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Gasperini Ranieri RomaGetty Images

Gasperini sulle parole di Ranieri: "Intervista inaspettata, da parte sua mai questi toni"

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Giornata di vigilia in casa Roma.

Sabato sera Gian Piero Gasperini affronta il suo passato: all'Olimpico arriva l'Atalanta guidata da Raffaele Palladino, reduce dalla sconfitta contro la Juventus e che si appresta mercoledì prossimo a ospitare la Lazio nel ritorno della semifinale di Coppa Italia.

Vietato sbagliare per giallorossi e Dea, divise in classifica da 4 punti: i padroni di casa vanno a caccia di un successo pesante per restare aggrappati al gruppo Champions, mentre gli orobici tentano la rimonta proprio sui capitolini.

Alla vigilia della sfida, Gasp è intervenuto per la consueta conferenza della vigilia: ecco cosa ha detto l'allenatore di Grugliasco, il quale - prima dicommuoversi parlando del rapporto speciale con Antonio Percassi e lasciando la sala stampa- si è soffermato in particolar modo sulle parole di Claudio Ranieri a ridosso di Roma-Pisa dello scorso weekend che hanno creato un polverone in tutta la marcia di avvicinamento all'impegno contro gli orobici.

  • "RANIERI INASPETTATO, MAI QUESTI TONI"

    "Allora, c'è stata questa intervista di venerdì scorso che ha creato tutta questa situazione in questa settimana. Per me è stata veramente una sorpresa incredibile, perché non c'è stato mai, dico mai, un tono diverso tra me e Ranieri, sia nelle conferenze che facevamo magari con altra gente, oppure nei rapporti tra noi due. Quindi è stata una cosa veramente inaspettata. E dico che in tanti mesi non avevo mai avuto questa sensazione, questi toni da parte sua".


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  • "NON HO RISPOSTO PER EVITARE PROBLEMI A SQUADRA ED AMBIENTE"

    "Da quel momento in poi mi sono solamente preoccupato, primo di non rispondere, secondo di cercare di, anche se involontariamente sono coinvolto, non creare nessun tipo di danno, nessun tipo di difficoltà alla squadra, principalmente, e anche nel rispetto del pubblico. C'erano 60mila persone, ce ne saranno magari altrettanti o forse anche di più sabato, che vengono allo stadio per vedere la partita, una partita importante, di livello, dove noi abbiamo ancora delle chance per poterci giocare. E credo che la cosa importante sia questa. E quindi gradirei veramente che parlassimo di questo, anche perché non sono intervenuto durante tutta la settimana, non è arrivato da tutti, avrei voluto cercare di impedire tutto questo, ma è stato impossibile da parte mia. E quindi da oggi vorrei veramente che parlassimo di calcio".


    "Ho subìto tutto questo impatto mediatico che c'è stato, ma sulla squadra l'impatto e l'alibi sono zero".


    "Siamo al rush finale, partita importantissima per entrambe ma più per noi, noi la concentrazione la spostiamo solo sulla gara e sul piano tecnico nel tentativo fondamentale di non arrecare danno alla squadra e alla gente, è stato il mio unico obiettivo. Finalmente ora giocheremo e ci confronteremo per questo traguardo".


    "Anzi, magari può essere un po' di benzina in più e penso he la gente capirà e ci sosterrà in maniera ancora più convinta".

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  • "WESLEY VUOLE GIOCARE, MA I MEDICI DICONO NO"

    "Wesley? Ha voglia di giocare, effettua sprint, scatti, tiri, ma la parte medica considera che ci siano rischi o non vuole rischiare. Su questo si innescano anche delle discussioni e delle problematiche, ma da lì a fare altri discorsi ce ne passa".


    "Lui contro l'Atalanta ha una voglia incredibile di esserci ma dall'altra parte si frena, se il medico dice di no non posso fare nulla. Mi sono sempre attenuto alle loro indicazioni, non posso forzare certe situazioni. Tutti gli allenatori dipendono dall'ok medico prima di poter utilizzare un calciatore".

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  • "IL MIO FUTURO? PARLIAMO DI CALCIO"

    "Futuro? Io continuo a parlare della partita, con queste domande si creano dei problemi. Su questo ho chiuso, parliamo di calcio".


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  • "A SINISTRA EL SHAARAWY O ZARAGOZA, PISILLI DA VALUTARE"

    "Chi gioca a sinistra in attacco con Soulé e Malen? Abbiamo perso Pellegrini ed è stato un peccato, anche per la natura dell'infortunio: c'è El Shaarawy, Zaragoza... Pisilli ad inizio settimana ha avuto una distorsione alla caviglia ma sembra che abbia recuperato, però valuteremo".


