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Frosinone MilanGetty Images

È un Milan senza mezze misure: la difesa non funziona, l'attacco sì

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Ormai ci abbiamo fatto tutti l'abitudine. Come se fosse diventato un leit motiv, giornata giornata, weekend dopo weekend. Mai dare per finito il Milan, mai considerare chiusa una partita che vede i rossoneri rincorrere un risultato sfavorevole.

Le partite dei rossoneri, ormai, sono diventate un'altalena. Di emozioni e pure di goal, da una parte e dall'altra. A Frosinone il copione si è ripetuto, com'era accaduto a Udine e poi a Bologna. Rimonte, controrimonte, reti messe a segno e subite negli ultimi minuti, se non negli ultimi secondi. Di tutto e di più. Ormai una costante.

Il Milan spesso vince, a volte no. Di certo si è messo quasi in cascina un biglietto per la prossima Champions League, anche se ciò non significa farsi vedere concretamente nello specchietto retrovisore dell'Inter. Tra cose buone e meno buone, in un calderone di spunti da analizzare.

  • L'ATTACCO VA, MA IN DIFESA...

    Prendendo in considerazione solo le ultime tre giornate di campionato, il Milan ha segnato 8 goal ma ne ha anche subiti 6: due a partita secchi, in pratica. Un rendimento ben lontano dai celebri 1-0 allegriani della Juventus, per dire. Ma anche da quello quasi immacolato dell'Inter, che ha il miglior attacco e la miglior difesa della A e non a caso comanda il campionato.

    Certo, c'è da sottolineare la capacità del Milan di non mollare mai nelle situazioni d'emergenza. Tra Udinese, Bologna e Frosinone, per tre volte i rossoneri si sono ritrovati in svantaggio nel corso della partita e per tre volte sono riusciti a ribaltare tutto. In due occasioni hanno vinto, in un'altra no, puniti da un rigore segnato nel recupero dal felsineo Orsolini.

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  • Luka Jovic Frosinone Milan Serie A Getty

    JOVIC E MAIGNAN: UN MONDO AL CONTRARIO

    Singolare, poi, il fatto che gli uomini copertina del Milan in questo mini-periodo siano due per i quali il mondo si è gradualmente e progressivamente capovolto: da una parte Luka Jovic, dall'altra Mike Maignan.

    Jovic, classica opportunità da ultimo giorno di mercato, snobbato da chiunque, si sta facendo trovar pronto praticamente sempre. Il film è sempre lo stesso: il Milan è in difficoltà, Pioli guarda la panchina e inserisce in campo l'ex fiorentino, che puntualmente gli toglie le castagne dal fuoco. È accaduto a Frosinone, ma era già accaduto a Udine e prima ancora a Salerno.

    Maignan è l'altra faccia della medaglia. Dopo il caso di razzismo contro l'Udinese, sembra aver perso la concentrazione che lo ha sempre contraddistinto. In Friuli è stato tutt'altro che impeccabile su Thauvin, quindi si è fatto infilare sul proprio palo dal bolognese Zirkzee e ora la mezza (solo mezza?) papera su Mazzitelli. Nessun allarmismo: un semplice momento no che può capitare a tutti.

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  • IL MANCATO ARRIVO DI UN DIFENSORE

    Si diceva: il Milan ha incassato 6 goal nelle ultime 3 partite, ovvero due a gara. Un dato che si fa fatica a slegare dai noti problemi in difesa dei rossoneri, che dall'inizio della stagione hanno dovuto fare i conti con un'impressionante serie di problemi.

    Problemi ai quali, alla fine, non è stata messa una pezza sul mercato. Pioli aveva chiesto espressamente già a gennaio l'arrivo di un difensore. Ma alla fine, nonostante la miriade di nomi e profili venuti alla luce, i rossoneri hanno deciso di non prendere nessuno.

    L'unico volto nuovo al centro della difesa, così, è una vecchia conoscenza: Matteo Gabbia. Ironia della sorte, decisivo con il colpo di testa del 2-2 per ribaltare le sorti del Milan allo Stirpe.

  • Olivier Giroud Frosinone Milan Serie A Getty

    RIMPIANTI SCUDETTO?

    "Se tifo per un pareggio in Inter-Juventus? Visto che abbiamo vinto sì, credo che si possa dire".

    La dichiarazione in questione, rilasciata ai microfoni di DAZN, è di Stefano Pioli dopo Frosinone-Milan. E fa capire perfettamente lo stato d'animo dei rossoneri e del proprio allenatore: quello di una squadra che, nonostante qualche battuta d'arresto e una continuità nemmeno paragonabile a quella delle due battistrada, crede ancora nella possibilità di vincere lo Scudetto.

    Certo, la missione è ardua. Intanto perché i 5 punti di distacco dal primo posto aumenteranno giocoforza tra poco più di 24 ore, in virtù dello scontro diretto. Poi perché i nerazzurri avranno ancora una partita in meno. E infine perché, come testimoniato dall'andamento degli ultimi derby, la rosa di Inzaghi è complessivamente superiore a quella di Pioli.

    Vittorie come quella di Frosinone o di Udine, in questo senso, hanno anche il potere di aumentare i rimpianti. Rimpianti per i due punti persi col Bologna, rimpianti per quelli persi durante l'anno. Rimpianti perché, se il Milan fosse sempre stato questo, forse due o tre punti in più in classifica li avrebbe.

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