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Costi in crescita per il Napoli negli ultimi due anni: cosa potrebbe accadere nel prossimo mercato

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Il Napoli, nel corso degli anni, è diventato per molti un modello da seguire.

Una società che è tornata a essere tra le più importanti del panorama calcistico italiano ed europeo, che ha vinto due storici Scudetti e lo ha fatto riuscendo comunque a tenere i conti sotto controllo.

Secondo quanto riportato da ‘La Gazzetta dello Sport’, negli ultimi due anni i costi sono aumentati sensibilmente, al pari degli investimenti fatti e, anche per questo motivo, è probabile che nei prossimi mesi Aurelio De Laurentiis decida di mettervi un freno.

  • LA STRADA DELLA SOSTENIBILITÀ

    Come spiegato da ‘La Gazzetta dello Sport’, il Napoli è un club che solitamente genera profitti.

    Non lo fa quando è in fase espansiva, ma comunque non abbandona mai la strada della sostenibilità, tanto che a un periodo di investimenti spesso ne segue uno nel quale i conti vengono rimessi in ordine.

    La cosa gli è riuscita anche dopo il drammatico periodo del Covid quando, come tutte le società, ha pagato un dazio pesante, salvo poi riuscire a recuperare in appena un biennio piazzando due utili da 143 milioni di euro che hanno fatto dimenticare un deficit da 130 milioni.

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  • Conte NapoliGetty

    DAL 2024 UN NUOVO CICLO

    Il Napoli, nell’estate del 2024, ha deciso di dar vita a un nuovo ciclo: quello targato Antonio Conte.

    Nello scorso anno il conto economico è tornato in rosso per un ammontare di 21 milioni e la conquista dello Scudetto non è bastata per colmare la mancata partecipazione alla Champions League, tanto che, in proiezione, è possibile immaginare al prossimo 30 giugno un’altra perdita da 30 milioni.

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  • IL NAPOLI PUÒ GESTIRE TALI PERDITE

    Va detto che il Napoli non avrà comunque problemi a gestire perdite di questo tipo.

    Al 30 giugno 2025, infatti, il club vantava ancora un patrimonio netto pari a 190 milioni di euro, oltre a una liquidità di 174 milioni. Riserve grazie alle quali si possono tranquillamente ripianare le perdite, senza l’apporto della proprietà.

    Un discorso diverso va però fatto sulla gestione del rapporto costi-ricavi e dunque tra le spese della rosa e il fatturato al lordo del player trading. Il Napoli ha superato la soglia imposta dal parametro ‘squad cost ratio’, da qui la decisione di imporgli a gennaio un mercato a costo zero.

  • PSV Eindhoven v SSC Napoli - UEFA Champions League 2025/26 League Phase MD3Getty Images Sport

    L’AUMENTO ALLA VOCE STIPENDI

    Nel corso della stagione 2024-2025, gli stipendi in casa Napoli sono cresciuti di 25 milioni di euro, assestandosi sui 133 milioni.

    In questa stagione si è registrato un ulteriore aumento, portando la cifra complessiva a 160 milioni, mentre gli ammortamenti sono cresciuti fino a quota 130.

    Pur beneficiando dei premi garantiti dalla Champions League, da maggiori introiti da stadio, sponsor e merchandising e pur mantenendo elevati i proventi da player trading, il club è destinato a chiudere ancora in rosso a causa degli investimenti fatti in sede di campagna trasferimenti.

    Il Napoli oggi ha il terzo monte ingaggi della Serie A, alle spalle di Inter e Juventus e davanti a Milan e Roma, ma il giro d’affari non è cresciuto al pari dei costi.

    In sede di calciomercato si dovrà tenere conto di tutto questo, anche se, grazie alle cessioni di Osimhen e Kvararskhelia, il saldo netto per gli acquisti è stato ridotto a 100 milioni.

    Questo non vuol dire dunque che non ci saranno investimenti importanti, ma non andrà aumentata la spesa annua per stipendi e ammortamenti e andrà semmai ridotta.

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