Dopo aver rischiato l'eliminazione nei playoff di ritorno contro il Jagiellonia, la Fiorentina non convince pienamente neanche nell'andata degli ottavi contro i connazionali del Rakow, riuscendo però ad ottenere una vittoria di platino in vista del ritorno: 2-1 al Franchi, con il goal decisivo, su rigore, al 93'.
Secondo nella fase campionato della Conference, il Rakow è arrivato a Firenze con la consapevolezza di essere un club in grande crescita, capace di ottenere una posizione migliore rispetto a tante big, o medio-grandi, del torneo 2025/2026. Nonostante la Fiorentina abbia avuto le occasioni migliori nel match del 12 marzo, gli ospiti hanno in realtà rischiato poco, con un primo tempo filato via senza emozioni e con diversi errori nei momenti clou.
Come già accaduto nel primo tempo, il Rakow ha pressato la Fiorentina nella prima parte di gara per poi rallentare, e in generale senza praticamente mai farsi vedere dalle parti di Christensen, praticamente inoperoso.
Il problema, per i tifosi della Fiorentina, è che anche Zych, estremo difensore degli ospiti, non ha dovuto compiere grandi interventi, rimanendo semplicemente attento per la durata di un incontro deludente e che rimanda tutto, completamente, al ritorno in terra polacca. Poi, all'improvviso, lo spettacolo.
Tra il 60' e il 62', infatti, sono arrivate le due reti dell'incontro, con il Rakow ad aprire grazie alla rete del cugino di Haaland, Brunes, che ha visto Comuzzo non proprio perfetto, e la Fiorentina a pareggiare: collo esterno di Ndour e palla sotto il sette per l'1-1.
Emozioni improvvise dopo tanta noia, nuovamente protagonista, se non per una traversa di Piccoli, fino ai minuti di recupero, quando il Rakow si è rovinato con un tocco di mano in area: rigore dopo quattro minuti di VAR e goal di Gudmundsson che permette alla Fiorentina di presentarsi alla gara di ritorno con un umore decisamente diverso.




