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De WinterGetty Images

Gabbia out, nel derby tocca a De Winter: dalle critiche a titolare aggiunto, la crescita esponenziale nel difensore rossonero

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Per il calcio d’inizio bisognerà aspettare domenica sera, ma la febbre da Derby sta già iniziando progressivamente ad aumentare. Milan ed Inter si affronteranno in quello che potrebbe essere uno degli ultimi veri snodi nella corsa che conduce allo Scudetto e, se in casa nerazzurra l’obiettivo è ovviamente quello di aumentare un vantaggio già consistente, in casa rossonera si punta ad accorciare e a tenere vivo quel discorso che, secondo molti, è di fatto già chiuso o quasi.

Contro i ‘cugini’ Massimiliano Allegri non potrà contare su uno dei leader della sua difesa, ovvero Matteo Gabbia, così come non potrà farlo nelle successive partite a seguito dell’intervento per risolvere un problema di ernia inguinale e così, nella stracittadina meneghina, toccherà a Koni De Winter.

Il centrale belga, nel corso degli ultimi mesi, è diventato molto più di una semplice alternativa. Si è guadagnato via via sempre più spazio e, quando è stato chiamato in causa, raramente ha deluso le aspettative.

  • IL CAMBIO DI MARCIA

    Acquistato la scorsa estate dal Genoa, a fronte di un esborso da 20 milioni di euro, per sostituire anche numericamente Thiaw, De Winter non ha avuto un inizio facile al Milan.

    Il centrale belga, cresciuto nella Juventus e con un passato anche in prestito all’Empoli, ha fatto fatica ad imporsi in rossonero e non solo perché all’inizio lo spazio a disposizione è stato esiguo.

    È incappato in qualche passaggio a vuoto che aveva fatto iniziare a parlare del tipico ‘acquisto sbagliato’. De Winter però ha avuto il merito di non mollare e le sue prestazioni sono andate via via crescendo, al pari del minutaggio.

    Il punto più basso della sua avventura in rossonero lo ha toccato in Supercoppa Italiana contro il Napoli quando, schierato proprio al posto di Gabbia, ha sofferto terribilmente Hojlund, risultando alla fine il vero anello debole della retroguardia del Milan, ma da quel momento in poi per lui tutto è cambiato.

    Trovatosi davanti a un bivio, ha cambiato marcia, al punto da diventare un vero e proprio titolare aggiunto.

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  • de winter milanGetty Images

    DAL 1' IN OTTO DELLE ULTIME NOVE IN CAMPIONATO

    A certificare il salto di qualità di De Winter, ci sono i numeri.

    Dopo la Supercoppa Italiana si è guadagnato progressivamente quello spazio che lo ha portato ad essere uno dei giocatori più utilizzati in assoluto da Massimiliano Allegri.

    Ha chiuso il suo 2025 con una maglia da titolare col Verona e da lì in poi non è quasi più uscito dall’undici di base.

    Complice anche qualche defezione, nel 2026 ha saltato una sola partita di campionato, quella con il Genoa nella quale è rimasto in panchina per tutti i 90’, scendendo poi in campo dal 1’ in otto delle successive nove partite.

    Se si esclude la gara con il Pisa, quando è entrato negli istanti finali, ha sempre giocato titolare, trovando anche il primo goal in Serie A con il Milan in un big match come quello dell’Olimpico contro la Roma.

    Una presenza fissa quasi, nonché un giocatore capace di agire in tutte e tre le posizioni del terzetto arretrato.

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  • ALLO STESSO LIVELLO DEI TITOLARI

    Se le defezioni a turno dei suoi compagni di reparto gli hanno garantito la possibilità di mettere minuti nelle gambe e di mettersi in mostra, il resto dello spazio De Winter se lo è guadagnato con le ‘proprie forze’.

    Allegri lo ha confermato anche quando ha avuto a disposizione l’intero pacchetto dei centrali e questo la dice lunga su quanto grande sia la fiducia nei suoi confronti.

    Una fiducia così grande da portare il Milan anche a rivedere i propri piani: nel corso del mese di gennaio, il club rossonero è stato dato a più riprese a caccia di un altro centrale capace di garantire continuità di rendimento ed affidabilità, salvo poi decidere di concentrarsi su altri reparti e questo anche perché De Winter ha iniziato a rappresentare una certezza.

  • Allegri Cremonese MilanGetty Images

    IL RAPPORTO CON ALLEGRI

    A favorire De Winter è stata anche la possibilità di tornare a lavorare con un allenatore che ha sempre creduto in lui e che, anche nei momenti più difficili, ha deciso di ‘non lasciarlo indietro’: Massimiliano Allegri.

    Il tecnico rossonero ha visto crescere il centrale belga da vicino ai tempi della Juventus, lo ha aggregato alla prima squadra e lo ha fatto anche esordire ‘tra i grandi’ nel 2021 e su un palcoscenico non banale: quello della Champions League contro il Chelsea.

    Era quello un De Winter giovanissimo ed acerbo, non ancora pronto a giocare con continuità, ma evidentemente Allegri non ha dimenticato quelle che erano le sue qualità e quindi si può dire che il suo acquisto dal Genoa sia stato una sorta di colpo a ‘botta sicura’.

    Oggi il ragazzo arrivato per sostituire Thiaw e per essere un’alternativa in più è cresciuto ed è anche per questo motivo che la sua presenza in campo contro l’Inter nel Derby della Madonnina viene percepita come molto più di un semplice ripiego.

    Anche a lui il compito di fermare la squadra che, con 64 reti all’attivo, è nettamente la più prolifica della Serie A.

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