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Medhi Benatia Marseille GFX HDGetty

De Zerbi via, ora anche Benatia: il progetto del Marsiglia si è trasformato in un incubo istituzionale

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Adesso sì, si può dire: il Marsiglia è stato travolto da un vero e proprio terremoto sportivo. E una nuova scossa, per nulla di assestamento, si è verificata domenica pomeriggio. 

Pochi giorni dopo la partenza di Roberto De Zerbi, Medhi Benatia ha annunciato, tramite un comunicato sui propri social, la fine della sua collaborazione con l'OM. "Dopo una lunga riflessione, mi sono assunto le mie responsabilità", ha scritto, ufficializzando una decisione presa già il giorno dopo la débâcle in casa del PSG. 

È una partenza che segna il crollo totale del triumvirato sportivo messo in piedi nell'estate 2024 e getta il club, ancora in corsa per la Coppa di Francia, in un'incertezza abissale.

  • L'ADDIO DI BENATIA

    Questo è il messaggio pubblicato dall'ex difensore di Udinese, Roma e Juventus su Instagram:

    "Da quando sono arrivato nel club, ho sempre agito con il cuore e un'unica ossessione: riportare il Marsiglia nel posto che gli spetta di diritto. Conosco il club, so cosa pretende e la passione che lo anima. Oggi siamo ancora in corsa. La qualificazione alla Champions League è chiaramente alla nostra portata e siamo ancora in lizza per portare a casa la Coppa di Francia. Nonostante le recenti battute d'arresto e alcuni crudeli colpi di scena, il progetto va avanti, ma non posso ignorare il clima attuale. Avverto una crescente insoddisfazione, una rottura di cui mi rammarico profondamente. A Marsiglia l'unico giudice è il risultato. Conoscete la mia franchezza e trasparenza; pertanto, date le tensioni che circondano la dirigenza, ho effettivamente presentato (non offerto) le mie dimissioni, perché a mio avviso, il club verrà sempre prima dei singoli e non voglio che la mia presenza diventi un ostacolo o un peso per l'organizzazione e il suo sviluppo. Per questo motivo, dopo una lunga riflessione, mi sono assunto la responsabilità e ho deciso, lunedì 9 febbraio, di porre fine alla mia collaborazione con l'OM. Me ne vado con la sensazione di aver dato il massimo professionalmente, ma con il rammarico di non essere riuscito a calmare l'atmosfera attorno alla squadra, che, a mio avviso, è più che in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati. Sosteneteli, incoraggiateli come sapete fare! Auguro ai giocatori e allo staff ogni successo per la fine della stagione. Il Marsiglia è e rimarrà unico. "Allez l'OM!". Naturalmente, mi prenderò il tempo di spiegare la mia decisione quando sarà il momento giusto".

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  • FBL-C1-TRAINING-OMAFP

    IL PATTO DI MIAMI VA IN FRANTUMI

    Per comprendere questa partenza, bisogna risalire a maggio scorso e al famoso "patto di Miami". Riuniti attorno a Frank McCourt, Benatia, Pablo Longoria e Roberto De Zerbi avevano suggellato un’alleanza sacra per tre anni. L’allenatore italiano aveva persino subordinato la sua permanenza al club alla presenza dell’ex difensore marocchino, legando i loro destini. Con la partenza forzata del tecnico dopo 18 mesi, questo contratto morale si è rotto. Per lealtà e solidarietà verso l’uomo che l'ha fatto arrivare, Benatia ha scelto di non sopravvivere al suo allenatore, rifiutando di incarnare da solo la continuazione di un progetto smentito dai fatti.

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    UN DIRIGENTE LOGORATO DAL CONTESTO

    Al di là della fedeltà, è l’usura che sembra aver avuto la meglio su Benatia. La tempesta mediatica e popolare scatenata dall’umiliazione al Parco dei Principi (0-5) è stata di una violenza inaudita. Criticato per la sua gestione verticale, talvolta giudicata autoritaria, e per un mercato estivo in cui le scommesse non hanno tutte pagato, il dirigente ha finito per essere risucchiato dalla centrifuga marsigliese. Le tensioni interne, in particolare con la direzione generale sui mezzi finanziari, e la stanchezza di fronte a crisi a ripetizione, hanno trasformato la sua missione in una lotta permanente.

  • FBL-FRA-CUP-BOURG-EN-BRESSE-MARSEILLEAFP

    BILANCIO IN CHIAROSCURO

    Dopo aver abbandonato la nave in piena tempesta, Benatia lascia dietro di sé un bilancio contrastante ma non privo di successi. Apprezzato dall’azionista per la sua capacità di ridurre il monte ingaggi e di piazzare gli “indesiderati” (quasi 4 milioni di euro risparmiati questo inverno), l'ex bianconero è riuscito a ridare una coerenza economica alla rosa. Ma sul piano sportivo, il fallimento è evidente: l’OM non ha superato la soglia sperata e la stabilità promessa è rimasta un pio desiderio. La sua partenza lascia un club risanato finanziariamente, ma sportivamente in rovina.

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  • FBL-FRA-LIGUE1-MARSEILLE-STRASBOURGAFP

    E ORA?

    Con le partenze congiunte dell’allenatore e dell’architetto del progetto sportivo, l’OM si ritrova decapitato in un momento critico della stagione. Pablo Longoria è ormai solo in prima linea di fronte alla rabbia dei tifosi e all’urgenza di ricostruire. Se la squadra è a tre gradini da un trionfo in Coppa di Francia, questo vuoto siderale alla guida del settore sportivo somiglia a un vero e proprio autoaffondamento. La stagione della riconquista si sta trasformando in un incubo istituzionale.

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