Nella sua gloriosa storia l'Inter ha annoverato tanti grandi campioni, ma ha dovuto fare i conti anche con numerose delusioni. Tra i più conosciuti e quelli semi-dimenticati, ecco una lunga carrellata di flop di mercato a tinte nerazzurre.
Getty ImagesGoal
Da Pancev a Gabigol: i flop di mercato dell'Inter
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Getty1GABIGOL
30 milioni di euro per un giocatore che in Brasile sembrava segnare a raffica, giovane e di prospettiva. Eppure in Serie A ha giocato soltanto 111 minuti, segnando soltanto un goal, contro il Bologna. Gabigol è ancora di proprietà dell’Inter, ma in prestito al Santos, club in cui è cresciuto. E, al momento, l’unico in cui segna. I nerazzurri sperano di ammortizzare almeno i 30 milioni spesi per il suo cartellino. Anche se la delusione difficilmente sarà cancellata…
Getty Images2ADEM LJAJIC
Inserito in una squadra di grande potenzialità ma troppo sfilacciata all'atto pratico, il serbo ha siglato qualche rete (tre), deludendo però rispetto alle attese che il popolo nerazzurro si era fatto dopo le grandi giocate di casa Roma.- PubblicitàPubblicità
AFP3LUKAS PODOLSKI
Arrivato nello stesso periodo di Shaqiri, anche lui era stato considerato come salvatore della patria nerazzurra da parte dei tifosi dell'Inter. Senza una grande squadra alle sue spalle ha floppato, nonostante il goal segnato contro l'Udinese.
Getty Images4XHERDAN SHAQIRI
Accolto come un Cristiano Ronaldo all'aeroporto, il classe 1991 ha chiuso la sua parentesi italiana con un goal in quindici presenze. Forse una delle delusioni più grandi degli ultimi anni, considerando la tecnica sopraffina dello svizzero- PubblicitàPubblicità
Getty Images5MARTIN MONTOYA
Il tipico caso di giocatore cresciuto nel Barcellona, che in prima squadra non ha mai trovato vero spazio. Se non da subentrante o nelle competizioni minori. Ceduto all'Inter, ha dimostrato di non essere un top player, giocando tre partite senza mai mettere in mostra capacità da leader
AFP6DODO'
Inutile negarlo: i 9 milioni spesi dall'Inter per averlo (visto il prestito con obbligo di riscatto) avevano stupito tutti. Lui ci ha provato a smentire la massa, senza però riuscirci: venti presenze senza lode e addio silenzioso- PubblicitàPubblicità
Getty7ALEX TELLES
Alla disperata ricerca di terzini utili alla causa, nel 2015 l'Inter pesca Telles dal Galatasaray. Tifosi spaccati al momento dell'acquisto e per quasi tutta la stagione, ma a ben vedere la sua parentesi italiana non è stata positiva. Ceduto al Porto, si è ripreso alla grande
Getty Images8STEVAN JOVETIC
Fenomenale a Firenze, con qualche lampo di luce a Manchester, una volta tornato in Serie A Jovetic è parso tutt'altro giocatore rispetto ai tempi viola. Partenza di fuoco con tre goal, poi la lampadina si è spenta a poco a poco, fino alla cessione al Siviglia- PubblicitàPubblicità
Getty9NEMANKA VIDIC
Uno dei migliori difensori nella storia del Manchester United, uno dei flop più clamorosi nella storia difensiva dell'Inter. Impreciso, scostante, spesso afflitto da problemi fisici, non si è mai ripetuto sui livelli che lo avevano consacrato di livello mondiale in Premier.
Getty Images10GEOFFREY KONDOGBIA
Pensare che sia diventato un elemento chiave per il Valencia può suonare strano, eppure Geoffrey Kondogbia dall’addio all’Inter nell’estate 2017 si è ritrovato. A Milano ha però vissuto gli anni più complicati della sua carriera: accolto dai tifosi in festa sotto la sede dopo il derby di mercato con il Milan, ha deluso ogni aspettativa. Ha toccato il punto più basso sotto la gestione De Boer: sostituito in casa con il Bologna tra i fischi di San Siro dopo 28 minuti. È tra i 5 giocatori più costosi nella storia dell’Inter.- PubblicitàPubblicità
Getty Images11WALLACE
All'insegna della strategia low cost, l'Inter tenta la scommessa Wallace, terzino brasiliano di proprietà del Chelsea di cui si dice un gran bene. Basterà vederlo in campo una manciata di minuti per pentirsi della scelta: a fine anno saranno soltanto 4 le presenze in incontri ufficiali.
