Alla base della necessità di prendere un altro centravanti c’è anche un altro fattore di non secondaria importanza: David e Openda hanno fondamentalmente fin qui deluso le aspettative.
L’attaccante canadese ha dato qualche segnale di ripresa nelle ultime settimane, trovando la via del goal in due delle ultime tre partite di campionato, ma tende ancora ad entrare ed uscire dalla partita.
La Juventus ha bisogno di una presenza più “stabile”, di un giocatore che faccia sentire il suo peso nel corso di tutti i 90’, e la cosa all’ex Lille non è ancora riuscita.
I suoi numeri stagionali parlano di 5 goal in 28 presenze complessive (3 in 20 partite di campionato), troppo pochi per un elemento attorno al quale avrebbe dovuto ruotare l’attacco anche del futuro e soprattutto per una squadra che punta a traguardi importanti.
Non certamente meglio ha fatto Openda, che forse si è perso anche nei meandri di un vero e proprio equivoco tattico. Il belga, che sin qui ha segnato 2 sole reti in 27 partite complessive, è più una seconda punta o un attaccante esterno piuttosto che un vero e proprio centravanti.
Non è un caso che, prima dell’infortunio, il titolare nel cuore del reparto offensivo bianconero fosse Vlahovic, nonostante la complicata situazione contrattuale. Il serbo si avvicina di più al tipo di giocatore del quale Spalletti ha bisogno in questo momento e lo stesso, almeno per caratteristiche tecniche, vale anche per En-Nesyri.