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Frattesi BarellaGetty Images

All'Inter come nell'Italia: Frattesi più Barella, messaggi per il derby?

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Davide Frattesi. Un nome e un cognome stampati sulla storia di Italia-Ucraina, finita 2-1 per la gioia e il sollievo di chi, dopo Skopje, già si preparava a recitare il de profundis per la banda Spalletti. Doppietta nel primo tempo, una prestazione d'alto livello, un ruolo di giocatore decisivo che gli si addice, sì, ma non fino a questo punto.

Frattesi ha deciso la partita in quello che, da poche settimane, è diventato il suo stadio. Gioca nell'Inter, che durante la finestra estiva di mercato l'ha prelevato al Sassuolo strappandolo alla concorrenza di tanti altri top club: il Milan, la Roma, la Juventus e chi più ne ha più ne metta.

All'Inter, Frattesi è compagno di spogliatoio di Nicolò Barella. Proprio come nell'Italia. Solo che i due, in pratica, non hanno quasi mai giocato in coppia. E di sicuro non l'hanno mai fatto dal primo minuto, se è vero che le scelte di Simone Inzaghi, fino a questo momento, sono andate in direzione opposta. Ma ora tutto, anche se gradualmente, potrebbe cambiare.

  • Frattesi LautaroGetty Images

    UN RUOLO DA COMPRIMARIO

    Chi si aspettava un inserimento rapido e istantaneo di Frattesi nell'undici titolare dell'Inter è rimasto leggermente deluso. Inzaghi ha puntato sull'usato sicuro, perché squadra che arriva in fondo, anche se alla fine non vince, non si cambia.

    L'Inter è arrivata in fondo, ha perso di misura contro il super Manchester City, nella seconda parte della scorsa stagione ha trovato un'identità. Il problema, per Frattesi, è che l'ha trovata con Henrikh Mkhitaryan mezzala, al fianco di Calhanoglu e proprio di Barella. E così l'ex coach della Lazio ha deciso di proseguire sulla strada intrapresa, senza stravolgimenti.

    I dati e il minutaggio di Frattesi sono sotto gli occhi di tutti: il giocatore romano ha cominciato dalla panchina tre partite di campionato su tre, entrando all'80' contro il Monza, al 71' contro il Cagliari e al 59' contro la Fiorentina.

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  • FRATTESI-BARELLA, LA COPPIA FANTASMA

    E così, chi si attendeva di vedere in azione la coppia di "inserimentisti" Frattesi-Barella è stato costretto ad aspettare. Anche e soprattutto perché i due hanno giocato assieme appena una decina di minuti più recupero: quelli contro il Monza, appunto, gara nella quale l'ex Sassuolo ha sostituito Lautaro Martinez dopo la doppietta decisiva messa a segno dall'argentino.

    A Cagliari e contro la Fiorentina, invece, Frattesi è subentrato proprio a Barella. Come a dire che, in questo momento, Inzaghi vede il suo nuovo innesto come un doppione proprio del connazionale, non di Mkhitaryan. Anche perché l'armeno ha caratteristiche leggermente diverse rispetto a quelle dei due frizzanti italiani, effettivamente simili tra loro.

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  • Frattesi Pessina Inter MonzaGetty Images

    "NORMALE NON SIA TITOLARE"

    "Normale che Inzaghi faccia le sue scelte, ci sta che non sia ancora al livello dei titolari. Io devo migliorare ancora tanto, però queste partite mi sono d'aiuto per crescere. Lavorerò ancora di più".

    Così, nella stessa intervista alla Rai in cui definiva "una cosa indegna" i fischi di una parte di San Siro per Gigio Donnarumma, ha parlato Frattesi. L'argomento, naturalmente, era il derby di sabato contro il Milan. Un appuntamento importante e sentito per tutti e pure per lui, fortemente a caccia di un posto da titolare sulla scia di quanto fatto martedì sera.

  • MESSAGGIO PER IL DERBY?

    Frattesi più Barella, dunque? In Nazionale sì, anche a causa della mancata convocazione di Marco Verratti. All'Inter, boh. Almeno per il momento. Nel senso che non è certo e automatico che Inzaghi decida di premiare Frattesi con una maglia da titolare sabato, schierandolo accanto agli intoccabili Calhanoglu e Barella.

    Se squadra che arriva in fondo non si cambia, a maggior ragione squadra che vince non si cambia. E fin qui l'Inter ha sempre vinto (e convinto). Con Mkhitaryan in campo, tirato a lucido nonostante i suoi bei 34 anni, e Frattesi a guardare dalla panchina per buona parte delle gare. Ma il messaggio di Italia-Ucraina, al contempo, non può ignorarlo nessuno. Neppure Inzaghi.

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