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Come giocherà l'Atalanta di Sarri: ufficiale il suo arrivo a Bergamo, cambia il modulo dopo un decennio

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Maurizio Sarri è ufficialmente il nuovo allenatore dell'Atalanta: il tecnico toscano sarà l'erede di Raffaele Palladino, esonerato al termine di una stagione complicata e chiusa con il settimo posto in campionato.

Sarri si prepara a una nuova, grande sfida dopo la doppia esperienza alla Lazio precedute da quelle di Empoli, alla Juventus e soprattutto al Napoli. Ritrova a Bergamo Cristiano Giuntoli, il dirigente con il quale ha condiviso anni importanti in Campania.

Ma come giocherà l'Atalanta di Sarri e con quali elementi, in attesa naturalmente di capire che cosa il mercato porterà a Bergamo? Dal modulo ai calciatori, la possibile nuova Dea post Palladino.

  • IL MODULO DI SARRI

    Sarri, come noto, è un adepto della difesa a quattro. Proprio su un poker di difensori ha costruito le proprie fortune da allenatore, guadagnandosi la chiamata del Napoli nel 2015 e da lì quelle di Chelsea, Juve, Lazio.

    Dalla metà campo in su, poi, in realtà Sarri non è mai stato un fissato. Nel senso che si è adattato più volte a quel che la società di turno gli ha messo a disposizione. Nelle prime settimane a Napoli, ad esempio, fece svoltare la squadra anche passando dal 4-3-1-2 con un trequartista tra le linee, a un 4-3-3 con due esterni offensivi.

    Anche alla Lazio il modulo è variato più volte nel corso di questi ultimi anni, pur mantenendo intoccabile il dogma della difesa a quattro: si è vista una squadra con il 4-3-3, ma anche una squadra con il 4-2-3-1, con Dia alle spalle di Castellanos.

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  • RIVOLUZIONE DOPO UN DECENNIO?

    Se davvero Sarri - e non c'è motivo per dubitarne - trasferirà a Bergamo il proprio pensiero tattico, per l'Atalanta si tratterà di una vera e propria rivoluzione dopo un decennio esatto.

    Da quando Gian Piero Gasperini è arrivato in nerazzurro, ovvero dall'estate del 2016, la Dea ha praticamente sempre giocato con la difesa a tre. Quel "praticamente" è legato a qualche raro sprazzo di difesa a quattro, in momenti in cui i risultati non arrivavano e il tecnico di Grugliasco provava a rimescolare le carte.

    Ivan Juric e Raffaele Palladino, pur con esiti diversi, hanno portato continuità in questo senso. Anche il croato è un adepto della difesa a tre. Meno integralista il collega, che comunque a Bergamo ha a sua volta schierato la squadra con tre difensori.

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  • TRA ADATTAMENTO E MERCATO

    Cambierà parecchio anche nel modo di pensare i singoli attualmente in rosa, non soltanto il collettivo. Nel senso che diversi elementi, se rimarranno all'Atalanta, dovranno adattarsi a un tipo di calcio decisamente diverso a quello a cui sono stati abituati nel corso di questi ultimi anni.

    Prendiamo gli esterni attualmente in rosa: con Sarri, a meno di sorprese, diventeranno terzini. Bellanova, Zappacosta, Bernasconi: tutti schierati qualche metro più indietro, con minore libertà di coprire un'intera fascia e maggiore attenzione ai movimenti difensivi puri.

    De Roon non avrà più un partner a centrocampo (Ederson, destinato al Manchester United), bensì due mezzali. Una di queste potrebbe anche farla Samardzic, che a Udine aveva giocato anche lì prima di fare il trequartista fisso in nerazzurro.

    Non muterà invece lo schieramento con tre punte, dunque un centravanti (Krstovic o Scamacca) e due esterni (a destra De Ketelaere, a sinistra Zalewski o Raspadori, con Sulemana a caccia di riscatto).

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  • LA NUOVA ATALANTA DI SARRI

    Ecco dunque, dopo tanti anni di difesa a tre, come potrebbe schierarsi la nuova Atalanta di Sarri con gli uomini che inizialmente saranno a disposizione dell'allenatore toscano:

    ATALANTA (4-3-3): Carnesecchi; Zappacosta (Bellanova), Djimsiti (Scalvini), Hien (Ahanor), Bernasconi (Ahanor); Samardzic, De Roon, Pasalic; De Ketelaere, Scamacca (Krstovic), Zalewski (Raspadori). All. Sarri

    A ridefinire l'undici titolare sarà comunque il mercato, sia in entrata che in uscita. Sicuro, ad esempio, l'arrivo di un erede di Ederson a centrocampo.

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