  • "HO SEMPRE SPINTO PER ARRIVARE SUBITO IN CHAMPIONS"

    "Il club e Ranieri sono sempre stati chiari nell'elencare gli obiettivi di quest'anno, invece io ho sempre spinto nella direzione di raggiungerlo subito, perché ho sempre creduto fosse possibile. E ancora oggi, nonostante le defezioni di questi mesi. Nella mia testa ho sempre pensato che avremmo avuto più chances e questo rientra nella dialettica dei confronti in qualunque azienda, ma con Ranieri mai con toni così aggressivi".


    "Ho sempre lavorato per migliorare la mia squadra, spinto e motivato in base a quelle che sono le mie idee di calcio. Senza tutti questi infortuni probabilmente sarebbe stata più agevole, ma ci proviamo lo stesso".

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  • "SE BATTIAMO L'ATALANTA MERITIAMO DI GIOCARLA"

    "Se battiamo una squadra molto forte, che è diretta concorrente, meritiamo di giocare in Champions. Poi chiaro che ci sono Inter, Milan, Juve e Napoli un passo avanti, ma questo è il parametro che mi sono creato".


    "Sono venuto qui con lo spirito di alzare l'asticella, quando ho conosciuto questa proprietà ho fatto una scelta anche rispetto ad altro perché penso che se riesci a far bene a Roma hai una gratificazione importantissima".

  • "TENSIONI CON PALLADINO? LO CONOSCO DA QUANDO AVEVA 17 ANNI…"

    "Tensioni all'andata con Palladino? Raffaele lo conosco da quando aveva 17 anni, lo andai a vedere in una partita di C e l'ho allenato nella Primavera della Juve vincendo il Viareggio, poi al Genoa. E lui, quando allenava a Monza, veniva spesso a Bergamo".


    "La tensione della gara è normale, ognuno fa il proprio per la sua squadra, poi finisce… Il calcio è calcio ed è anche giusto così. Quando giocavo mi davo legnate con amici e poi ci andavo a cena insieme. L'agonismo fa parte del gioco, a patto che rientri nelle leggi dello sport".

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  • "VIA DALL'ATALANTA PERCHÉ CONSIDERAVO IL CICLO CHIUSO"

    "Sono andato via dall'Atalanta con un anno di contratto e con un club che voleva assolutamente allungarmelo, ma io consideravo il ciclo chiuso, considerando che più di quello non avrei potuto più fare. Dissi da mesi che non avrei rinnovato. A Roma sono venuto perché ho visto una possibilità straordinaria e sono contento della scelta. È stata una storia di 9 anni, così come lo è stata di 8 a Genova: evidentemente non sono una persona così brutta... Ovvio che poi possono esserci punti di vista diversi, ma sempre nei limiti. Succede anche tra marito e moglie… Quando si sta insieme tanti anni… Si tirano fuori episodi negativi, ma quelli positivi? Quanti ne sono?".


    "Ho cambiato dopo la fine del campionato, quando la società mi ha dato la possibilità di trattare con altre squadre".

  • "MOLTO LEGATO A PERCASSI": POI LACRIME E CONFERENZA INTERROTTA

    "Cosa prenderei del progetto Atalanta? A Roma c'è tutto per far bene, seppur con altre caratteristiche. A Bergamo ambiente compatto, lavoro della società straordinario, tifoseria unita e ciò ha creato un clima ideale per costruire una squadra forte per anni, valorizzando tanti giovani e rendendo questa società ricchissima insieme ai ricavi Champions".


    "Talenti ma anche gente come i Gomez, gli Ilicic, i Toloi, i Kolasinac: c'è un nucleo molto forte andato avanti per anni, poi sostituito e integrato dagli Ederson, Lookman, Scamacca, De Ketelaere, Djimsiti. Non solo ragazzini, proprio una squadra forte che poteva cambiare con gli introiti derivanti dalla capacità di vendere e reinvestire: per 9 anni ha giocato in Europa facendo utili, questa è stata l'anomalia straordinaria. Non solo per merito mio, ma molto per merito di un club straordinario con cui si è creata questa sintonia. Poi un po' questa sintonia si è spenta, anche perché non c'era più il suo 'papà' a cui ero molto legato…".


    Il riferimento è all'avvento in società di Pagliuca che ha depotenziato Antonio Percassi, con cui Gasperini ha un rapporto speciale: il tecnico giallorosso a quel punto si commuove, abbandonando la conferenza.

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