è comunque quella con più successi nella storia del torneo, di cui ultimo nel 2011: dovrà vedersela con Australia, Iran, Corea del Sud ed Arabia Saudita, principalmente, ma è posizionata nella prima fila dei pronostici.

    La prestazione in Coppa d'Asia, dopo un 2022/2023 incredibile, servirà a fare il punto anche in vista del 2026. Il Giappone può vincere i Mondiali? Troppo presto per dirlo, ma di certo superare la fase a gironi sembra essere un obiettivo alla portata in caso di qualificazione. Così come quello di accedere ai quarti. E da lì, chi può dirlo?

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