Getty Images12YANN M'VILA
Un ex nazionale francese, con tutte le carte in regola per essere un acquisto di quantità a centrocampo. Così era stato presentato Yann M’Vila nell’estate 2014, quando era stato presto in prestito con diritto di riscatto dal Rubin Kazan. A 24 anni l’ex Rennes aveva la grande chance della carriera, ma l’ha fallita ed è tornato in Russia dopo 6 mesi e nemmeno 300 minuti in Serie A. Oggi però è tornato un giocatore valido: è una colonna del Saint-Etienne in Ligue 1. Si è spiegato così il fallimento italiano: “Non piacevo a Mancini”.- PubblicitàPubblicità
Getty Images13ISHAK BELFODIL
Una delle ultime operazioni firmate Branca: semplicemente scellerata. Per avere metà del franco-algerino, l'Inter mette sul piatto 6.5 milioni e il cartellino di Cassano. Investimento che in tempi di spending review suona come un mezzo suicidio. Nei sei mesi a Milano, Belfodil metterà insieme appena 10 presenze e 1 goal.
Getty Images14EZEQUIEL SCHELOTTO
E' uno degli innesti del mercato riparatorio 2013, pagato 3.5 milioni più la metà di Livaja. Ma non sortirà gli effetti sperati. L'avventura all'Inter di Schelotto si dissolve nel giro di sei mesi, con 13 presenze e 1 goal. Uno solo, sì, ma speciale: al Milan nel derby.- PubblicitàPubblicità
Getty Images15RUBEN BOTTA
Dalla tribuna a Livorno alle grandi chances a San Siro. Ruben Botta, classe 1990, si è trovato catapultato nell’Inter quasi per caso, dopo essere stato acquistato dai nerazzurri a zero nel gennaio 2014. Non è proprio andata benissimo: 12 presenze, zero goal, zero assist. L’unico acuto Botta lo ha avuto da avversario dei nerazzurri: in prestito al Chievo, venne espulso per eccessive e plateali proteste. Dopo un passaggio al Pachuca, è tornato in Argentina al San Lorenzo.
Getty Images16ZDRAVKO KUZMANOVIC
I due anni trascorsi alla Fiorentina in giovane età, dal 2007 al 2009, avevano illuso tutti: Zdravko Kuzmanovic sembrava uno dei centrocampisti in grande ascesa sul panorama europeo. All’Inter ci è arrivato nel gennaio 2013, dopo esser passato anche dallo Stoccarda. Ha sempre avuto un ruolo di secondo piano e non è mai stato costante, tanto che nel 2015 è stato svenduto al Basilea, dove ora, a 31 anni, fatica a trovare spazio.- PubblicitàPubblicità
Getty Images17ALVARO PEREIRA
Per la serie 'eredi di Roberto Carlos', un'altra primizia dal Sudamerica. L'Inter insegue a lungo Alvaro Pereira, serviranno 10 milioni di euro per strapparlo al Porto, da sempre bottega cara. In nerazzurro non si rivedrà mai il Pereira ammirato con la maglia dei Dragoes: una stagione da titolare e sei mesi da comprimario prima del mesto addio.
Getty Images18MAURO ZARATE
E' il colpo del gong del mercato estivo 2011, rigorosamente low cost come da nuova politica del club. Poca spesa per poca resa, si capirà col tempo: Maurito trova il primo goal in campionato soltanto ad aprile, a fine stagione saranno 3 le reti in 31 presenze complessive.- PubblicitàPubblicità
Getty19HOUSSINE KHARJA
Specialista di Serie B e giocatore da media Serie A, Houssine Kharja è arrivato all’Inter nel gennaio 2011 in prestito dal Genoa. Il suo esordio è stato scoppiettante: vittoria sul Palermo per 3-2 in rimonta con doppietta di Pazzini e protagonista con un assist. Poi è iniziato il declino, suo come di tutta la squadra. Ha chiuso comunque con 20 presenze e non è stato riscattato: troppi gli 8 milioni di euro chiesti dal Genoa.
