Il ct decide di cambiare modulo, passare dal 3-5-2 visto nelle prime due gare al 4-3-1-2 e di lasciare in panchina Balotelli, condizionato alla vigilia da un problema al ginocchio, per far spazio dall’inizio a Di Natale, invocato a furor di popolo.
Cambiando l’ordine degli addendi stavolta cambia anche il prodotto finale: l’Italia batte 2-0 l’Irlanda e a firmare la qualificazione non è Di Natale ma proprio i due giocatori più discussi, Antonio Cassano, autore dell’1-0 nel primo tempo, e Mario Balotelli, separati in campo ma uniti nel destino.
SuperMario entra al 75’, sembra nervoso ma al tempo stesso estremamente carico, e si prende la scena nel finale, mostrando entrambi i lati della sua luna. Dal goal realizzato, prendendo posizione in area su un gigante come O’Shea su calcio d’angolo e fulminando Given in rovesciata; all’esultanza polemica, placata dal provvidenziale intervento di Bonucci, accorso ad abbracciare Balotelli e a mettergli una mano davanti alla bocca.
Ho pensato fosse meglio tappargli la bocca. Stava parlando in inglese, non ho capito cosa ha detto. Ma lui è fatto così, è un istintivo. Aveva tanta rabbia in corpo, l'ha sfogata. Soprattutto, l'ha sfogata con un goal”.
La caccia al labiale partorisce un “figli di putt…” che per alcuni era indirizzato ai media (come da ricostruzione della sorella di Mario, Cristina) e per altri ai tifosi irlandesi, che avevano accolto l’ingresso in campo di Mario con i beceri ‘buuu’ che da sempre, comprensibilmente, rappresentano per Balo un nervo scoperto. Ululati zittiti in campo con i gesti ma soprattutto con i fatti, con un goal che riaccende la stella del numero 9 azzurro.