Getty Images20LUC CASTAIGNOS
L'Inter lo prende per circa 2 milioni con sei mesi d'anticipo sulla stagione 2011/2012, tanto è interessante il suo potenziale. Ma in Italia non ingrana. Poche presenze, un solo goal (decisivo) contro il Siena e una squalifica di tre giornate per uno spunto ad un avversario. In una sola parola: meteora.- PubblicitàPubblicità
Getty Images21DIEGO FORLAN
Arriva in nerazzurro ad un anno di distanza dal Mondiale 2010, del quale è stato capocannoniere e miglior giocatore. A Milano, però, si presenta il suo fantasma: soltanto 20 presenze e 2 goal. Ha fatto notizia solo per la clamorosa gaffe del club in sede di presentazione della lista UEFA che l'ha costretto a guardare la Champions da casa.
-22KERLON
La sinergia Inter-Chievo sul mercato aveva funzionato bene per un brasiliano di nome Julio Cesar, che ha scritto la storia nerazzurra. Meno bene è invece andata con un altro brasiliano: Kerlon. Nessuna presenza in nerazzurro, anche perché a Milano ci è effettivamente rimasto soltanto 6 mesi, tra un prestito e l’altro. Non è mai riuscito a lasciare il segno, da nessuna parte. Si è ritirato a 29 anni dopo esser passato da Malta, Stati Uniti, Giappone e serie minori brasiliane.- PubblicitàPubblicità
Getty Images23MARKO ARNAUTOVIC
Nell'estate dell'addio a Ibrahimovic, la grande scommessa per il futuro: Arnautovic, ovvero 'il nuovo Ibra'. L'Inter rivede in lui le movenze nello svedese e lo prende in prestito con diritto di riscatto fissato a 10 milioni. Mourinho, però, gli regalerà solo qualche manciata di minuti qua e là, prima di rispedirlo al mittente a fine stagione.
Getty Images24RICARDO QUARESMA
Eccolo, uno dei flop più importanti della storia dell'Inter, tra le poche ombre della trionfale gestione Mourinho. Quaresma è stato espressamente richiesto dallo Special One al suo arrivo in Italia, inevitabile per Moratti accontentarlo. Valutato 24 milioni tra contanti e il cartellino di Pelè, non ha attecchito a San Siro con la sua Trivela: 32 partite e 1 solo goal in totale. E la soddisfazione di essere nella rosa del Triplete...- PubblicitàPubblicità
Getty Images25NELSON RIVAS
Un duro per la difesa. Nel 2007 l'Inter piazza una scommessa per il futuro e sborsa 4.5 milioni per Nelson Rivas, detto 'Tyson': facile intuire perchè. Il colombiano indossa la maglia nerazzurra per circa due stagioni e mezzo, raccogliendo solo 28 presenze tra infortuni e prove deludenti.
Getty Images26MARIANO GONZALEZ
Sembrava uno dei giocatori più interessanti del Palermo di Guidolin, ma all’Inter ha smentito ogni parere positivo. Mariano Gonzalez è arrivato in nerazzurro nel 2006 in prestito, è riuscito anche a giocare 14 partite, con 2 assist, e si è messo al collo la medaglia di campione d’Italia nel 2007. Rientrato subito a Palermo, è stato ceduto immediatamente al Porto. Attualmente gioca in Argentina, nel Colón.- PubblicitàPubblicità
Getty Images27PIERRE WOME
Altro giro, altro terzino sinistro. Nel 2005 l'Inter regala una chance all'esterno camerunense, ormai volto noto della Serie A dopo le esperienze con Roma, Bologna e Brescia. Mancini, però, lo impiegherà con il contagocce: addio inevitabile a fine stagione.
Getty28LAMPROS CHOUTOS
La Roma aveva scommesso su di lui nel 1994, quando aveva solo 15 anni. Ha esordito in Serie A nel 1996, ma Lampros Choutos non è stato in grado di mantenere le promesse. Nella massima serie ha giocato un totale di 24 partite, ma senza mai andare in goal. Numeri pesanti per un attaccante su cui l’Inter ha puntato nel 2004, quando lo ha acquistato dall’Olympiakos. In nerazzurro ha però giocato soltanto 28 minuti.- PubblicitàPubblicità
Getty Images29FABIAN CARINI
Il suo nome, più che alle imprese in campo, resterà legato allo scellerato scambio con Cannavaro operato dall'Inter a due anni dal Pallone d'Oro vinto dal difensore partenopeo. Carini difenderà la porta nerazzurra soltanto 9 volte in due annate.
Getty Images30GIORGIOS KARAGOUNIS
Arriva nel 2003 come uno dei punti di riferimenti del calcio ellenica, lascerà dopo sole due stagioni (con in mezzo l'incredibile Europeo vinto dalla sua Grecia) prive di brividi: per lui 36 uscite senza mai trovare il goal.- PubblicitàPubblicità
Getty Images31JEREMIE BRECHET
Nella girandola di terzini sinistri a cavallo tra anni novanta e duemila, fugace parentesi anche per il giovane esterno prelevato dal Lione per 5 milioni di euro: 14 presenze complessive senza lasciare traccia.
Getty Images32ANDY VAN DER MEYDE
Viene preso dall'Ajax nel 2003 per 6 milioni di euro ed entra subito nel cuore dei tifosi nerazzurri grazie ad un super goal contro l'Arsenal in Champions. Il feeling, però, durerà pochissimo: sarà addio dopo due stagioni, 54 partite e 4 reti. In seguito le sue peripezie sono state raccontate in un libro: tra le altre cose, la moglie teneva un cammello in garage- PubblicitàPubblicità
Getty Images33KHALILOU FADIGA
E' una delle stelle del Senegal rivelazione del Mondiale nippocoreano, l'Inter lo segue per un anno e nel 2003 lo prende per 'poche' lire (circa 3 miliardi) tra mille speranze. Ma Fadiga, il campo, non lo vedrà mai: esami più approfonditi dopo la firma del contratto svelano problemi cardiaci che costringeranno l'Inter ad annullare l'operazione.
Getty Images34OKAN BURUK
Nella fase in cui a Milano van di moda i turchi, l'Inter scuce 14 miliardi per il pacchetto Emre-Okan Buruk. Mentre il primo troverà un discreto spazio nel corso degli anni, il secondo finirà presto nel dimenticatoio: in totale 38 presenze e 2 goal in tre anni.- PubblicitàPubblicità
Goal35ANTONIO PACHECO
E' una storia come tante nel calcio moderno, quella di Antonio Pacheco, oggetto misterioso sbarcato dal Sudamerica sul pianeta Inter nel 2001. Doveva essere lo sparring partner di Alvaro Recoba, uruguagio come lui, ma si è rivelato soltanto un favore al procuratore del 'Chino', il potente Paco Casal. Per Pacheco, pagato la bellezza di 10 miliardi per la metà del cartellino, solo un'apparizione con l'Inter.
Getty Images36NELSON VIVAS
Durante l'estate del 2001 sbarca a Milano nell'indifferenza generale, dopo alcune stagioni a buoni livelli tra Celta e Arsenal. Niente ci si aspetta da lui e niente, in effetti, lascerà in dote: 19 uscite in campionato e 0 goal.- PubblicitàPubblicità
Getty Images37STEPHANE DALMAT
Aveva fatto parlare di sé soprattutto per il trasferimento dal Marsiglia al Paris Saint-Germain nell’estate del 2000 per oltre 10 milioni di euro. In Italia però Stéphane Dalmat viene ricordato soltanto come uno dei più grandi errori della dirigenza dell’Inter. Acquistato nel gennaio 2001, il trequartista francese è rimasto a Milano due stagioni e mezzo, riuscendo anche a sfiorare le 50 presenze in Serie A. Nessuna di queste davvero memorabile.
Getty Images38GONZALO SORONDO
Nel 2001 è uno dei difensori sudamericani di maggiore prospettiva, e l'Inter arriva ad offrire 18 miliari pur di strapparlo al Real Madrid. Nei piani di Cuper sarà il nuovo leader della difesa, nella realtà si rivelerà semplicemente inadeguato per la Serie A: solo 11 presenze in campionato nell'arco di due stagioni.- PubblicitàPubblicità
Getty Images39VAMPETA
Per molti è il bidone per antonomasia. Nella funesta estate del 2000, Ronaldo fa il suo nome a Moratti. Quel Moratti, per il Fenomeno, farebbe di tutto. Anche versare 30 miliardi al Corinthians per questo mediano brasiliano nè carne, nè pesce. Scenderà in campo 8 volte, di cui solo 1 in Serie A. L'addio, repentino, a gennaio 2001.
Getty40SIXTO PERALTA
Arriva nel 2000 come ennesima scommessa sudamericana, ma il nipote di "Mumo" Orsi tra Inter e Torino metterà assieme la miseria di 4 presenze. La sua carriera proseguirà dignitosamente tra Messico, Romania, Argentina e Cile.- PubblicitàPubblicità
Getty Images41ROBBIE KEANE
Il fiore all'occhiello della campagna acquisti del 2000 è un giovane irlandese esploso nel Coventry, per il quale vengono sborsati 31 miliardi di lire senza esitazioni. Durerà appena sei mesi, in un'Inter scossa da profondi tumulti con l'avvicendamento tra Lippi e Tardelli. In Serie A, la miseria di 6 presenze senza goal.
Getty Images42VRATISLAV GRESKO
Tardelli ne rimase incantato ai tempi dell'Under 21, al punto da volerlo nella sua esperienza all'Inter. Acquistato a metà stagione nel 2000/01, Gresko resterà nell'immaginario collettivo il simbolo dello sventurato 5 maggio nerazzurro, alla luce della prestazione horror contro la Lazio.- PubblicitàPubblicità
Getty43HAKAN SUKUR
Il boom del calcio turco porta l'Inter a dare una nuova chance in Serie A a Sukur, già flop con il Torino. Viene ingaggiato a parametro zero, ma i nerazzurri saranno chiamati a versare un indennizzo al Galatasaray. Non andrà bene: 6 reti in 34 presenze complessive e subito via, al Parma. Per un altro mezzo disastro.
Getty Images44JAVIER FARINOS
Tra i più brillanti nel rampante Valencia di Cuper, sbarca a Milano per 36 miliardi di lire nell'estate del 2000. Vestirà la maglia nerazzurra per tre stagioni, inanellando 49 presenze condite da 2 goal, senza mai riuscire a replicare le prestazioni che l'avevano portato ad essere tra i più ambiti d'Europa.- PubblicitàPubblicità
Getty Images45BRUNO CIRILLO
Nel 2000 è tra i giovani difensori italiani più interessanti del campionato e l'Inter decide di investirci 10 miliardi di lire. Durerà appena una stagione in nerazzurro, con 17 presenze tra campionato e coppa.
Getty Images46CYRIL DOMORAUD
Il 'nuovo Thuram', acquistato dal Marsiglia nell'estate del 1999, si è rivelato essere un comprimario da 6 presenze in campionato. Di lui Moggi racconterà: "Mi trovavo a Marsiglia e notai un osservatore nerazzurro, anche lui lì per lo stesso mio obiettivo. A quel punto iniziai a tessere le lodi di Domoraud, a voce alta affinchè fossi sentito. E lo presero...".- PubblicitàPubblicità
Getty Images47GRIGORIOS GEORGATOS
Nella disperata caccia ad un erede di Roberto Carlos, nel 1999 l'Inter s'imbatte in questo greco dal mancino potente, pagato 15 miliardi. Gli inizi sono incoraggianti, Georgatos corre e regala anche un paio di prodezze. Poi scivola nell'anonimato, afflitto anche da una particolare saudade ellenica.
Goal48GILBERTO
L'Inter non ha ancora mandato giù la delusione per l'esplosione di Roberto Carlos, venduto a cuor leggero al Real Madrid, e sul mercato brasiliano scopre il suo possibile erede: Gilberto, talento del futsal 'prestato' al calcio. Corre veloce, veloce come una meteora: 2 presenze senza lasciare il segno e addio senza rimpianti.- PubblicitàPubblicità
Getty Images49MIKAEL SILVESTRE
Mikael Silvestre, vice campione del mondo nel 2006, è diventato gregario fondamentale del Manchester United di Ferguson nel decennio scorso. Prima però ha trascorso una stagione a Milano, con la maglia dell’Inter. Era l’annata 1998/99, chiusa all’ottavo posto dai nerazzurri. Silvestre ha chiuso quella stagione con oltre 30 presenze, un solo goal all’attivo e tantissimi fischi ogni volta che è sceso in campo. Anche lui ha trovato fortuna altrove.
Goal50CAIO
E' il 1995 e per costruire il futuro l'Inter punta al meglio, al Pallone d'Oro dell'ultimo Mondiale Under 20: il talentuoso brasiliano Caio. Per lui viene staccato un assegno da 7 miliardi, a conti fatti più che le presenze in nerazzurre. Saranno soltanto 6 al termine della sua fugace esperienza meneghina.- PubblicitàPubblicità
Inter51SEBASTIAN RAMBERT
Il 5 giugno 1995 l'Inter presenta alla stampa gli ultimi due arrivati, entrambi giovani, argentini e di belle speranze. Da una parte Javier Zanetti, più di 850 presenze in nerazzurro e una bacheca piena di trionfi; dall'altra Sebastian Rambert, durato soltanto sei mesi in Italia. Una presenza in Coppa Uefa, una in Coppa Italia e nessuna in campionato, prima dell'addio a gennaio. E pensare che dei due doveva essere quello forte...
Inter52FELICE CENTOFANTI
Nel primo mercato della gestione Moratti spicca la chioma folta di Felice Centofanti, onesto terzino reduce da alcune buone stagioni all'Ancona che in nerazzurro ritengono pronto per la Scala del Calcio. Si congederà dal club dopo aver racimolato appena 13 presenze e 1 goal in dodici mesi.- PubblicitàPubblicità
-53IANIS ZICU
Nell’estate 2003 l’Inter ha acquistato dalla Dinamo Bucarest il fantasista Ianis Zicu, per poi girarlo subito a gennaio in prestito al Parma. Tra i gialloblù non ha mai trovato grande spazio nella prima stagione. È rientrato a Milano nell’estate 2004, prima di andare nuovamente in prestito la stagione successiva. Con l’Inter non ha mai giocato un minuto. Deve la sua fama soprattutto per aver accusato Maicon di presentarsi spesso ubriaco agli allenamenti.
Getty54CIRIACO SFORZA
Ciriaco Sforza deve la sua fama in Italia alla celebre scena di “Tre Uomini e una Gamba”, visto lo scarso apporto tecnico all’Inter. La sua esperienza in nerazzurro è passata alla storia più grazie al trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo piuttosto che per quanto mostrato in campo. Sforza è arrivato all’Inter nell’estate 1996 ed è andato via soltanto un anno dopo, senza mai lasciare il segno in campo. Tornato in Germania ha vinto due volte la Bundesliga e anche la Champions League nel 2001.- PubblicitàPubblicità

55DARKO PANCEV
Scarpa d’Oro e secondo nella classifica del Pallone d’Oro nel 1991, Darko Pancev era arrivato in Italia come uno dei migliori attaccanti d’Europa. All’Inter non andò esattamente come previsto: arrivato nell’estate del 1992, impiegò cinque mesi a segnare il primo goal in Serie A. Prima di finire in prestito al Lipsia nella stagione successiva nel gennaio 1994 riuscì a segnarne soltanto un altro. Ha definito l’Inter “il peggiore sbaglio della mia carriera”. Forse vale anche il contrario.
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